Grano saraceno…


Il grano saraceno o “grano nero” (Polygonum fagopyrum) è una pianta a fiore che non appartiene alla famiglia delle Graminacee ma a quello dellePoligonacee.

È tuttavia collocato commercialmente tra i cereali, poiché presenta forti analogie con le specie appartenenti a questo gruppo, sia per le caratteristiche qualitative e tecnologiche della granella (contenuto nutritivo e impiego alimentare), sia per le tecniche colturali.

È tuttavia considerato un cereale minore e cioè appartiene a quel gruppo di colture che ha subito, nel corso degli anni, una diffusione sempre più ridotta a causa di diversi fattori, primo fra tutti la minor produttività rispetto al frumento ma anche una standardizzazione dei consumi e quindi una minor richiesta sul mercato.

Largamente coltivato in passato, la sua coltivazione è stata progressivamente abbandonata, tanto che la farina che attualmente si trova in commercio, è ricavata dalla macinazione del grano importato dalla Cina.

Recentemente tuttavia si assiste a un’inversione ditendenza: i cereali minori sono colture che offrono la possibilità di limitare i costi di produzione ovvero sono caratterizzate da una limitata richiesta di mezzi tecnici e permettono inoltre di sfruttare le aree marginali del nostro territorio, difficilmente coltivabili.

Il grano saraceno è una pianta spontanea che cresce nelle zone della Siberia e della Manciuria,e fu introdotto in Occidente durante il Medioevo. Ci sono diverse fonti di pensiero sul modo in cui è avvenuta la sua propagazione, ma fra tutte due sono le più accreditate.

Secondo il primo filone, i Turchi avrebbero introdotto la pianta in Grecia e nella penisola balcanica e da questo deriverebbe il nome grano saraceno, ossia grano dei turchi o dei saraceni.

La seconda teoria sostiene che la diffusione sia avvenuta attraverso l’Asia e l’Europa del Nord a causa delle migrazioni dei popoli mongoli che, dalla Russia meridionale, portarono il grano fino alla Polonia e alla Germania, da dove si sarebbe diffuso nel resto d’Europa. E’ probabile che entrambe le tesi siano valide e che la propagazione sia avvenuta contemporaneamente sia da Nord sia da Sud.

Oggi è ancora diffuso in Russia, mentre in Europa si limita ad alcune zone della Francia e della Germania. In Italia è presente nelle province di Bolzano e Sondrio.

Nella produzione di farina i chicchi triangolari possono essere macinati mantenendo la cuticola.La farina che si ottiene dalla molitura è detta anche bigia per il suo caratteristico colore grigio-scuro.

Se invece i chicchi sono utilizzati interi, per zuppe o insalate fredde, devono essere decorticati, ossia liberati dalla cuticola nera.

Le piante intere vengono anch’esse impiegate dagli allevatori come foraggio o lettiera per il bestiame. Inoltre, dai fiori del grano saraceno le api ottengono un miele scuro e saporito.

Il grano saraceno è molto importante per le caratteristiche nutrizionali.

Si distingue dai comuni cereali per l’elevato valore biologico delle sue proteine (14,1% contro 9,2% del frumento tenero e 8,5% della farina di mais) che contengono gli otto aminoacidi essenziali in proporzione ottimale, mentre i “cereali veri”contengono poca lisina.

La lisina, amminoacido essenziale, è presente in percentuali elevate, superiori a quelle dell’uovo e di tutti gli altri cereali, con valori variabili fra il 4 e il 20% a seconda delle cultivar e delle condizioni ambientali.

Rispetto alla farina di frumento, quella di grano saraceno è priva di glutine. Contiene una maggiore quantità di amido a più lenta digestione ed è quindi particolarmente indicato nella dieta dei diabetici.

Il grano saraceno è una buona fonte di fibre e di minerali, é molto ricco di fosforo, calcio (più del frumento), ferro, rame, magnesio, manganese e la sua percentuale di potassio supera quella di tutti gli altri cereali.

100 grammi di grano saraceno contengono 343 calorie, di cui 72 g di carboidrati, 13 g di proteine e 3,4 g di grassi. Inoltre, il grano saraceno è anche ricco di potassio e magnesio.

Il grano saraceno contiene glucidi, lipidi, proteine e aminoacidi anche essenziali, indispensabili alla nostra vita. Questa sua composizione lo rende molto utile, dal punto di vista alimentare, nell’infanzia, nei casi di magrezza e di deperimento organico e psichico, nell’artrite e in tutti i disturbi circolatori periferici.

Eliminato l’involucro che copre il seme e cotto come il riso, è un alimento energetico, facilmente assimilabile, molto indicato nei casi di digestione difficile e di denutrizione.

La sua attività terapeutica più importante è comunque quella che viene svolta dalle foglie. Il loro infuso (un cucchiaio per tazza d’acqua) è molto utile in tutti i casi di problemi circolatorisoprattutto venosi. In Inghilterra questa tisana non eccitante, chiamata ”buck wheat tea”, è un surrogato del vero tè e serve a curare le varici venose.

