Tè verde…

Le foglie di Tè verde sono conosciute da almeno 4000 anni come portatrici di salute.

Il té verde si ricava dai germogli delle foglie e dalle foglie giovani della pianta conosciuta come “camellia sinensis”.Le sue origini si perdono nel tempo; in Cina si narra che l’imperatore Shen Nung fu il primo bevitore di té verso il 2700 a.C., mettendo le foglie della pianta dentro una brocca di acqua bollente dando così inizio a questa usanza .

Dal secondo secolo d.C. alcuni testi medici cinesi riportano i benefici ottenibili dal té, mentre un monaco giapponese, Eisai, nel 1211 d.C. scrisse un libro intitolato “mantenere la salute bevendo té” dove scrisse:” Il té è una medicina miracolosa per mantenere la salute, ha lo straordinario potere di prolungare la vita.”

Nel sedicesimo secolo, gli esploratori europei che per primi provarono il té dichiararono di averlo usato per combattere febbre, mal di testa, dolori articolari e mal di stomaco.
Che si creda oppure no a queste storie, dobbiamo sapere che le foglie di questa pianta sono utilizzate da almeno 4000 anni e che sono sempre state conosciute come portatrici di salute.Tecnicamente, per esser chiamato té, il prodotto deve essere ricavato dalle foglie della”camellia sinensis”, la sempreverde pianta del té. Ci sono solo tre tipi di té: nero, oolong e verde, così classificati secondo il metodo di lavorazione.Essi differiscono dalla durata della fermentazione delle foglie: quello nero viene essicato e fermentato, l’oolong parzialmente fermentato, mentre quello verde viene solamente lavato e riscaldato per prevenire la fermentazione.I vari nomi con i quali di solito è identificato si riferiscono alla regione dove cresce la pianta (Ceylon, Darjeeling, Souchong, ecc), comunque tutti i tipi provengono dalla camellia sinensis.

Il tè verde è molto più di una semplice bevanda. Può essere considerato come un vero e proprio medicinale naturale. Le popolazioni del Giappone lo sanno bene e da secoli lo utilizzano per via delle sue proprietà benefiche, che nel corso degli anni hanno ricevuto sempre più conferme da parte della scienza.

Questa preziosa bevanda può essere gustata calda in inverno e fredda o tiepida durante la stagione estiva. Per preparare un buon infuso di tè verde, versate uno o due cucchiaini delle sue foglie in una tazza d’acqua bollente, lasciate riposare per cinque minuti e filtrate. Per raffreddare più rapidamente la bevanda, ricorrete a cubetti di ghiaccio. Il tè verde presenta un contenuto di caffeina inferiore rispetto al tè nero o al caffè. Scopriamo alcuni dei suoi principali benefici per la salute.

Antibatterico:il tè verde è un antibatterico naturale. La sua azione riguarda soprattutto la bocca e i denti. Le sostanze contenute nel tè verde sono in grado di contrastare l’azione di uno dei batteri presenti nel cavo orale, lo Streptococcus mutans. Studi scientifici hanno confermato l’azione benefica del tè verde contro i batteri che possono causare problemi dentali.

Antiossidante:il tè verde è un concentrato naturale di antiossidanti, tra i quali troviamo soprattutto polifenoli e bioflavonoidi. Gli antiossidanti sono necessari al nostro organismo per rallentare l’invecchiamento cellulare, favorire la rigenerazione dei tessuti e contrastare i radicali liberi, che possono essere responsabili delle malattie degenerative.

Dimagrante: il tè verde è considerato un alleato benefico contro l’obesità e i chili di troppo. Gli esperti della Penn State University hanno identificato nel tè verde alcune sostanze in grado di portare ad una maggiore capacità dell’organismo di bruciare i grassi in eccesso e di ridurre l’assorbimento dei grassi introdotti con l’alimentazione.

Colesterolo: bere tè verde contribuisce a regolare i livelli di colesterolo nel sangue. Le sostanze benefiche contenute in questa bevanda prevengono l’accumulo di colesterolo nelle arterie e l’insorgere di malattie cardiovascolari. Secondo una ricerca pubblicata tra le pagine del Journal of Biological Chemistry, il merito sarebbe ancora una volta dell’EGCG.

Abbronzatura: buone notizie per chi ama l’abbronzatura. Secondo uno studio scientifico pubblicato sulla rivista Pharmaceutical Development and Technology, il tè verde sarebbe in grado di proteggere la nostra pelle dagli effetti dannosi dei raggi UV. Il merito sarebbe da attribuire alle catechine, alcune delle sostanze benefiche contenute nel tè verde.

Un uso eccessivo di té verde può causare irritabilità (contiene caffeina) e aggravare l’ulcera.

