Sostanze tossiche nei mobili-consigli dell’ADICO

I consigli dell’ADICO sulle sostanze tossiche presenti negli arredi

image

Quando ho dormito nella mia nuova casa con mobili nuovi, mi sono svegliata dopo poco con sintomi fastidiosi e allarmanti, tra cui rinite, bruciore agli occhi e alla gola, confusione mentale e muscoli irrigiditi. La casa è stata arieggiata per tre mesi, notte e giorno, ma il problema persiste. Non ho mai avuto problemi di allergie, asma o altro. Cosa posso fare per risolvere il problema? si possono fare analisi di verifica per emissioni nocive? Da chi e come?
Spesso capitano casi di questo genere all’ADICO – si legge nel comunicato – ecco allora cosa dicono i nostri esperti e quali consigli è sempre bene tener a mente.
Molte volte gli arredi possono assorbire delle sostanze chimiche nocive durante i processi di produzione, verniciatura e pulizia, per ri-emetterle successivamente; inoltre, in condizioni di cattiva gestione e manutenzione possono agire come serbatoi per muffe. allergeni e acari della polvere.
Negli ultimi anni la maggior parte dei mobili e degli arredi è stata fabbricata con prodotti e sottoprodotti a base di legno (lamelle, fogli, particelle, fibre etc.) e successiva ricomposizione in pannelli. Tale prodotti includono compensato, truciolato e pannelli di fibre di legno di media-densità (Medium Density Fiberboard, MDF). Il compensato è principalmente usato per la produzione di pannelli decorativi dei muri, di porte e sportelli, di armadietti e altra mobilia. Il legno truciolato è utilizzato per rifiniture di pavimentazioni, pannelli per il rivestimento delle pareti, armadietti (materiale di rifinitura interna, della scaffalatura e dei cassetti), mensole, porte, sportelli ed altro. L’MDF è usato per armadi, mobilia e nella fabbricazione delle cornici. Il grado di emissione di sostanze tossiche è maggiore quando le superfici ed i bordi di questi prodotti non sono laminati o rivestiti. Infatti, spesso il materiale utilizzato, come gli adesivi, gli indurenti, i lucidanti, ecc. contiene composti tossici come urea-formaldeide (la quale emette formaldeide per un periodo notevole di tempo) e altri composti organici volatili (VOC) quali acetonitrile, acetone, toluene, benzaldeide, 2-propanolo, butanale, ecc. Cambiamenti nella temperatura, umidità e ventilazione possono far variare i livelli di VOC emessi dagli arredi costituiti dai derivati del legno; ad esempio, alti livelli di temperatura e di umidità fanno incrementare il grado di emissione di queste sostanze.
È possibile comunque ottenere dei materiali con emissioni di formaldeide più basse se durante la loro produzione viene effettuato un pre-trattamento dei materiali derivati del legno e un controllo della quantità di materiale adesivo utilizzato. In commercio esistono poi prodotti senza urea-formaldeide come pareti di carton-gesso, mobilia di legno massello, metallo o plastica.
Anche gli arredi costituiti da legno solido possono essere fonti di problemi legati alla qualità dell’aria indoor. Infatti, il legno naturale può essere tinteggiato, cerato e avere altri rivestimenti decorativi e protettivi che emettono VOC. Molti tipi di trattamenti per mobilia, infatti, possono liberare formaldeide e altre aldeidi associate ad un caratteristico odore acre.

Accorgimenti:
1) Verificare che tutti i prodotti a base di legno che contengono urea-formaldeide siano certificati secondo gli standard di bassa emissione di formaldeide e VOC.
2) Comprare mobili e materiali rifiniti in legno che abbiano superfici e bordi laminati (i pannelli grezzi o comunque non laminati emettono più formaldeide rispetto a quelli ricoperti).
3) Dopo aver collocato i mobili nuovi all’interno dei locali ventilare per almeno 72 ore.
4) Cercare di mantenere bassi tassi di temperatura e umidità per limitare le emissioni dei composti organici volatili.
5) Di recente poiché la formaldeide è stata riconosciuta dall’International Agency for research on Cancer come sostanza cancerogena, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha fissato in 100 microgrammi per metro cubo la soglia che non andrebbe superata nei locali chiusi (più dei 10 stabiliti nel 1995, che tenevano conto delle categorie a rischio, bambini e asmatici).
6) Evitare l’acquisto di mobili con formaldeide cercando quelli con il marchio CQA-Formaldehyde E1 che contraddistingue le produzioni di pannelli a bassa emissione di formaldeide, rispondenti ai requisiti imposti dalle normative internazionali in materia.
7) Il sito dell’APAT (Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e per i servizi Tecnici) ci spiega che oggi è disponibile un sistema estremamente semplice in grado di misurare in due ore la concentrazione di formaldeide presente nell’ambiente.