Oltre ad avere proprietà energetica, fortificante, mineralizzante e ricostituente svolge anche un’azione riscaldante e quindi è particolarmente adatto soprattutto nella stagione fredda.

Cure-naturali.it

MD7

Olio di Tea Tree…


L’olio di tea tree è un olio derivato dalla Melaleuca alternifolia, originaria dell’Australia. È da sempre utilizzato per il trattamento delle infezioni della pelle e delle ferite, ma ha veramente tantissime applicazioni. È infatti uno degli oli più versatili e naturali che si possano trovare in commercio.

Sembra che la principale ragione delle sue proprietà curative dipenda dalla presenza al suo interno dei terpenoidi, delle potenti sostanze chimiche organiche.

Ma vediamo insieme una carrellata di usi che si possono fare dell’olio di tea tree. Prima però è bene chiarire una cosa: l’olio può essere applicato puro su una piccola parte, ad esempio su un brufolo, ma in caso di pelle sensibile o superfici più estese, è sempre meglio diluirlo con dell’olio vettore. Inoltre non va mai ingerito.

  1. Abrasioni e piccoli tagli: assicuratevi che l’area sia pulita, quindi applicare qualche goccia di olio sulla zona interessata. Se la pelle è sensibile, diluite con olio vettore. Se è richiesto un bendaggio, mettete alcune gocce di olio su un batuffolo di cotone o un pezzo di garza, poggiate sulla ferita e bendate.
  2. Acne: applicate direttamente sui brufoli con un tampone di cotone. Lasciate agire per un paio d’ore. Se vedete che l’olio vi secca la pelle, diluitelo con olio vettore o un po’ di gel di aloe vera.
  3. Deodorante: aggiungete qualche goccia di olio essenziale al diffusore o su batuffoli di cotone da conservare in sacchettini, in modo da diffondere in tutto l’ambiente il profumo ditea tree.
  4. Allergie: per il trattamento di allergie in genere si consiglia di effettuare un massaggio con qualche goccia di olio diluito sul petto, addome o punti riflessi dei piedi.
  5. Artrite: per alleviare il dolore si effettuano massaggi sulla zona con 20 gocce di olio di tea tree diluito in olio vettore.
  6. Asma: aggiungete qualche goccia nell’acqua bollente per effettuare deisuffumigi.
  7. Piede d’atleta: pulite i piedi accuratamente, prestando particolare attenzione nella zona tra le dita. Applicate un leggero strato diolio di tea tree sulla zona interessata 2-3 volte al giorno, fino a quando i segni dell’infezione non saranno scomparsi.
  8. Infezioni batteriche: massaggiate l’olio sulla zona interessata o aggiungete alcune gocce nell’acqua della vostra vasca da bagno.
  9. Alito cattivo: Mescolate una goccia di olio con un po’ d’acqua ed effettuate gargarismi, prestando molta attenzione a non ingoiare la soluzione.
  10. Bolle: assicuratevi che la zona sia pulita e poi applicate una o due gocce di olio sulla bolla.
  11. Contusioni: applicare un impacco freddo e in un secondo momento l’olio così come indicato per l’artrite.
  12. Bruciature leggere: lavate la parte interessata con acqua fredda per un bel po’. Poi attendete qualche minuto prima di aggiungere una miscela di 5 gocce di olio con un cucchiaino di miele grezzo, (il miele di Manuka è particolarmente efficace).
  13. Calli e Duroni: massaggiare la zona interessata con cinque gocce olio di mescolate in un cucchiaio di olio vettore. Ripetete due volte al giorno, in modo da ammorbidire calli e duroni e facilitare la rimozione.
  14. Afte: applicare una o due gocce di olio sulla zona infetta con un batuffolo di cotone.
  15. Labbra screpolate: aggiungere una goccia di olio al balsamo per le labbra o a dell’olio di cocco. Non ingoiatelo.
  16. Morsi di pulce: applicate una goccia di olio sul morso.
  17. Herpes labiale: mettete una o due gocce di olio su un batuffolo di cotone e applicate direttamente sulla parte.
  18. Tosse: Create dei suffumigi, aggiungendo 10 gocce di olio all’acqua bollente. Coprite la testa e respirate.
  19. Forfora: Aggiungete 10 gocce di olio nella bottiglia del vostro shampoo. Agitate bene. Strofinate lo shampoo con l’aggiunta di olio di tea tree sul vostro cuoio capelluto e lasciate agire per 5 minuti. Risciacquare bene.
  20. Dermatite: aggiungete 10 gocce di olio in un cucchiaio di olio vettore e massaggiate la parte interessata. Ripetete 2 volte al giorno.
  21. Pelle secca: aggiungete cinque gocce di olio di tea tree a un cucchiaio di olio di mandorle dolci. Massaggiate delicatamente.