Persone sofferenti di insonnia dovrebbero evitarlo, mentre quelle con ipertensione dovrebbero consumarlo sotto controllo medico.
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Tè verde Sencha

te verdeIl tè Sencha il più comune tra i tè giapponesi: rappresenta quasi l’80% della produzione nazionale di tè ed è di gran lunga il più apprezzato dagli abitanti stessi. Il tè Sencha, in particolare quello di qualità superiore, presenta un gusto armonioso, tra l’astringente e il dolce; alcuni tè Sencha lasciano in bocca anche un retrogusto molto rinfrescante, altri più forte, altri ancora una dolcezza davvero particolare. Le foglie sono di un bel verde scuro e luminoso e hanno una forma ad ago. Il colore del liquido può variare dal giallo dorato, che tende al verde, sino a un verde molto intenso, che rimane comunque trasparente, non opaco. Il tè sencha è un tè a basso contenuto di teina.

Il tè Sencha è un tè che viene coltivato in pieno sole, lungo filari a onde, armoniosamente disegnate dai tipici cespugli bassi. Generalmente, comunque a seconda della regione di provenienza, la prima raccolta delle foglie di tè Sencha avviene all’inizio di maggio, e in questo caso il tè si chiama Shincha, “tè nuovo”, a fine giugno la seconda e agli inizi di agosto la terza. Dopo la raccolta, si tratta di fermare il processo di ossidazione delle foglie il più in fretta possibile. Le foglie sono quindi passate a vapore dai 30 secondi ai 2 minuti, poi seccate e rollate in un macchinario apposta che conferisce loro la caratteristica forma ad ago. Una volta tutto questo processo veniva fatto manualmente.

Il gusto del tè sencha varia anche a seconda della maniera in cui lo si prepara. Vi sono infatti due componenti fondamentali che entrano in gioco, particolarmente importanti nel momento dell’infusione: la teanina, un derivato amminoacidico dell’acido L-glutammico, responsabile della dolcezza del tè, e la catechina, un polifenolo responsabile del gusto astringente e un po’ allappante. In pratica, più l’acqua è calda e più la catechina va in infusione in modo forte, così se desiderate un tè astringente, aumentate la temperatura dell’acqua, mentre se lo si desidera più dolce la temperatura va diminuita.

Mediamente, per il tè Sencha, si dovrebbe utilizzare l’acqua a 70°C, preferibilmente fatta bollire prima e lasciata a riposo, tenendo conto che, quando avviene il passaggio da un recipiente all’altro, la temperatura si abbassa sa 7 a 10 gradi. Mettete nella teiera da 2  a 3 grammi di foglie per persona, versate l’acqua e lasciate in infusione per circa un minuto e mezzo o più, a vostro gusto. Versare a poco a poco nelle tazze, facendo il giro, 1°, 2°, 3° tazza, 3°, 2°, 1° e di nuovo 1°, 2°, 3°, al fine di avere lo stesso gusto per ogni tazza, fino all’ultima goccia. le foglie di tè Sencha rimaste nella teiera possono essere impiegate per altre due infusioni. Il tè Sencha è una preziosa fonte di vitamine del gruppo B (B1, B2, B3), C e P. Il tè sencha favorisce la permeabilità capillare e l’elasticità della parete dei vasi sanguigni, è un’ottima fonte di manganese, potassio e fluoro. In pratica una pianta medicamentosa, più che una semplice bevanda.

Si presta ad essere preparato anche a freddo, lasciandolo in infusione qualche minuto in più. Circa 8 grammi a litro, infusione di 30 minuti.

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Percarbonato di sodio

1Il percarbonato di sodio è uno sbiancante eco-compatibile e non inquinante. Nei detersivi ha sostituito il perborato di sodio. Svolge allo stesso tempo una azione sia detergente che sbiancante.

La sua efficacia è dovuta ad una reazione chimica di decomposizione di carbonato di sodio e acqua ossigenata.

Proprietà del percarbonato

Il percarbonato viene utilizzato principalmente per sbiancare naturalmente il bucato, per igienizzarlo e per rimuovere le macchie. E’ il sostituto ecologico ideale della candeggina che, bisogna ricordarlo, è purtroppo altamente inquinante. La sua efficacia sbiancante è maggiore rispetto a quella del bicarbonato di sodio.

Esso è in grado di schiarire i capi ingrigiti ed ingialliti, riportandoli al loro splendore naturale. Risulta delicato sui capi colorati, in merito ai quali svolge un’azione igienizzante. I capi bianchi e chiari grazie al percarbonato di sodio ritrovano la loro naturale luminosità. Igienizza, smacchia e sbianca a basse temperature, già a soli 30°C, permettendo dunque di effettuare lavaggi a risparmio energetico e di acqua calda in lavatrice.

Inoltre, migliora il lavaggio in presenza di acque dure, permettendo di ottenere un bucato più soffice. L’efficacia del percarbonato non si limita però al solo bucato, che può essere anche impiegato in lavastoviglie, per lavare i piatti a mano e per la pulizia della casa. Non contiene enzimi, tensioattivi o sbiancanti ottici, né fosforo o allergeni. Può essere mescolato al detersivo liquido o in polvere.

Attenzione: il percarbonato non è adatto per i capi in lana, lino, pelle o seta.