Contro le sostanze chimiche rilasciate dai mobili nuovi: i consigli dell’ADICO

MD7

Dichiarazione d’intenti..

image

Il Comitato Veneto Sensibilità Chimica Multipla e l’Associazione Whatchingreen, considerate le molteplici condivisioni di scopi, finalità e progetti che perseguono, espressi nei loro rispettivi statuti, dichiarano in data odierna di iniziare una reciproca collaborazione al fine di perseguire le seguenti tematiche:
– Sensibilizzare la popolazione alle questioni ambientali con l’obiettivo di far conoscere modalità alternative
di realizzazione di prodotti a impatto zero sull’ambiente e tecniche di sviluppo ecocompatibile ed  ecosostenibile per conseguire un effettivo ed efficace rispetto della natura;

– Creare una fitta rete per lo scambio costante d’informazioni riguardanti innovazioni scientifiche e tecniche
e iniziative culturali affinché ogni genere di sapere possa raggiungere anche persone con minori possibilità di accesso ai settori della formazione, della sanità e dello sviluppo economico;

– Avvicinare le persone con malattie ancora poco note (come ad esempio l’M.C.S. – Sensibilità Chimica Multipla) a società scientifiche e non, a gruppi di assistenza infermieristica, a strutture sanitarie specializzate, e altre associazioni per avere contatti e informazioni fondate e verificate su cure, analisi, esami e percorsi di riabilitazione.

L’IMMUNITÀ PERDUTA

farmaciCarlo Tonarelli.