  22. Eczema: aggiungete 10 gocce di olio in un cucchiaio di olio di semi o di cocco e massaggiate delicatamente sulle zone colpite. Ripetete due o tre volte al giorno.
  23. Come rimedio antipulci per cani: versate qualche goccia di tea treediluito sul collare del cane a cadenza settimanale. Non lo fate sui gatti. Per loro, ci sono altri rimedi antipulci.  Se decidete di utilizzarlo sul collare del vostro cane, usate sempre un olio a bassa concentrazione e diluitelo sempre. Non mettetelo mai direttamente a contatto con la pelle.
  24. Gotta: aggiungete 10 gocce di olio a due cucchiai di olio vettore. Massaggiate la zona interessata 2-3 volte al giorno.
  25. Pidocchi: aggiungete 20 gocce di olio a due cucchiai di shampoo. Massaggiate il cuoio capelluto e i capelli e lasciate in posa per 10 minuti. Risciacquate. Ripetete tre o quattro volte al giorno, fino alla scomparsa delle uova.
  26. Orticaria: aggiungete 10 gocce di olio a quattro cucchiai di amamelide. Applicate con un batuffolo di cotone.
  27. Collutorio: mescolate acqua purificata con qualche goccia di olio di tea tree. Non ingoiate assolutamente la soluzione!
  28. Per il Sistema immunitario:  spruzzare un po’ di olio di tea tree in tutta la casa regolarmente, e massaggiare le piante dei piedi per migliorare la risposta immunitaria.
  29. Infiammazione: massaggiare sulle zone infiammate, seguendo la direzione del cuore.
  30. Peli incarniti: mettere 1-2 gocce di olio sui peli incarniti. Ripetete ogni due ore o fino a quando l’infezione va via.
  31. Spray anti-insetti: aggiungete 15 gocce in un quarto di tazza di acqua, mescolate in un contenitore munito di spruzzino e utilizzare sul corpo comerepellente per insetti.
  32. Per la biancheria: aggiungete uno o due cucchiaini di olio di tea tree al bucato per aiutare a prevenire la muffa.
  33. Rimozione della muffa: combinate due cucchiaini di olio di tea tre con due tazze di acqua per creare un detergente universale per il trattamento di muffe e funghi. Agitate bene il flacone prima dell’uso. Spruzzate sulla superficie colpita e lasciate asciugare. Non risciacquate.
  34. Punture di zanzara: applicate una goccia di olio sulle punture di zanzara.
  35. Per allontanare le formiche: alle formiche non piace l’olio di tea tree. Per questo, mettetene alcune gocce sulla porta in modo che funga da deterrente.
  36. Psoriasi: mescolate 10 gocce di olio in un cucchiaio di olio vettore e massaggiate le zone colpite. Ripetete due o tre volte al giorno.
  37. Sciatica: unite 10 gocce di olio in un cucchiaio di olio vettore e massaggiate la parte. Fate questo due o tre volte al giorno.
  38. Sinusite: usatelo per dei suffumigi, come abbiamo descritto precedentemente.
  39. Pulire lo spazzolino: mettete qualche goccia di olio sullo spazzolino da denti una o due volte alla settimana per uccidere i batteri.
  40. Tonsillite: aggiungete qualche goccia di olio di tea tree nell’acqua fumante, mettete un asciugamano sopra la testa e piegatevi sopra soluzione per inalare. Potete fare anche dei gargarismi: sempre senza ingoiare la soluzione, ricordate l’olio di tea tree è tossico.
  41. Infezione vaginale: aggiungete qualche goccia all’acqua con cui vi lavate. In caso di irritazione smettere di usare l’olio e lavate la zona con acqua calda pulita.
  42. Infezioni virali: diffondete l’olio di tea tree in tutta la casa. In alternativa, inalate con vapori.
  43. Verruche: applicare l’olio non diluito sulla verruca. Ripetete mattina e sera, fino a quando la verruca comincia ad andare via. Diluire con olio di base se avete la pelle sensibile. Quitrovate altri trattamenti per combattere le verruche.



Altervista.org

MD7

Metalli pesanti, impatti sulla salute…

mercuriogli impatti sulla salute umana derivanti delle sostanze tossiche, sono devastanti… “La pelle, il più grande organo del nostro corpo, è una membrana permeabile”

Drssa Ilya Sandra Perlingieri

Forse non tutti sanno che molti metalli pesanti, come il mercurio, il cadmio e il piombo, alluminio sono diffusi nell’ambiente e nel cibo che mangiamo e non tutti sanno che il loro accumulo nell’organismo può causare problemi nervosi, malattie immunitarie e tumori.

Spesso si sente parlare di metalli pesanti ma in realtà si è distaccati dall’argomento, non è molto convincente, forse perchè la nonna faceva il sugo per la pasta nel padellino d’alluminio e non è mai morto nessuno. Gli effetti non sono visibili come una pallottola nella spalla, ma non è il solo modo in cui il piombo fa male.