Come usare il percarbonato

1) In lavatrice

Per effettuare un normale bucato in lavatrice, si consiglia di utilizzare un cucchiaio di percarbonato da versare nel cestello, in aggiunta al detersivo liquido o in polvere. La sua azione è igienizzante e smacchiante. Si utilizzeranno due cucchiai di percarbonato per le macchie più ostinate.

2) Bucato a mano

Anche per il bucato a mano è possibile utilizzare il percarbonato, aggiungendone un cucchiaio all’interno del catino nel quale si effettuerà il lavaggio, che potrà essere accompagnato da un detersivo ecologico liquido o da sapone naturale.

3) Prelavaggio

L’impiego del percarbonato è utile per il prelavaggio a mano, nel caso in cui si desideri agire prontamente sulle macchie che appaiono particolarmente ostinate, ancora prima del lavaggio vero e proprio. E’ possibile dunque lasciare in ammollo i capi da lavare in acqua tiepida con l’aggiunta di un cucchiaio di percarbonato e di un misurino di detersivo liquido ecologico.

4) Pannolini lavabili e abiti per bambini

Pannolini lavabili e abiti delicati dei neonati e dei bamnini possono essere igienizzati in modo ecologico e naturale grazie al percarbonato di sodio, che sostituirà così i prodotti sbiancanti e disinfettanti non ecologici comunemente in vendita. Aggiungetene uno o due cucchiai durante l’ammollo dei capi, il lavaggio a mano o in lavatrice.

5) Stoviglie

Il percarbonato di sodio puro può essere anche utilizzato in lavastoviglie o per il lavaggio a mano di piatti pentole e posate. Nel caso del lavaggio a mano, lo si utilizzerà per igienizzare gli oggetti, grazie ad un breve ammollo in acqua (l’azione igienizzante del percarbonato inizia a 30°C ed è ancora più efficace a 50°C). Può essere aggiunto in lavastoviglie per igienizzare anche lo stesso apparecchio durante il lavaggio dei piatti o in un ciclo a vuoto. La quantità indicativa è di un cucchiaino da unire al detersivo, ma è bene regolarsi con le dosi suggerite sulle confezioni dei vari prodotti.

6) Macchie ostinate

E’ possibile pretrattare le macchie ostinate con del percarbonato di sodio puro prima di passare al lavaggio. E’ sufficiente cospargerle con un po’ di prodotto, inumidire con acqua tiepida, lasciare agire per dieci minuti e poi procedere al lavaggio.

7) Pulizia della casa

Il percarbonato può essere utilizzato per la pulizia delle superfici lavabili e resistenti della casa, come sanitari, piastrelle, fornelli e pavimenti. In un litro d’acqua, all’interno di uno spruzzino, è sufficiente sciogliere un cucchiaio di percarbonato e un cucchiaio di detersivo o sapone liquido ecologico. Si possono aggiungere inoltre 10-15 gocce di olio essenziale di limone, lavanda o eucalipto per profumare e aumentare il potere igienizzante. Il liquido deve essere spruzzato sulle superfici, da passare con un panno asciutto.

Dove trovare il percarbonato di sodio

Il percarbonato di sodio può essere acquistato online o nei negozi di prodotti biologici che comprendano un settore dedicato alla pulizia della casa, oltre che in alcuni supermercati. Può inoltre essere utilizzato come ingrediente principale di prodotti sbiancanti ecologici in polvere. In etichetta è indicato con il nome di Sodium Carbonate Peroxide e descritto con la funzione di sbiancante e candeggiante. E’ possibile acquistare ed utilizzare sia percarbonato di sodio puro che prodotti sbiancanti e igienizzanti ecologici prevalentemente a base di percarbonato di sodio.

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Perborato di sodio per il bucato


Il perborato di sodio è un sale di sodio dell’acido borico coordinato con perossido di idrogeno.

A temperatura ambiente si presenta come un solido bianco inodore. Trova utilizzo come additivo nei detergenti sbiancanti.

Il nome chimico del perborato di sodio è metaborato di sodio triidrato perossidato. Il metaborato, BO2-, è l’anione dell’acido metaborico, HBO2, che si ottiene per disidratazione dell’acido borico H3BO3. Il numero di ossidazione del boro può essere solo +3, quindi la formula del perborato, o come sarebbe meglio chiamarlo, metaborato di sodio, è NaBO2(OH)2 · 3H2O.

E’ un candeggiante che grazie all’ossigeno che libera già alla temperatura di  30 C°, aiuta ad eliminare le macchie dai tessuti senza rovinarli ed igienica i capi eliminando germi e batteri.

In commercio lo si trova comunemente in polvere e lo si può aggiungere al comune detersivo.

Noi lo usiamo con la lisciva per i capi bianchi.

Non ha profumazione..

Ammorbidente naturale

Iaceton natura vi sono moltissimi composti che presentano un effetto ammorbidente e, come ormai consuetudine, non serve sprecare troppa energia nella ricerca degli ingredienti: basta aprire la credenza in cucina. Di seguito, alcune ricette da provare per creare un prodotto per il bucato al 100% amico dell’ambiente.

