Ganoderma lucidum

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Detto anche Reishi, si tratta di un fungo parassita tipico degli alberi di quercia e castagno, dove si lega alla corteccia. Dalla consistenza dura e legnosa, il fungo non risulta essere immediatamente commestibile: agli scopi di cura, infatti, si utilizza una polvere essiccata. Caratterizzato da un diametro fino a 15 centimetri e dalla superficie di un marrone laccato, cresce dalla primavera inoltrata al tardo autunno, dove predilige le basi degli alberi di latifoglie oppure di ulivo. I rimedi in commercio derivano però dalla coltivazione, che avviene soprattutto in Cina e in Giappone.
Come già accennato, agli scopi di cura si fa ricorso a una polvere, secondo la preparazione tradizionale: il fungo viene essiccato, quindi macerato e ridotto in finissime briciole, poi setacciate e trasformate in una polvere dalla consistenza della soffice farina. Utilizzato per la preparazione di infusi, decotti, liquori ma anche in compresse di produzione industriale, il composto manifesterebbe un’alta attività antinfiammatoria, nonché un preliminare effetto antitumorale, ancora in corso di studio e approfondimento scientifico.
Queste caratteristiche terapeutiche sarebbero dovute principalmente ai polisaccaridi contenuti, utili per stimolare il sistema immunitario, ma anche dai peptidi Lz-8, indicati per regolare la pressione sanguigna e ridurre il colesterolo. Ricco di germanio organico, dalle peculiarità antivirali e antinfiammatorie, e di acidi oleici e ganoderici, il Ganoderma lucidum sembra contrastare anche la liberazione di istamina, quindi può essere utile in caso di blande reazioni allergiche. Alcuni degli effetti descritti dalla medicina tradizionale cinese sembrano trovar riscontro nella scienza, almeno in studi in vitro, ma la conferma di tutte le sue doti è ancora in corso d’analisi. Prima di procedere all’assunzione, evitando l’automedicazione, si consiglia quindi di chiedere un parere al medico curante oppure a uno specialista: potrebbero sussistere specifiche interazioni con i farmaci già assunti e, non ultimo, controindicazioni ed effetti collaterali.
Stando alle ipotesi della medicina tradizionale asiatica, il fungo Reishi curerebbe una lunga serie di disturbi e patologie. Come già ricordato, non tutte trovano ancora conferma nell’evidenza scientifica, quindi non è detto che l’assunzione porti ai risultati sperati. Sempre nella necessità di dover consultare il parere di uno specialista, le applicazioni più frequenti si possono così riassumere:
Infiammazioni: grazie a sostanze dall’effetto cortisonico, sembra che il Ganoderma Lucidum sia indicato per il trattamento di qualsiasi infiammazione, riducendo al contempo dolore, eventuali gonfiori e accelerando i processi di guarigione;
Pressione sanguigna e colesterolo: il fungo pare esplichi gran parte delle sue funzioni a livello vascolare, dove riduce la pressione sanguigna – quindi può essere indicato ai soggetti ipertesi – e contrasta il colesterolo cattivo, responsabile dell’occlusione di vene e arterie e quindi di conseguenze anche molto gravi, come infarto e ictus. Sempre a livello di vasi sanguigni, il Ganoderma lucidum sarebbe preventivo delle trombosi, poiché ricco di principi attivi fluidificanti del sangue;
Sistema immunitario: le proteine rinvenute nel rimedio stimolerebbero l’attività del sistema immunitario, incentivando l’attività dei linfociti T e delle cellule Natural Killer. Test in vitro confermerebbero un’azione utile contro alcuni tipi di virus, come quello dell’influenza e l’herpes simplex, ma anche le micosi come quelle da candida. Sempre a livello immunitario, e in abbinato al potere cortisonico, il ritrovato potrebbe regolare le blande reazioni allergiche, riportando la liberazione di istamina a livelli stabili. Un effetto dovuto agli acidi ganoderici, utili al trattamento dell’orticaria;
Controllo del peso: l’assunzione di fungo Reishi si dice possa accelerare il metabolismo, perciò potrebbe essere utile per bruciare grassi più velocemente o come coadiuvante delle diete. Il tutto con parsimonia e attenzione, tuttavia, poiché il rimedio agisce sulla glicemia, già modificata dal regime alimentare in corso.
Come tutti i rimedi naturali, anche il Ganoderma lucidum può manifestare effetti collaterali e rispondere a precise controindicazioni, per questo motivo la somministrazione non dovrebbe mai avvenire alla leggera, bensì sotto la guida di medico e specialista. Non deve essere assunto, ad esempio, in caso di ipersensibilità o reazione allergiche ai funghi, né qualora si soffrisse di una lunga serie di patologie. Tra le tante problemi alla coagulazione del sangue, pressione bassa e ipoglicemia, ma anche in concomitanza con farmaci come gli anticoagulanti, gli immunosoppressori, i medicinali per il controllo del colesterolo, i cortisonici e molto altro ancora. L’assunzione non è adatta, infine, durante la gravidanza e l’allattamento.
Greenstyle. It

Watchingreen.com non vuole dare consigli terapeutici sulle patologie di qualsiasi tipo che rimangono di esclusiva competenza dei medici specialisti.