Quando le cause sono nascoste si adottano soluzioni che non risolvono il problema, magari solo lo nascondono ma prima o poi ce lo ritroviamo di fronte più forte di prima.

Nell’organismo umano sono presenti tutti gli elementi chimici che si ritrovano in natura, poiché interagiamo con l’ambiente e da esso riceviamo sostanze utili o inutili, benefiche o addirittura dannose.
La tossicità di una sostanza dipende dalla sua dose di somministrazione ma sappiamo che alcuni elementi chimici, sia metalli che non-metalli, possono accumularsi nell’organismo creando gravi danni alla salute.

L’accumulo di un elemento chimico nell’organismo può avvenire per varie ragioni tra cui:
L’eccessivo e costante apporto giornaliero, dagli alimenti o dall’ambiente, spesso come contaminanti nei processi di coltivazione o produzione;
La carenza nella dieta di sostanze di antiossidanti o di altri microelementi in grado di competere con quell’elemento chimico: ad esempio una carenza di zinco facilita l’accumulo di piombo;
La ridotta funzionalità degli organi emuntori, soprattutto dei reni;
– La ridotta efficienza metabolica delle cellule, in seguito a squilibri funzionali della tiroide e delle ghiandole surrenali;
Deficit enzimatici individuali: sono note le malattie da sovraccarico di ferro (emocromatosi) o di rame (Morbo di Wilson).

I metalli (dal greco “metallon”, che significa miniera e quindi minerale) sono elementi chimici solidi, ad eccezione del mercurio, a temperatura ambiente; sono una eterogenea categoria di elementi duttili e malleabili, buoni conduttori di elettricità e di calore. Dei 103 elementi che compongono la tavola periodica ben 79 possono essere fatti rientrare nel gruppo dei metalli. Si definiscono pesanti quei metalli che hanno un numero atomico superiore a 20, come il mercurio, il piombo, il cromo, il cadmio, il cobalto, il nichel, ecc. Hanno la tendenza ad accumularsi nel suolo e quindi nella catena alimentare e possono avere effetti nocivi sugli esseri viventi anche a concentrazioni non elevate.

I metalli possono essere definiti essenziali e tossici.

Si dicono essenziali quei metalli necessari per alcune funzioni dell’organismo. Si distinguono microminerali essenziali i metalli come il ferro necessario per l’emoglobina del sangue, lo zinco per la funzione di molti enzimi, il rame, il cui fabbisogno è dell’ordine dei milligrammi. Vi sono poi altri elementi essenziali il cui fabbisogno è molto minore (di circa 1000 volte), vale a dire nell’ordine dei microgrammi, così per il vanadio, il cromo, il manganese, il cobalto, l’arsenico, il selenio e il molibdeno.
Molti metalli sono quindi indispensabili all’organismo, anche se, qualora vengano assorbiti in quantità eccessive, possono invece causare effetti dannosi. Diversi integratori alimentari in vendita nelle farmacie contengono piccole dosi di questi metalli.

Sono considerati tossici tutti quei metalli il cui eccessivo apporto determina effetti dannosi per la salute, tanto maggiori, quanto maggiore è la dose assorbita; lo stesso metallo può essere essenziale a basse dosi e diventare tossico a dosi più elevate. I metalli possono essere assorbiti per via respiratoria, come fumi o polveri, per ingestione e raramente attraverso la pelle.

Nell’organismo si legano prima alle proteine del sangue, per poi distribuirsi nei diversi compartimenti a seconda delle loro proprietà. Così ad esempio il piombo si distribuisce nell’osso e nei tessuti molli, il mercurio si accumula nel rene, ecc.. I metalli vengono eliminati principalmente per via renale, come il mercurio e il cadmio, oppure con la bile, come l’arsenico, l’alluminio e il manganese e ritrovarsi quindi nelle feci. In piccola quantità possono essere eliminati per via respiratoria o cutanea (ma si possono ritrovare nei capelli). Alcuni metalli possono passare nel latte materno. La maggior parte degli effetti tossici dovuti a metalli sono stati osservati e descritti in lavoratori esposti a concentrazioni ambientali di gran lunga più elevate di quelle presenti nell’ambiente di vita, oppure in seguito ad intossicazioni accidentali. In alcuni casi gli effetti tossici si sono verificati nel corso di catastrofi ambientali, come nel caso del mercurio nella baia di Minamata in Giappone, dell’arsenico a Manfredonia, del cadmio in Giappone e in Belgio.
Gli effetti dei metalli sono molteplici: possono determinare fenomeni irritativi, intossicazioni acute e croniche, possono avere azione mutagena o cancerogena. Anche gli organi o gli apparati colpiti sono molto diversi: si va dal sangue al rene, al sistema nervoso centrale o periferico, al sistema respiratorio, all’apparato gastrointestinale, all’apparato cardiovascolare e alla cute.