Aceto

Il primo mix vede il ricorso all’aceto, un toccasana per tutte le attività della casa. Usato sul bucato ha l’effetto di ammorbidirne le fibre, di rimuovere i residui di sapone in eccesso e, fatto non da poco, di ridurre l’elettricità statica che si accumula su alcune tipologie di tessuto, ad esempio i sintetici. Il ricorso è semplicissimo ed efficace: basta versarne un terzo di bicchiere nella vaschetta della lavatrice dedicata all’ammorbidente o, qualora si utilizzassero dei dosatori da cestello, versarlo direttamente nella pallina insieme al detersivo. La quantità così ridotta non permetterà al tipico odore dell’aceto di impregnare gli abiti e, ovviamente, vi è sempre la fase di risciacquo che eliminerà qualsiasi effetto sgradito. Se si desidera anche una nota profumata, si possono aggiungere alla soluzione tre gocce della propria essenza preferita, purché non oleosa. Vi è solo una raccomandazione preliminare: meglio testate in una parte nascosta dell’indumento la resistenza del colore e delle fibre a contatto con l’aceto.

Bicarbonato e sale

Il secondo composto vede come protagonista il bicarbonato, un elemento di utile impiego in qualsiasi faccenda domestica. Il bicarbonato ha un forte effetto ammorbidente sui tessuti e aiuta a eliminare le macchie più profonde, soprattutto a contatto con l’acqua. Può essere versato direttamente nella vaschetta o nel cestello dell lavatrice, verificando prima la resistenza dei tessuti, con delle quantità davvero esigue: ne basta un cucchiaio da cucina. Se si vuole aumentarne l’effetto, si può aggiungere dell’aceto come spiegato poc’anzi: il risultato sarà eccellente. Quest’ultima soluzione è però indicata, proprio perché particolarmente attiva, solo per quei tessuti che tendono facilmente a irrigidirsi o seccare con l’asciugatura: si pensi al denim, ad esempio, ma anche ad alcuni tessuti sintetici sempre complessi da stirare. In alternativa, in sostituzione al bicarbonato si può ricorrere al sale grosso, da aggiungere solo a fine lavaggio. Quest’ultima opzione è però poco indicata per capi dalla debole resistenza sulle tinte, perché – sebbene il sale solitamente sia un fissante del colore – potrebbe addirittura peggiorarne la resa per osmosi.

Palline da tennis

Navigando sui social network, sarà capitato di certo di imbattersi in due soluzioni “miracolose” per rendere il bucato particolarmente soffice: le palline di gomma e il balsamo per capelli. Si tratta però di due rimedi che poco hanno a che fare con l’ecologia, anzi forse addirittura dannosi sia per i capi che per la salute. Il primo sistema vede l’introduzione nel cestello di un paio di palline di gomma – in genere quelle da tennis – che rimbalzando mantengono il tessuto soffice e disteso. I problemi sorgono però con la temperatura: il calore, infatti, potrebbe facilitare lo scioglimento in acqua di alcune sostanze chimiche presenti sulla superficie della pallina, contaminando così i tessuti. Il secondo vede invece l’impiego di alcuni cucchiai di balsamo per i capelli: effettivamente i vestiti diventano soffici, ma non è una scelta né naturale né economicamente sensata. Il balsamo, oltre a impiegare elementi chimici non sempre biodegradabili, costa in proporzione molto di più di qualsiasi ammorbidente di produzione industriale.

Noci di sapone

Avete mai sentito parlare di noci del sapone? Si tratta di piccoli frutti dell’albero del sapone (Sapindus Mukorossi) che posti all’interno di un sacchettino di cotone, a seconda della quantità di bucato che devi lavare, nel ciclo del lavaggio vi permetteranno di eliminare l’uso dell’ ammorbidente.
Le noci del sapone, infatti, contengono una sostanza naturale simile al sapone, chiamata saponina, che fuoriesce dalle noci durante il lavaggio. La saponina contenuta nelle noci del sapone ammorbidisce e pulisce i tessuti.
Il vantaggio delle noci di sapone è quello che possono essere asciugate ed usate di nuovo.

Dividere il bucato

Altro consiglio per ridurre l’elettricità statica è di dividere il bucato separando i tessuti naturali da quelli sintetici, colpevoli dell’elettrizzazione degli abiti in misura maggiore rispetto alle fibre naturali come il cotone, il bambù, la canapa e il lino.

Acido citrico

Un ammorbidente casalingo per il bucato può essere preparato semplicemente disciogliendo all’interno di un contenitore di plastica pulito, in cui si saranno versati 500 ml d’acqua di rubinetto, 20 gr di acido citrico (3 cucchiai). E’ consigliabile utilizzare un flacone con tappo, in modo da poterlo agitare prima dell’utilizzo. Calcolate di impiegare circa 50 ml del prodotto ottenuto per ogni lavaggio in lavatrice, versando l’ammorbidente nell’apposito scomparto. Per ottenere un ammorbidente efficace e profumato, addizionate il tutto con 5 gocce di olio essenziale di lavanda.

