Camminare libera la mente…

camminareIn questa società dove ormai i ritmi sono frenetici, serrati ed incalzanti, occorre trovare una valvola di sfogo, qualcosa che ci permetta di passare un paio d’ore in relax; qualcosa che ci faccia staccare la spina dai pensieri che creano ansia e stress…

…piscina, palestra, spinning, sono certamente attività fisiche che permettono al fisico di liberarsi dalle tossine accumulate, ma siamo sicuri che si tragga davvero il massimo risultato per il nostro corpo e il nostro spirito praticando un’attività sportiva che ci permetta di uscire dal luogo di lavoro, fabbrica o ufficio che sia, soltanto per “rinchiuderci” in un altro luogo artificiale???

La risposta potrebbe arrivarci alzando il naso per guardare verso l’orizzonte, tutte le città confinano con la natura, pianeggiante o montuosa che sia…l’uomo ha bisogno di sfuggire dalla città e di immergere il proprio essere all’interno dei luoghi che ancestralmente ancora ci appartengono.

L’uomo deriva dai primati e si è differenziato dalle altre specie perché ha assunto una postura eretta, partendo da questo concetto si può quindi affermare che l’uomo è uomo poiché cammina!!!

Nei millenni, il genere umano ha ormai dato per scontato che camminare e stazionare in postura eretta sia un dato di fatto, una consuetudine, ma posso assicurarvi che questo ci distingue e ci rende unici, regalandoci emozioni e sensazioni fortissime, basta considerare il fatto di potersi muovere liberamente su qualsiasi tipo di terreno in piena libertà.

Potrei elencarvi una serie di tecniche di meditazione che si possono eseguire camminando, ma a mio parere sono accorgimenti ed esercizi utili da praticare quando l’attività del camminare liberamente è consolidata nelle nostre abitudini.

Provate quindi ad alzare il vostro sguardo ad indirizzarlo all’orizzonte, guardate oltre i limiti della vostra città, ci sarà sicuramente una macchia verde, un parco, o meglio ancora, una montagna.

camminare 1Se camminare immersi nella natura è senza dubbio rilassante e rigenerante per corpo e mente, questi benefici vengono amplificati, e di molto, se l’attività viene praticata in montagna. Non è necessario che chiunque diventi un alpinista provetto in grado di scalare le più alte e difficili vette delle Alpi, per montagna si può intendere, più banalmente, qualunque prominenza che identifichi un dislivello e che ci possa portare ad osservare il nostro orizzonte da un nuovo punto di vista, privilegiato, più alto.

Fate per voi stessi un tentativo, l’attrezzatura necessaria è minima e si può reperire con pochi soldi anche nella grande distribuzione.

Alzatevi presto al mattino, identificate la “vostra montagna” e scalatela, camminateci sopra…che voi siate da soli o in compagnia, sarete obbligati a procedere in salita, faticando, tenendo il vostro ritmo, che sarà più o meno alto, a seconda del vostro allenamento, ma ciò è del tutto ininfluente rispetto ai benefici che otterrete. Poiché la “vostra montagna” rappresenterà il vostro obiettivo, e ogni passo sarà una conquista che vi allontanerà dallo stress, dai piccoli problemi della quotidianità, ed allo stesso tempo, ogni passo sarà in grado di avvicinarvi alla natura, a ciò che è e resta la nostra vera casa.

Più alta sarà la montagna, più lungo e faticoso sarà il tragitto, maggiori saranno le possibilità di liberarci dai pensieri negativi e maggiore sarà il sentimento di felicità ed appagamento quando finalmente si raggiungerà la cima.

Lo stress del lavoro mi opprime da un paio di giorni…decido di prendermi qualche ora per me, prendo l’auto e scappo dalla città, dal caos, bastano pochi km…inizio a camminare…

Personalmente quando cammino in montagna passo i primi minuti con la testa che quasi esplode, mi tornano in mente tutti i momenti negativi vissuti nel passato più prossimo, quasi come se il mio cervello fosse impaziente di liberarsene…

Altri passi…la testa inizia ad essere più libera, più leggera, tutto il corpo respira, tutti i sensi si amplificano…

Altri passi…la fatica si fa sentire, ma è una fatica piacevole, naturale, libera da stress o costrizioni, ovunque io possa guardare non vedo altro che terra, acqua, alberi, animali; è il mio ambiente…

Altri passi…la testa è finalmente vuota, ciò che provo è una piena consapevolezza del mio essere immerso nella natura, tutti i miei sensi sono ormai tarati su nuovi livelli, non più costretti a leggi umane, a leggi civili, ma a necessità di sopravvivenza…

Altri passi…sento dei rumori nella boscaglia, vedo un gruppo di caprioli che si allontanano velocemente e mi fermo a guardarli, incantato da tanta potenza e bellezza, a pochi chilometri dal mio luogo di lavoro…

Altri passi…finalmente la cima, la vetta…è il momento più gratificante, ce l’ho fatta anche questa volta, sono stanco ma libero, respiro come se ogni respiro fosse il mio primo respiro e l’ultimo allo stesso tempo…cerco di riempirmi i polmoni il più possibile di quest’aria sottile che tanta fatica mi è costata…e mi fermo a guardare in basso.

Finalmente mi posso prendere alcuni minuti per osservare il mondo piccolissimo ai miei piedi, sia ben chiaro, non è un delirio di onnipotenza, bensì l’essere consapevoli di quanto siamo piccoli rispetto al mondo in cui viviamo, e comunque legati profondamente alla natura, alla montagna…fin dal principio l’uomo considera la montagna come luogo sacro, dimora degli dei…la mente è libera di raggiungere pensieri che poche ore prima sembravano irraggiungibili…invece, li in alto, sono da solo, ma non mi sento solo…

E’ tempo di scendere, tanta fatica per pochi attimi di pura gioia, per questo da considerarsi ancora più preziosi…mentre i miei passi ritrovano il sentiero in senso opposto, ripercorro mentalmente tutto il tragitto e completo il “percorso mentale” che affianca quello che è il “percorso fisico” che ho effettivamente fatto.

Grazie all’allenamento, sono giunto alla conclusione che la mente abbia necessità di far decantare tutto ciò che di piacevole abbiamo vissuto e provato in vetta, durante la discesa; in modo da fissare indelebilmente le sensazioni positive e garantire la possibilità di ripescare tali sensazioni quando ne abbiamo voglia o necessità…basterà collegare mentalmente tutto ciò che si è provato con una “parola chiave” o un “pensiero”.

Con questo “esercizio mentale” saremo in grado di godere della vetta anche quando saremo in città, magari semplicemente chiudendo gli occhi per pochi minuti, seduti sulla sedia della nostra scrivania, in ufficio, in pausa pranzo.

Sono quasi ritornato al punto di partenza della mia “passeggiata liberatoria”…ho ripercorso mentalmente e fissato tutto ciò che di bello e positivo ho potuto raccogliere da questa nuova esperienza, l’auto mi attende dove l’avevo lasciata…un po’ di stretching e si ritorna alla città, alla vita reale…giro la chiave e parto…d’improvviso mi viene alla mente un pensiero…il pensiero della gita di oggi…”l’uomo che non sale la montagna, resta a valle…piccolissimo”.

Maurizio Remondino

Autore: watchingreen

maurizio.dissette@gmail.com

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