Inoltre tutti i metalli pesanti tossici sono in grado di penetrare la placenta e causare gravi malformazioni al nascituro o inaspettati aborti spontanei. Ogni giorno la concentrazione dei metalli pesanti aumenta perché gli organi non sono in grado di smaltirli e quindi si accumulano nel tempo provocando danni a seconda del metallo e di dove si è depositato.

 

L’acqua piovana avvelenata (o la neve che tocca la nostra pelle) fa la stessa cosa. Quando l’aria che respiriamo è piena di un assortimento di tossine pericolose, con ogni nostro respiro, questi veleni assaltano il nostro sistema immunitario. Questi veleni interessano anche il nostro cervello e, quindi, la nostra funzione cognitiva.

L’alluminio è un elemento importante di questi aerosol (cosi vengono anche chiamate le scie chimiche ndr) . Sebbene sia il metallo più abbondante del nostro pianeta, il nostro corpo non ha necessità biologica di esso. Pesticide Action Network North America [PANNA] lo elenca come “tossico per gli esseri umani, incluso la cancerogenicità, la neurotossicità e la tossicità acuta.”

Tuttavia, l’alluminio è comunemente usato [questa è una lista molto corta]:

nei vaccini, nei deodoranti e antitraspiranti, nei farmaci da banco, nelle lattine di birra e soft drink [che risucchiano l’alluminio dalla lattina], nel lievito, nelle miscele per dolci, nei formaggi fusi, e in altri prodotti e additivi alimentari.

Nel corso degli anni, l’alluminio si accumula nel cervello, nei tessuti e, in minore quantità, nelle ossa. Esso provoca degenerazione, disfunzione e danno al cervello – a causa della riduzione e del blocco del flusso sanguigno e dell’ossigenazione delle arterie cerebrali. Il cervello si restringe, così come le cellule cerebrali muoiono. Questo provoca demenza.

I sintomi includono:
esplosioni emotive, paranoia, dimenticanze e perdita di memoria, incoerenza del discorso, irritabilità, diminuita vigilanza, cambiamenti della personalità e povero/cattivo discernimento.”

Tutti questi sintomi sono in aumento, mentre qualcosa come 4 milioni di americani ne sono affetti.

Una prova, anzi una conferma che il fenomeno è molto più grave di quello che si pensi viene dallo studio condotto dall Substance Abuse e Mental Health Services Administration che ha dimostrato che 50 milioni di cittadini americani hanno sofferto di problemi mentali nel 2010. Una cifra sconvolgente.

Ci vogliono decenni affinchè il deterioramento del cervello e la demenza causino danni gravi e visibili. Alla fine, comunque, la demenza è fatale. “Alzheimer” è ora usato in modo errato come termine raggruppa-tutto per tutti i tipi di demenza. Solo pochi giorni fa, la prima pagina del New York Times titolava:”Maggiore Demenza in giro per casa”.

Erano state intervistate le persone che erano affette da quello che il Times chiama “Alzheimer”. Una persona diceva di “avere una diagnosi di Alzheimer”. Questo è sbagliato. La demenza di Alzheimer può essere diagnosticata accuratamente solo dopo la morte, quando può essere fatta una autopsia. Tuttavia, l’avvelenamento da metalli pesanti può essere diagnosticato attraverso un test di laboratorio; ma questo è fatto raramente nei check-up di base.

Ciò che non viene mai preso in esame in questo incremento della demenza sono i più di 10 anni di respirazione di scie chimiche con nano alluminio rivestito di fibre di vetro. Ne sono state spruzzate su di noi miliardi di tonnellate.

Con tutte queste fonti di alluminio aggiunte all’aria che immettiamo ad ogni respiro, la tossicità cumulativa è molto alta.

Di seguito sono riportati alcuni dei principali metalli pesanti tossici per la nostra salute ma con cui entriamo in contatto quotidianamente.

Alluminio

Effetti

Causa anoressia, atassia, coliche, demenza, dispnea, esofagiti, gastroenteriti, epatopatie, nefriti, mialgie, psicosi e stanchezza. 

Provoca soprattutto danni a livello cerebrale interferendo anche con alcuni neurotrasmettitori: si può avere cefalea e disturbi della memoria e sembra essere una causa del morbo di Alzheimer.

Il sintomo principale di avvelenamento da alluminio, è la perdita della funzione intellettuale, smemoratezza, mancanza di concentrazione, e in casi estremi, la demenza conclamata. È anche noto per provocare rammollimento osseo e perdita di massa ossea, danneggiamento del rene e altri danni ai tessuti molli, in dosi elevate può causare arresto cardiaco.