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Ammorbidenti….Dannosi per la salute

Towel and cleaning isolated on white
Towel and cleaning isolated on white

L’ammorbidente c’è chi non ne può fare a meno, c’è chi lo aborra,chi ancora non l’ha mai usato.
Oggi come al solito le pubblicità ci velano gli occhi, la mente, creando ingannevoli pensieri sulla verità, e dietro innocenti profumi d’orchidea,di rosa,di freschezze oceaniche (che noi crediamo fragranze naturali in realtà totalmente chimiche artificiali,con esaltatori di profumo derivanti dal petrolio) non ci informano realmente di cosa stiamo usando per creare una fittizia idea di profumo e morbidezza.

Solo la parola ammorbidente genera in noi idee,morbidezza,profumo,panni facili da stirare,tutto ciò è in parte vero ma a che prezzo?quali rischi per la salute ci sono utilizzando l’ammorbidente?è utile?è veramente indispensabile?

L’ammorbidente è una sostanza ricavata dall’estratto di esterquat,  una molecola la cui origine può essere vegetale o animale a cui vengono poi miscelati altri componenti tossici quali:

  • additivi
  • profumi
  • addensanti
  • coloranti

Quali proprietà ha l’ammorbidente?

lisciante,crea infatti una pellicola sopra il capo, in pratica come una crema sul corpo;
facilità di stiraggio perchè separando le fibre riduce l’attrito, quindi il passaggio del ferro da stiro è più scorrevole;
diminuzione effetto elettrostatico sempre per la pellicola che crea,soprattutto sui capi sintetici;
profuma;

Abbiamo visto prima ,con termini generali, di cosa è composto l’ammorbidente : addiditivi,profumi

addensanti coloranti; gli ammorbidenti contengono quindi sostanze tossiche che restano sugli abiti e, di conseguenza, a contatto con la pelle.Sicuramente ogni singolo prodotto vi dirà che basta rispettare la dose consigliata e non ci sono pericoli, ma viene veramente rispettata?
La grande quantità di prodotto di scarico dato dall’ammorbidente in questione quanti danni produce all’ambiente? Visto che non sono solo poche centinaia di persone ad usarli?I prodotti non sono tossici presi singolarmente ma quali effetti hanno combinandoli fra di loro?
Solito discorso, a vedere ogni singola cosa,ogni singolo prodotto,problema situazione in modo asettico non produce danni,ma se la vediamo nel quadro generale solo li possiamo veramente capire, ma chi produce,vende e vive su questo giro d’affari non ha nessun interesse a farci vedere la verità, ma usa parziali visioni per farci credere di vivere in piena salute.

Cosa contengono gli ammorbidenti, in varia percentuale a seconda della marca:

fonte EPA

Alfaterpineolo Causa disturbi al SNC (sistema nervoso centrale) disturbi … “Altamente irritante per le mucose” … “L’aspirazione nei polmoni può produrre edema o polmonite addirittura fatali”. Può anche causare “eccitazione, atassia (perdita di coordinazione muscolare), ipotermia, depressione respiratoeia del CNS e mal di testa.” “Impedire un contatto prolungato con la pelle.

shock anafilattico.

Acetato di benzile carcinogeno (collegato al cancro del pancreas). “Dalle esalazione di vapori: irritante per gli occhi e vie respiratorie, tosse convulsa”. “Nei topi: hyperanemia dei polmoni.” “Può essere assorbita attraverso la pelle provocando effetti sistemici”. “Non scaricare nelle fogne.”

shock anafilattico.

L’alcol benzilico provoca disturbi al Sistema nervoso centrale … “irritante per le vie respiratorie superiori” … “mal di testa, nausea, vomito, vertigini, caduta della pressione sanguigna, depressione del SNC, e la morte nei casi più gravi a causa di insufficienza respiratoria.”

shock anafilattico.

Canfora Provoca disturbi del sistema nervoso centrale. Presente Sulla lista di rifiuti pericolosi dell’ EPA. Sintomi: ” irritante locale e stimolante del sistema nervoso centrale” … “facilmente assorbita attraverso i tessuti, dai tessuti al corpo ” … “irritazione di occhi, naso e gola” … “vertigini, confusione, nausea, spasmi muscolari e convulsioni”. “Evitare l’inalazione di vapori.”

shock anafilattico.

Cloroformio Anestetico Neurotossico. Cancerogeni. sulla lista dei rifiuti pericolosi dell’EPA. “Evitare il contatto con occhi, pelle, vestiti. Non respirare i vapori … L’inalazione dei vapori può provocare mal di testa, nausea, vomito, vertigini, sonnolenza, irritazione delle vie respiratorie e perdita di coscienza.” “L’inalazione può essere fatale.” “Effetti cronici della sovraesposizione possono includere danni renali e / o danni al fegato”. “Condizioni mediche generalmente aggravate dall’esposizione: disturbi renali, disturbi epatici, disturbi cardiaci, disturbi della pelle.” “Condizioni da evitare: Calore …” Catalogata alla Propositione N° 65 dello Stato della California.

shock anafilattico.