La nascita di un bambino sano è un miracolo, ma mantenere sano un bambino è un’arte”.
( Tinus Smits )
L’abuso di farmaci antibiotici, antinfiammatori o cortisonici, rischia di compromettere la salute e la stessa crescita dei bambini, indebolendone gravemente le difese immunitarie. L’uso di cortisonici andrebbe eliminato sotto i cinque anni. Quotidianamente verifichiamo l’abitudine di trattare la tosse di un banale raffreddore con cortisonico e broncodilatatore. Troppe volte accade proprio questo – continua Lubrano – per tenere in controllo il broncospasmo virale, sono prescritti con troppa facilità farmaci a base di cortisone e beta due stimolanti. La prescrizione preventiva del medicinale è beclometasone (Clenil, Pulmaxan). Stiamo scrivendo una molecola che per molto tempo è stata utilizzata per prevenire il broncospasmo o fischio durante un’infezione virale delle vie aeree superiori in bambini che avevano avuto episodi in passato e che erano perciò a rischio di ricaduta. Gli studi oggi concordano, che tali farmaci non siano efficaci, anzi pericolosi. I pediatri italiani sono bocciati dal Cineca (Consorzio interuniversitario) perché prescrivono ai bambini troppi farmaci, molti dei quali “d’incerta efficacia e sicurezza” dice il rapporto. E, anche se 20 molecole di farmaco sono sufficienti per rispondere all’81% dei bisogni terapeutici dei bambini, ne vengono utilizzati 645, per un totale di 2.813 specialità farmacologiche. È opinione diffusa, che con il progressivo aumento dei farmaci immessi sul mercato, la patologia iatrogena sia in costante aumento. I pediatri di base e i vertici sindacali si sono lasciati trascinare nel business delle multinazionali del farmaco e dei vaccini ed hanno trascurato il messaggio della prevenzione e dell’educazione sanitaria. I bambini non sono adulti in miniatura e curarli con dosi ridotte di farmaci studiati sugli adulti, non è la strada giusta perché innanzitutto i bambini hanno un metabolismo ben diverso rispetto agli adulti. La ricerca ha dimostrato che i due terzi dei farmaci prescritti nei bambini differiscono per dose, tipo di malattia curata ed età del paziente dalle indicazioni per cui è concessa la licenza d’uso. L’attuale medicina sta coltivando un’enorme quantità di pazienti ipocondriaci che, in nome di una falsa prevenzione o di una falsa cura, fa spendere del tutto inutilmente milioni di euro in accertamenti diagnostici o medicine inutili con con- seguenti effetti iatrogeni. Questo sistema sanitario ha innescato meccanismi perversi con prestazioni farmacologiche e diagnostiche dai costi insostenibili e spesso inutili o velleitari. La spesa sanitaria in 4 anni è aumentata del 44%.
UN’EPIDEMIA DI CUI NESSUNO PARLA
“È facile essere indifferenti, l’interesse richiede coraggio e il coraggio richiede carattere!”
Ci vogliono far credere a tutti i costi che la vita media si sta allungando. È vero, si sta allungando la vita di quelli che sono nati prima degli anni ’50, quel- le generazioni che sono venute su senza farmaci; per le generazioni successive tutte le malattie cronico-degenerative sono in aumento esponenziale. Si prevedono nel mondo trecento milioni di malati di diabete nel 2025, una persona su trenta. I malati di tumore in Europa sono, oggi, venti milioni ma ne sono pre- visti il doppio per il 2020. Una persona su tre è destinata ad ammalarsi di tumore nel corso dei prossimi anni. Ogni ora 63 persone si ammalano di tumore. Dodici milioni di persone in Italia soffrono d’ipertensione, il 35% dei bambini è obeso, un milione di anziani è ritenuto demente, questa cifra è destinata a raddoppiare del 50% nel corso dei prossimi cinque anni. Tanti i perché: oltre l’uso sconsiderato di farmaci e vaccini, i danni che stiamo quotidianamente provocando all’ambiente in cui viviamo: concimi, pesticidi, inquinamento del- l’acqua e del suolo, inquinamento dell’aria e la morte delle foreste; alterazione degli alimenti attraverso gli antibiotici, gli ormoni, gli additivi alimentari, gli antiossidanti di sintesi, aromi, coloranti, leganti, solventi, irraggiamento degli alimenti, radioattività indotta. Si vuole giustificare tutto questo dicendo che è aumentato il numero delle persone anziane, può essere anche vero, il reale motivo è un altro i medici vecchi e nuovi hanno perso il bandolo della matassa, si trovano sempre di più smarriti di fronte alla malattia – che non è solamente FISICA ma coinvolge la MENTE e lo SPIRITO dell’uomo – e affidano alla tecnologia e alla tecnocrazia per la diagnostica e per la terapia perdendo di vista il paziente.

Assis.it

Comitato veneto sensibilità chimica multipla

MD7

 

Inquinanti chimici e declino del Q.I. nei bambini

di Julie Wilson
Traduzione a cura di: Emanuela Lorenzi
Fonte: naturalnews.com

L’esposizione precoce di neonati e bambini alle tossine non influenza solo la loro crescita individuale, ma la società nel suo complesso, secondo quanto affermano il Dr. Bruce Lanphear, ricercatore in ambito medico, e la Simon Fraser University, che hanno coprodotto un filmato su questo tema. inquinanti-chimici-e-declino-del-q-i-nei-bambini_4700

Il filmato intitolato “Little Things Matter” (Le piccole cose contano, ndt), mostrato alla conferenza del 20-21 Novembre all’Università di Ottawa, illustra gli effetti delle tossine sui bambini e sottolinea il fatto che anche minimi livelli di sostanze chimiche possono causare danni irreversibili al cervello ed ostacolare lo sviluppo neurologico.

Lanphear, un esperto nel suo campo, è stato nominato ricercatore principale per il suo studio più recente che esamina esposizioni fetali e durante la prima infanzia alle maggiori tossine ambientali quali piombo, pesticidi, mercurio, alcol, PCB e fumo di sigaretta.