Principali fonti di inquinamento:

L’alluminio, largamente utilizzato come materiale per gli utensili da cucina, si diffonde nell’ambiente e di conseguenza nell’organismo umano, dalla raschiatura delle pentole, dalle fabbricazione di lattine e altri contenitori a base di alluminio, e tramite anche i farmaci antiacidi di uso comune. L’effetto principale di una quantità eccessiva di alluminio nei tessuti biologici è la comparsa di disturbi neurologici, che nei casi più gravi degenerano nel morbo di Alzheimer, questo perché l’alluminio si deposita prevalentemente nel cervello.

Acqua potabile; prodotti farmaceutici come il Maalox e gli antiacidi; cosmetici;  lattine contenenti bibite e cibi; cibi cotti in tegami in alluminio; caffè preparato in caffettiere di alluminio; foglio di alluminio per la conservazione e cottura dei cibi; aspirina tamponata.

Questi sono solo alcuni degli additivi contenenti alluminio usati nei prodotti alimentari:

E173, E520, E521, E523 E541, E544, E545, E546, E554, E555 E556, E559.

L’alluminio è stato aggiunto ai vaccini circa negli anni 90 nella convinzione che possa spronare l’organismo a produrre anticorpi per combattere le malattie. Ma l’alluminio è tossico, e molti comuni vaccini [antipneumococcico, esavalente, antitetanica e antiHPV] contengono dosi elevate.  

Queste megadosi possono avere un effetto devastante sul cervello, dice un esperto sanitario Dr. Russell Blaylock [neurochirurgo, autore e docente universitario], causando danni al cervello nei bambini e l’insorgenza del Morbo di Alzheimer negli adulti.

“L’alluminio è tossico. Un’avvincente ricerca ha dimostrato che l’alluminio è una neurotossina cumulativa, anche in piccole concentrazioni. Esso ha la tendenza a concentrarsi nell’ippocampo, una zona del cervello vitale per funzioni cruciali, tra cui apprendimento, memoria e comportamento“ afferma il Dr. Blaylock.

Recenti ricerche hanno dimostrato che l’alluminio nei vaccini sta producendo gravi problemi nel cervello dei bambini in via di sviluppo,” prosegue il Dr. Blaylock. “Le prove sono schiaccianti, ma molti medici e funzionari le ignorano. Essi rifiutano di guardare le prove perché sono spaventati dalla potenza delle evidenze.

Piombo

Effetti:

anemia, anoressia, ansietà, difficoltà di concentrazione, confusione, costipazione, depressione, facile affaticabilità, cefalea, ipertensione, in coordinazione, irritabilità, turbe della memoria, ridotto quoziente intellettivo, iperattività, dolori addominali, dolori alle ossa, muscoli e tremore.

L’esposizione al piombo, anche ai livelli molto bassi, è molto tossica. Il piombo è il minerale tossico più comune come pure l’agente inquinante più abbondante del nostro ambiente e del nostro corpo. Fortunatamente, il piombo non è l’elemento più tossico; il cadmio ed il mercurio lo sono di più.

La ricerca ha mostrato che il piombo è una neurotossina che altera le funzioni normali dei nervi e del cervello. Entra nel cervello e in donne incinte o che allattano, contamina il feto e il latte materno. Il piombo si fissa comunemente nelle ossa e lo si può osservare come “linee di piombo” nelle radiografie ai raggi X. Inoltre viene immagazzinato nelle ghiandole surrenali, nella tiroide, nell’aorta, nel fegato ed in altri tessuti molli.

Il piombo interferisce con le funzioni effettuate dai minerali essenziali quali il calcio, il rame e lo zinco. Nel corpo umano, il piombo interrompe parecchi sistemi degli enzimi delle cellule rosse del sangue, compreso la deidratasi e la ferrochelatase. Può anche ridurre la sintesi dell’emoglobina e può reagire con le membrane delle cellule. Questo può causare aumentata permeabilità delle cellule e causare il danneggiamento o persino la morte di quelle cellule. Nel cervello, il piombo può generare funzioni anormali rendendo inattivi importanti enzimi che dipendono da zinco, rame e ferro.

Principali fonti di inquinamento:

L’uso di benzine contenenti piombo che ha caratterizzato il secolo scorso ha portato l’inquinamento da piombo a livelli senza precedenti nella storia.

Nel motori delle automobili viene bruciato piombo, che porta all’inizio della formazione di sali (cloro, bromo, ossidi). Questi sali di piombo entrano nell’ambiente attraverso gli scarichi delle automobili. Le particelle piu’ grandi finiscono immediatamente sul terreno o nell’acqua superficiale inquinandola, mentre le particelle piu’ piccole attraverseranno lunghe distanze attraverso l’aria e rimarranno nell’atmosfera. Una parte di questo piombo ricadra’ sulla terra sotto forma di pioggia. Questo ciclo del piombo causato dalla produzione umana e’ molto piu’ esteso del ciclo naturale del piombo. Cio’ ha reso l’inquinamento da piombo un problema mondiale.

E’ assorbito molto per via respiratoria e attraverso prodotti ortofrutticoli coltivati in zone inquinate o con pesticidi contenenti piombo (quindi spesso anche nel tabacco).