Acetato di etile Narcotico. Sulla lista deei rifiuti pericolosi dell’ EPA. “… Irritante per gli occhi e le vie respiratorie” … “può causare mal di testa e narcosi o narcolessia e stordimento ” … “può causare anemia con leucocitosi e danni al fegato e ai reni”. “Lavarsi accuratamente dopo la manipolazione.”

shock anafilattico.

Limonene Cancerogeno. Limonene è un profumo che si trova naturalmente nel limone. In seguito a conservazione e esposizione all’aria e alla luce solare si degrada a formare vari prodotti d’ossidazione che possono agire come irritanti della pelle e del sistema respiratorio, ad alte dosi alcuni studi hanno mostrato anche effetti sullo sviluppo di animali da laboratorio .”Evitare il contatto con la pelle o gli occhi, perché è un irritante e sensibilizzante.” “Lavarsi sempre accuratamente dopo l’utilizzo di questo materiale e prima di mangiare, bere … applicare cosmetici sicuri lenitivi. Limonene: Non inalare i vapori”.

shock anafilattico.

Linalolo Narcotico. Provoca disturbi del sistema nervoso centrale. … “Disturbi respiratori” … “attira le api.” “Nei test sugli animali: andatura atassica, ridotta attività e depressione dell’apparato motorio … depressione dell’attività cardiaca … sviluppo di disturbi respiratori che portano alla morte.”

shock anafilattico.

Pentano “Pericolo – Nocivo se inalato … Evitare di respirare vapori”. “L’inalazione dei vapori può provocare mal di testa, nausea, vomito, vertigini, sonnolenza, irritazione delle vie respiratorie e perdita di coscienza. Ripetuta inalazione di vapori può causare depressione del SNC. Il contatto può causare irritazione agli occhi. L’esposizione prolungata può causare dermatite (eruzione cutanea). ”

shock anafilattico.

SNC = Sistema Nervoso Centrale

le disfunzioni che riguardano Il vostro cervello la spina dorsale , e disfunzioni del sistema nervoso centrale sono: Morbo di Alzheimer, DISTURBO DELLO SVILUPPO ADHD Demenza senile , Sensibilità Chimica Multipla, la Sclerosi Multipla, Morbo di Parkinson, epilessia, infarto o ictus , morte del bambino in culla o Morte Bianca
I sintomi di esposizione del SNC sono: afasia, offuscamento della vista, disorientamento, vertigini, mal di testa, fame, perdita di memoria, torpore in faccia, dolore al collo e della colonna vertebrale, e molti altri.

shock anafilattico.

Altri componenti  dannosi presenti negli ammorbidenti

Hardened TEA – Agente ammorbidente. In laboratorio si usa il TEA-cloruro maneggiandolo sotto cappa (o con mascherina), con guanti e opportuni protezioni oculari. I rischi connessi a questa sostanza sono: H315 (possibili irritazioni della pelle), H319 (seri danni/irritazioni oculari), H335 (può causare problemi/irritazioni all’apparato respiratorio).

Isopropyl Alcohol – solvente. Frasi di rishio H 225 (estremamente infiammabile), H319 (seri danni/irritazioni oculari), H336 può causare sonnolenza e capogiri. va detto che è una sostanza volatile.

Tallow Alcohol – Solvente, emolliente / emulsionante

Laureth-20 – Solubilizzatore. Non sembra dare problemi di salute, ma alcuni (Environment Canada Domestic Substance List) ritengono che possa causare danni a livello ambientale

Simethicone – antischiumogeno, non ha effetti collaterali noti

Butylphenyl Methylpropional – è una fragranza di origine sintetica con un potente odore floreale. è riconosciuto come irritante e può causare reazioni allergiche, rientra nell’elenco delle 26 sostanze profumate considerate allergizzanti, che per legge devono essere elencate in etichetta quando la loro percentuale supera lo 0,001% nei prodotti leave-on e lo 0,01% nei prodotti da risciacquo.

Benzil salicilato nei CosmeticiIl Benzyl Salicylate – è una fragranza contenuta in molte profumazioni utilizzate per esaltare e completare i profumi dei cosmetici. È utilizzato come fissativo, nei bouquet floreali dove predominano il gelsomino o il giglio, ne evita cioè l’evaporazione e li rende più persistenti e profondi. È utilizzato invece come solvente nel caso del muschio sintetico, facilitandone la diluizione nell’emulsione. A causa del potenziale sensibilizzante, il Benzyl Salicylaterientra nell’elenco delle 26 sostanze profumate considerate allergizzanti, che per legge devono essere elencate in etichetta quando la loro percentuale supera lo 0,001% nei prodotti leave-on e lo 0,01% nei prodotti da risciacquo.
Data la sua intensa capacità sensibilizzante non è generalmente impiegato nei prodotti cosmetici destinati ad una pelle sensibile o studiata per applicazioni in zone cutanee più delicate (detergenti intimi, prodotti cosmetici per bambini o prodotti cosmetici per contorno occhi).mi domando ma se è presente nell’ammorbidente che inseriamo nell’ultimo risciacquo quindi il capo è pregno, a contatto con la pelle quotidianamente cosa produce?