MD7

Olio di Melaleuca, Tea Tre Oil

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Dai rami e dalle foglie di una pianta australiana, Melaleuca alternifolia, si distilla un pregiato olio essenziale noto come Tea Tree Oil. L’ olio essenziale di melaleuca ha importanti proprietà medicamentose tra cui quella antisettica, antifungina e antibatterica ed è un ingrediente sempre più presente in prodotti cosmetici. Nella tradizione aborigena dell’Australia orientale, l’inalazione dell’ olio essenziale di melaleuca prodotta con lo schiacciamento delle foglie della pianta era impiegata come rimedio della tosse e del raffreddore, mentre l’applicazione locale dell’infuso di foglie era usata per trattare ferite e diverse altre lesioni della pelle.
L’ olio essenziale di melaleuca ha una significativa attività antifungina e antibatterica, in particolare contro streptococchi, funghi e candida. Ma non solo: questo olio essenziale è efficace in molte malattie della pelle come acne, eczemi, psoriasi e in molte infezioni genito-urinarie come cistiti croniche e vaginiti. Studi preliminari suggeriscono inoltre un ruolo per la melaleuca nel trattamento della candidosi orale in persone con infezione da HIV. Il gel di melaleuca applicato rapidamente sulla zona interessata successivamente a un’ustione, riduce la temperatura intradermica (cioè sotto la pelle) e promuove una più rapida guarigione.

Precauzioni: attenzione alle incaute ingestioni

Anzitutto il Tea Tree Oil, ovvero l’ olio essenziale di melaleuca, non va confuso con il Tea Oil, olio essenziale estratto dai semi pressati della pianta Camellia sinensis, da cui viene il tè che beviamo. Persone affette da dermatite da contatto con piante o ipersensibili devono usare con cautela Tea Tree Oil, che sembra contenere agenti allergizzanti nella sua frazione terpenica. In ogni caso l’utilizzo di quest’ olio essenziale va evitato in gravidanza e durante l’allattamento al seno. L’ olio essenziale non dovrebbe essere ingerito e va assunto oralmente solo in esigue quantità e sempre sotto controllo medico. L’incauta ingestione può portare a manifestazioni tossiche tra cui depressione respiratoria, confusione, sonnolenza, diarrea, vomito e gravi dermatiti.

Formulazioni: disponibile in creme, lozioni, unguenti e saponi. Il Tea Tree Oil è spesso aggiunto a cosmetici e a prodotti per l’igiene domestica. L’ olio essenziale è applicato localmente in concentrazioni che vanno dallo 0.4% al 100% in relazione al tipo di prodotto, alla natura e alla localizzazione della lesione cutanea.

“Riza.it”
MD7

Massaggio Shiatsu

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E’ un metodo di digitopressione giapponese e, provenendo da una terra talmente feconda di tradizione, ritualità, senso del sacro, è una tecnica piena di significato e potenzialità, vicini a quelli che stanno alla base del do-in, del massaggio antico, dell’agopuntura, dell’osteopatia e della chiropratica.
 Shiatsu letteralmente significa “pressione” (atsu), che viene effettuata con le dita (shi), le mani, i gomiti e le ginocchia su determinati punti (tsubo) per riequilibrare l’energia (ki) lungo i meridiani.

La tecnica risale al XX secolo e si basa sulla concezione energetica che è anche tipica della medicina cinese tradizionale. In pratica, un individuo può accusare uno stato di malessere in una zona jitsu dov’è un eccesso di ki, o in una zona kyo dove invece l’energia è carente.

Dal jitsu si individua il sintomo la cui causa risiede nel kyo. Il massaggio Shiatsu procede sempre sul doppio binario kyo-jitsu, del pieno e del vuoto, perché risolvere un malessere non vuol dire solo agire localmente, bensì intervenire sull’unità psicofisica del paziente. 

Il massaggiatore lavora sui meridiani, lungo i quali scorre il ki. Ci si basa sui meridiani dell’agopuntura che sono 12. L’energia si manifesta nei 5 elementi (fuoco, terra, acqua, metallo, legno) e a ognuno di essi è associato un organo.

A ogni elemento corrispondono 2 meridiani, uno yin e uno yang; solo al fuoco ne corrispondono 4. I meridiani sono bilaterali quindi sono 24 in tutto. Se il massaggiatore preme il meridiano in un punto, verrà stimolata quella particolare zona, ma anche tutto ciò che si trova lungo quel meridiano.