E’ stato stimato che solo negli Stati Uniti circa 1.300.000 tonnellate di piombo sono usate annualmente nella saldatura, nelle batterie, nella produzione di ceramica, nei pigmenti, nella benzina, nelle vernici ed in molte altre cose di uso comune. Altre fonti di contaminazione del piombo sono le industrie di estrazione mineraria e fusione, condutture, dispositivi, insetticidi e saldatura al piombo.

Quindi è contenuto nella benzina e vernici contenenti piombo; acqua potabile che attraversa vecchie condutture in piombo; cibi in scatola per errori di saldatura; frutta e verdura coltivata con insetticidi e pesticidi (ovvero non biologica),  batterie auto.

Cadmio

Effetti:

alopecia, anemia, anoressia, anosmia, enfisema, affaticabilità, epatopatie, psicosi, stanchezza, ipertensione, osteoporosi, lombalgia, pelle secca e denti gialli.

E’ un minerale estremamente tossico, determina alterazioni cardiovascolari , iperattività nervosa, deficit immunologici e renali.

La ricerca ha indicato che il cadmio diminuisce alcune funzioni del sistema immunitario, principalmente riducendo la resistenza a batteri ed a virus.

Principali fonti di inquinamento:

La presenza nell’ambiente del cadmio è dovuta principalmente all’uso di fertilizzanti e pesticidi chimici, alle aziende che fabbricano batterie Ni-Cd e semiconduttori, al fumo delle sigarette, agli inceneritori di materiali plastici e gommosi, ai carburanti aerei, all’emissione marmitte catalitiche

Un pacchetto di sigarette contiene approssimativamente 20mg. di cadmio, circa 1mg per sigaretta. Un stimato 30% di quello che entra nei polmoni viene assorbito, il restante 70% si diffonde nell’ambiente e viene inalato da altri o inquina l’atmosfera.

Mercurio

Effetti:

anemia, anoressia, atassia, coliti, depressione, dermatiti, instabilità emotiva, eretismo, affaticabilità, cefale, calo dell’udito, ipertensione, in coordinazione motoria, irritabilità, ridotto quoziente intellettivo, iperattività, deficit della memoria, sapore metallico, parestesie, psicosi, stomatiti, tremori, calo del visus, affaticabilità.

Il mercurioè  particolarmente lesivo a livello cerebrale ed il suo sovraccarico è stato messo in relazione con disturbi psico-emozionali, convulsioni, insonnia, schizofrenia. 

Principali fonti di inquinamento:

E’ noto come componente delle amalgame  per le otturazioni dentali: i dentisti cominciano ad essere maggiormente sensibili al problema quindi attualmente si usano sempre più materiali alternativi per riparare i denti cariati.

Vaccini; rottura di termometri, barometri e sfigmomanometri; cosmetici; deodoranti; farmaci (pomate antipsoriasi).

Il mercurio scaricato nei bacini d’acqua, ad esempio, viene frequentemente trasformato dai batteri marini in ione CH3-Hg+, particolarmente pericoloso perché facilmente assimilabile da vegetali e plancton. In tal modo dai primi anelli della catena alimentare, il mercurio si trasmette via via ai pesci più grandi, fino ad arrivare all’uomo. Sono state ritrovate alte concentrazioni di mercurio nei grandi pesci che sono ai vertici della catena alimentare come tonno (va preferito quindi il tonno pescato negli oceani dato che presentano un tasso di inquinamento minore rispetto al Mediterraneo), pesce spada, palombo, anguilla, luccio.

Nichel

Effetti

Il più comune effetto nocivo sulla salute di nichel negli esseri umani è una reazione allergica cutanea. Circa il 10-20% della popolazione è sensibile al nichel. Una persona può diventare sensibile al nichel quando gioielli o altri oggetti contenenti nichel sono in contatto diretto e prolungato contatto con la pelle.

Le donne, soprattutto, sono soggette ad allergia da nichel, poichè questo metallo è utilizzato per realizzare molte cose con cui entrano a contatto: scatole metalliche per conservare il cibo, nell’acqua, nella bigiotteria, negli orologi, nei gancetti del reggiseno, nei cosmetici ed in molti altri oggetti di uso quotidiano (le monete!). A volte, la reazione allergica si può manifestare anche in altre zone del corpo anche se non sono entrate in contatto diretto con esso: questo accade perchè gli anticorpi, che circolano nell’organismo, trovano in altre zone le tracce di nichel.