I ritardanti di fiamma tendono a disperdersi nell’ambiente contaminando le persone
Il progetto ha appena ricevuto ulteriori fondi che hanno permesso a Lanphear di studiare i bambini della coorte di nascita iniziale sino ai cinque anni di età, analizzando l’efficacia del controllo dei rischi sui livelli di piombo del sangue dei bambini ed il loro rischio di sviluppare disturbi di apprendimento e di comportamento.

In “Little Things Matter,” Lanphear spiega che le sostanze chimiche sono biologicamente attive anche a bassi livelli, in qualche caso influenzando il quoziente intellettivo (Q.I.) dei bambini. I PBDE, o ritardanti di fiamma, non sono chimicamente legati alle plastiche, alle schiume o ai tessuti nei quali sono utilizzati, perciò sono in grado di disperdersi esponendo le persone e l’ambiente.

Un Q.I. più basso nei bambini è direttamente correlato all’esposizione chimica precoce
Il punteggio medio di Q.I. nei bambini è compreso fra circa 85 e 115, mentre solo il 2,5% dei bambini (cioè 6 milioni) ha un QI pari o superiore a 130, che li classifica come “dotati”. Dall’altro lato della distribuzione, un altro 2,5% ha un Q.I. inferiore a 70, che li classifica come “ritardati.”
Gli studi mostrano che quando il carico corporeo di PBDE aumenta nelle donne in gravidanza, le abilità intellettuali del loro bambino diminuiscono. Quando i livelli di PBDE aumentano da 10 parti per miliardo (PPB) a 100 ppb, il Q.I. di un bambino diminuisce di ben 5 punti. Uno scherma simile si riscontra quando i bambini sono esposti ai pesticidi organofosfati in età precoce.

Il piombo, che è stato trovato nel sangue del 100% dei soggetti in esame, causa danni simili.

Man mano che il livello di piombo nel sangue dei bambini aumenta da zero a 100 ppb, i quozienti intellettivi crollano di 6 punti circa. I Q.I. scendono di altri 2 punti quando i livelli di piombo aumentano da 100 ppb a 200 ppb, e diminuiscono di 1 punto ancora quando raggiungono i 300 ppb.

Un crollo di 5 punti nel Q.I. causato dall’esposizione al piombo comporta un aumento del 57% nel numero di bambini che vengono considerati ritardati, aumentando da 6 milioni a 9,4 milioni. Il numero dei bambini dotati scende da 6 milioni a 2,4 milioni.

“Esistono prove inconfutabili che i disturbi dell’apprendimento e punteggi inferiori nei Q.I. possono essere attribuiti a bassi livelli di esposizione a metalli pesanti quali piombo e mercurio, tossine persistenti come i policlorobifenili (PCB) e ad altre tossine che comprendono i pesticidi organofosfati (OP) e i composti utilizzati come ritardanti di fiamma. Queste tossine sono molto comuni nei nostri ambienti quotidiani,” afferma Lanphear. “I bambini sono esposti continuamente a moltissime tossine e a parecchie sostanze chimiche non testate. Queste sostanze sono biologicamente attive a dosi molto basse. Non possiamo continuare ad ignorare l’impatto delle tossine sul cervello in fase di sviluppo e sull’abilità di apprendimento dei bambini

Come ridurre l’esposizione alle tossine
“Molte aziende negli USA e in Canada inseriscono sostanze tossiche nei prodotti di consumo, rilasciandole nell’ambiente prima di testarne gli effetti” spiega Lanphear, aggiungendo che si dovrebbero mettere in atto regolamentazioni più restrittive al fine di proteggere i nostri bambini, come avviene ad esempio nell’Unione Europea dove le sostanze chimiche devono essere testate prima della loro messa in commercio.

Ci sono molte cose che si possono fare singolarmente per proteggere i propri bambini, tra cui mangiare cibo biologico, evitare l’uso di pesticidi in casa, controllare i livelli di piombo e pulire costantemente i pavimenti e le superfici per rimuovere particelle chimiche indesiderate.

Comitato veneto per la sensibilità chimica multipla

MD7