Le due manovre principali eseguite sono la pressione e lo stiramento praticate con mani, gomiti, ginocchia e piedi. Il massaggiatore deve rimanere sempre molto rilassato mentre imprime una pressione, perché deve trarre forza direttamente dal suo hara.

La durata di una pressione varia di 5 ai 7 secondi, intorno al collo mai più di 3 secondi. Una seduta di massaggio Shiatsu solitamente dura circa un’ora. 

Ci teniamo a precisare che una seduta di shiatsu non segue mai uno schema preciso, perché le mani dell’operatore shiatsu si muovono a seconda di quello che sente e di ciò che il corpo del ricevente gli comunica, delle risposte che arrivano dalla persona insieme a cui sta lavorando. 

Lo Shiatsu riequilibra il corpo in profondità. La tecnica lavora sull’armonia globale della persona. Ha buoni effetti sull’ansia e lo stress, riduce i sintomi tipici della depressione. Può essere un’alternativa o un aiuto nel caso di: problematiche legate alla testa, al collo e al dorso, irrigidimento delle articolazioni, contratture ansiogene da attività sportiva o lavorativa. 

Tra gli altri benefici: miglioramento della relazione con gli altri tramite il contatto, rilassamento delle rigidità e tensioni eccessive, migliorare il portamento e la postura, potenziare le capacità motorie, alleviare le conseguenze di traumi di varia natura, aumentare la conoscenza ed il controllo del proprio corpo, ripristinare l’equilibrio energetico del corpo.

Lo Shiatsu non va praticato sulle persone con malattie contagiose, problemi seri al cuore, polmoni, reni, fegato, emorragie, ulcere, cancro, fratture. 
“Cure-naturali.it”
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Glifosato e pesticidi

EFSA: valutazione delle sostanze con attività endocrina in 41 pesticidi
Il Regolamento (CE) n 1107/2009 ha introdotto nuovi criteri per l’approvazione delle sostanze attive nei pesticidi, tra cui l’esclusione di sostanze con attività endocrina. Il regolamento prevede specifici criteri scientifici per la determinazione di tali proprietà; mentre l’adozione di criteri solidi è ancora in corso, sono stati utilizzati criteri intermedi, tra cui il rilevamento di effetti tossici sugli organi del sistema endocrino. Dal 2014, l’EFSA ha pubblicato 15 Conclusioni sulle nuove sostanze attive e 26 in merito alle domande di rinnovo che riassumono in modo esplicito la valutazione dei potenziali effetti endocrini. Per 24 sostanze attive, di cui 3 pesticidi microbici), le informazioni disponibili non hanno destato preoccupazioni specifiche, tuttavia nel caso di due di queste sostanze (Tiabendazolo e trisulfuron) sono raccomandati ulteriori studi.

In base ai dati scientifici disponibili sono state individuate preoccupazioni per 15 sostanze, vale a dire sostanze con dati tossicologici inadeguati per l’identificazione dei pericoli
Miscela Terpenoid QRD-460 (Terpenoid blend QRD-460)
Sostanze per le quali le preoccupazioni si basano esclusivamente sulla classificazione:
Flupyrsulfuron
Le sostanze per le quali non è stato possibile escludere effetti avversi su base endocrina
a) tumori nel sistema endocrini o negli organi ad esso afferenti (ad es. ghiandola mammaria)
Flupyrsulfuron; Iprovalicarb; Pimetrozina; Tifensulfuron metile
b) salute riproduttiva (effetti sugli organi riproduttivi, riduzioni dell’indice gestazionale e della vitalità e crescita pre e post-natali)
Bentazone; Flumioxazin; Flutianil
c) effetti sullo sviluppo degli organi bersaglio
Acibenzolar-S-metile (cervelletto fetale)
Sostanze che provocano effetti avversi con alcune evidenze sui meccanismi di azione del sistema endocrino
Amitrolo (effetti sullo sviluppo potenzialmente associati con effetti sulla tiroide)
Benzovindiflupyr (il pattern degli effetti – ridotta spermatogenesi e oogenesi, alterazioni dell’estro, ipertrofia della corteccia surrenale e ipofisi -può riferirsi ad una alterata omeostasi endocrina a livello ipofisario)
Isoproturon (effetti sulla riproduzione, eventualmente associati ad azioni antiandrogeniche e antiestrogeniche)
Lambda-cialotrina (effetti sullo sperma e sul cervello, alcune evidenze di interazione a livello recettoriale)
Tricyclazole (effetti sul peso degli organi riproduttivi e sulla maturazione sessuale nei mammiferi, si ivdenzia, inoltre, un aumento dei livelli di vitellogenina nel pesce che potrebbe indicare una azione estrogenica)
2,4-D (alterata funzione del sistema ormonale tiroideo)
Per approfondimenti: http://www.efsa.europa.eu/en/supporting/pub/867e
MD7