Hexyl Cinnamal – profumo, può causare allergie

Linalool – profumo narcotico, causa problemi al sistema nervoso centrale, può causare reazioni allergiche

Alpha-Isomethyl Ionone – profumo, può causare allergie

Coumarin – può causare allergie, esiste anche qualche report che lo associa alla possibilità di sviluppare tumori

Benzisothiazolinone – conservante con funzioni antimicrobiche: irritante di pelle, occhi, vie aeree, può causare allergie

Benzyl Alcohol – conservante e solvente, è stato associato ad allergie da contatto, irritante delle vie aeree superiori
Polymeric Yellow LP – Colorante
Polymeric Patent Blue 3 – Colorante

Dihydrogenated – Tensioattivo

Tallow Hydroxyethilamoniummetasulfate

Isoproyl alcohol –  traduzione: alcool isopropilico (2-propanolo) solvente ed additivo

2-bromo-2-nitropropano-1,3-diolo–  antimicrobico e conservante (BRONOPOL)
Acid red 52 – colorante.

Provate a prendere il vostro ammorbidente preferito e fate un rapido controllo…cosa costa?3 minuti..in cambio di una intera vita di verità.
Tutti prodotti non biodegradabili,tutti prodotti che sicuramente all’interno della singola confezione risultano in percentuali ammesse, ma cosa vuol dire percentuali ammesse?Ci rendiamo conto che il prezzo che paghiamo per avere profumo,bucato morbido,meno fatica a stirare è far entrare in contatto il nostro organismo e l’ambiente con sostanze altamente tossiche?

Queste sostanze creano una pellicola sui tessuti, entrano nelle fibre, infatti quando vorremo smettere di usare gli ammorbidenti, dovremmo aspettare vari lavaggi prima di liberare veramente ,disintossicare le fibre dal loro residuo(oltre che la lavatrice, inquanto essendo l’ammorbidente un composto grasso,lascia deposito non solo nella vaschetta ma anche nel cestello)

Tra gli effetti collaterali più comuni nell’uso degli ammorbidenti abbiamo : mal di testa,ipotensione,reazioni allergiche,irritazioni delle mucose,del sistema respiratorioper arrivare al sistema endocrino e sistema centrale…veramente dannoso per le persone affette da MCS Sensibilità Chimica Multipla.
Per questi motivi sconsiglio comunque di usare l’ammorbidente in caso di lavaggio indumenti di bambini e neonati o adulti che soffrono di particolare patologie allergiche.
Consiglio anche di diffidare, o comunque leggere con molta attenzione la composizione anche di prodotti che vengono pubblicizzati specifici per l’infanzia, perchè abbiamo già visto come ciò non sia reale.Soprattutto se parliamo di igenizzanti, sbiancanti o detergenti per il corpo.
Ma oltre alla salute,come se fosse di secondaria importanza…l’ammorbidente è veramente utile? l’ammorbidente è veramente indispensabile,rende il bucato veramente morbido e profumato?
Vediamo di svelare l’inganno.
Come detto più volte l’ammorbidente ha una composizione chimica che produce a livello tattile morbidezza ed a livello olfattivo profumo, ma entrando così profondamente nel tessuto gli crea alcuni danni importanti:
indebolisce le fibre, creando spazio tra le fibre (vantaggio per agevolare la stiratura ) facilità la lacerazione, soprattutto nel cotone,spugna.
impedisce al detersivo di pulire al al lavaggio successivo,creando infatti il famoso film protettivo gli agenti pulenti non riescono ad entrare in profondità per togliere lo sporco.
poca assorbenza i capi lavati periodicamente con ammorbidente saranno anche lisci, ma hanno una capacità di assorbimento notevolmente ridotta, quindi inutilità delle spugne, per non pensare a cosa indossiamo, già di per se poco sano visto che tessuti naturali ne esistono ormai pochi ma tutti miscelati con filati sintetici, li rivestiamo poi con l’ammorbidente, mi chiedo il nostro corpo come fa a respirare e traspirare?Il sudore dove va??o dove resta?
ingrigisce i capi essendo l’ammorbidente grasso tende a lungo andare a sporcare letteralmente i capi.

Profumazione quante si domandano ma perchè l’ammorbidente non profuma? perchè rimane per poco? e quindi cercano mille soluzioni per come usarlo, mettendolo all’ultimo risciacquo,in mezzo al lavaggio…chi cambia profumazione,marca.In verità questo piacevole bisogno assoluto di sentire profumo nel bucato, oltre ad non essere poi così vitale e segno di pulito, dipende da molti fattori quali cestello ben pulito,dal tipo di tessuto, ogni tessuto assorbe la profumazione mantenendola in modo e tempi diversi,e poi può essere come vedremo in seguito sopperita dall’utilizzo di ammorbidenti naturali ed oli essenziali.

lifeme.it
MD7

Il bucato profumato “inquina” l’aria ed è dannoso

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Anne Steinemann, docente di Ingegneria Civile ed Ambientale e degli Affari Pubblici all’Università di Washington da molti anni indaga sulle sostanze chimiche per scoprire cosa contengono i prodotti di consumo profumati. Il 24 Agosto 2011 ha pubblicato uno studio sulle emissioni di aria profumata proveniente dai fori di ventilazione delle lavanderie domestiche per verificare se contenesse composti pericolosi per la salute.

I risultati, pubblicati online sulla rivista Air Quality, Atmosphere and Health, dimostrano che l’aria proveniente da macchinari in cui vengono impiegati i più venduti detergenti liquidi per bucato e ammorbidenti contengono delle sostanze chimiche pericolose, fra le quali due classificate cancerogene.

“Rappresentano una fonte di inquinamento interessante in quanto, in pratica, le sostanze emesse dai fori di ventilazione delle asciugabiancheria non sono né regolate né monitorate”, ha dichiarato la titolare della ricerca prof.ssa Steinemann. “Se vengono emesse da un camino oppure da un tubo di scarico, vengono regolate, ma se vengono emesse dal foro di ventilazione di una asciugabiancheria non lo sono”.

La ricerca si basa su un lavoro precedente che indagava quali sostanze chimiche vengono emesse dai prodotti per bucato, dai deodoranti per l’aria, dai prodotti per la pulizia, dalle lozioni e da altri prodotti di consumo profumati. Ai fabbricanti non viene richiesto di rivelare quali ingredienti vengono usati nelle fragranze né nei prodotti per bucato.

Per effettuare questa nuova ricerca, che si focalizza sulle sostanze chimiche emesse dai fori di ventilazione delle lavanderie, in un primo tempo, i ricercatori hanno acquistato e pre-risciacquato degli asciugamani nuovi di cotone biologico.

Due volontari si sono offerti di mettere a disposizione la loro lavatrice e la loro asciugabiancheria nelle loro rispettive abitazioni. E’ stato pulito l’interno degli elettrodomestici con aceto per poi eseguire dei cicli completi con acqua per eliminare ogni residuo, per quanto possibile.

Nella prima abitazione è stato eseguito un ciclo di lavaggio normale e sono state analizzate le esalazioni dal foro di ventilazione in tre casi: prima senza nessun prodotto, poi con il detergente liquido profumato della marca più venduta e alla fine con sia il detersivo che le salviette ammorbidenti profumate di una marca fra le più vendute. Un contenitore posto all’interno dell’ingresso del foro di ventilazione dell’asciugabiancheria catturava le esalazioni per 15 minuti ad ogni ciclo di asciugatura .

I ricercatori hanno poi ripetuto la procedura con un’altra lavatrice ed asciugabiancheria nella seconda abitazione .

L’analisi dei gas catturati ha rilevato la presenza di oltre 25 VOC (composti organici volatili) che fuoruscivano dai fori di ventilazioni, fra cui sette inquinanti dell’aria pericolosi. Fra questi, due sostanze chimiche – l’acetaldeide ed il benzene – classificati cancerogeni dall’ Environmental Protection Agency** (EPA) e l’agenzia ha stabilito che per essi non esiste nessun livello sicuro di esposizione.

“Questi prodotti possono avere un impatto non solo sulla salute personale ma anche sulla salute pubblica ed ambientale. Le sostanze chimiche possono diffondersi nell’aria, lungo i tubi di scarico e negli organismi acquatici,” ha dichiarato la Steinemann.

I ricercatori stimano che nell’area di Seattle dove la ricerca è stata condotta, le emissioni di acetaldeide di questa marca di detergente per bucato corrisponderebbero al 3% del totale delle emissioni di acetaldeide da automobili .Stimano che le emissioni delle cinque marche più vendute rappresenterebbero circa il 6% delle emissioni di acetaldeide da automobili .

“Ci si focalizza molto su come ridurre le emissioni di inquinanti provenienti dalle automobili ,”ha dichiarato la Steinemann, “mentre, ecco una fonte di inquinanti che potrebbe essere ridotta.”

Il sito web del progetto comprende anche delle lettere scritte dal pubblico nelle quali vengono riportati gli effetti sulla salute di prodotti di consumo profumati. La Steinemann dichiara che la sua decisione di condurre tale ricerca è stata motivata dalla lettura di racconti di persone che hanno avuto delle reazioni avverse dovute alle emissioni di aria profumata dai fori di ventilazione di lavanderie: La Steinemann consiglia di utilizzare dei prodotti per bucato non profumati e inodori