Gli effetti più gravemente nocivi per la salute derivanti dall’esposizione al nichel sono la bronchite cronica, ridotta funzione polmonare, cancro del polmone e del setto nasale. Questi sintomi si sono verificati in persone che hanno respirato polveri, contenenti composti del nichel alcune mentre si lavora nelle raffinerie di nichel o impianti di nichel-trasformazione. Il Dipartimento Unione Sportiva della Salute e dei Servizi (DHHS) ha stabilito che il nichel può ragionevolmente essere considerato un agente cancerogeno. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha stabilito che alcuni composti del nichel sono cancerogeni per gli esseri umani e che nichel metallico può eventualmente essere cancerogeno per l’uomo. L’EPA ha determinato che il nichel polvere di raffineria e subsulfide nichel sono cancerogeni per l’uomo. Queste considerazioni sul cancro si basano su studi che prendono in carico i lavoratori si nichel e i test sugli animali da laboratorio.  Infiammazione polmonare e danni alla cavità nasale è stato osservato negli animali esposti a composti del nichel. Ad alte concentrazioni, il danno polmonare è abbastanza grave da pregiudicare la funzione del polmone. L’esposizione a lungo termine a livelli più bassi di un composto di nichel che solubile in l’acqua non ha prodotto cancro negli animali. Il cancro polmonare si è sviluppato nei topi esposti per un lungo tempo a composti del nichel non solubili in acqua.

Principali Fonti di Inquinamento

Il Nichel puro è un duro metallo bianco-argenteo, che ha proprietà che lo rendono molto desiderabile per la combinazione con altri metalli per formare miscele chiamate leghe. Alcuni dei metalli con cui il nichel può essere in lega sono ferro, rame, cromo e zinco. Queste leghe sono usate nelle monete metalliche, nei gioielli e nell’industria per la fabbricazione di elementi come valvole e scambiatori di calore. La maggior parte del nichel è utilizzato per produrre l’acciaio inossidabile. Composti del nichel sono utilizzati per nichelatura, alla ceramica di colore, per fare alcune batterie (Ni-Cd), e come sostanze note come catalizzatori che aumentano il tasso di reazioni chimiche.

Nichel in combinazione con altri elementi si presenta naturalmente nella crosta terrestre. Si trova in tutto il suolo, ed è anche emesso dai vulcani. Il nichel è l’elemento più abbondante 24a. In l’ambiente, si trova principalmente in combinazione con l’ossigeno o di ossidi di zolfo o solfuri. Il nichel è presente anche in meteoriti e sul fondo dell’oceano in pezzi di minerali chiamati mare piano noduli. nucleo della terra è composto da 6% di nichel. Il nichel è rilasciata nel atmosfera durante mineraria di nichel e dalle industrie che fanno uso o di nichel, leghe di nichel, o Composti del nichel. Queste industrie potrebbero anche nichel scarico nelle acque reflue. Il nichel è anche rilasciato in atmosfera da impianti alimentati a olio in fiamme, le centrali elettriche a carbone, e immondizia inceneritori.
Tratto da:

Toxicological Profile for Nickel, 2005

Agency for Toxic Substances and Disease Registry
United States Public Health Service

Altri metalli

Antimonio (Sb): è contenuto nei cibi, nel fumo, nella polvere da sparo e nei tessuti ignifughi. Può provocare debolezza muscolare, astenia, sapore metallico in bocca. A contatto con la pelle può causare irritazione (macchie d’antimonio).

Arsenico (As): sembra essere un oligoelemento essenziale se legato a molecole organiche (tra 0,5 e 4 mg al dì) ma è altamente tossico potendo dare sintomi di avvelenamento acuto fino alla morte. Negli alimenti si può trovare in pesce, molluschi, pollame nutrito con mangimi industriali, verdure trattate con antiparassitari: è un inquinante tipico delle falde acquifere.

Stagno (Sn): è un oligoelemento essenziale per la crescita ma, in quantità eccessiva, può essere tossico perché interferisce con l’assorbimento di rame, zinco e calcio. Viene assorbito principalmente attraverso cibi in scatola: per fortuna la sua eliminazione urinaria e fecale è sufficiente alla sua eliminazione.

Tallio (Tl): è un elemento altamente tossico che tende ad accumularsi nell’organismo. E’ assorbito attraverso pesce e frutti di mare, tabacco, acque inquinate e fertilizzanti. Il Selenio contrasta l’accumulo di tallio e i suoi effetti tossici che possono essere: disturbi del sonno, problemi cardiaci, visivi e cutanei, disturbi epatici e disfunzioni renali.

Uranio (U): è diffuso nel terreno più del mercurio e dell’argento, è presente nei materiali ceramici, oggetti in vetro colorato, antichi bicchieri e si ritrova nelle falde acquifere. Si lega alle proteine e sostituisce il calcio nelle ossa. Sono poco conosciuti gli effetti sulla salute umana, probabilmente è correlabile alle varie forme di cancro.

dioni.altervista.org

MD7

Metalli pesanti…Tossici

metalli pesanti

Alluminio
Simbolo: Al
Numero Atomico: 13

Questo metallo si trova dappertutto, essendo il metallo pesante prevalente nella crosta terrestre. Le fonti possibili di esposizione di alluminio includono l’acqua potabile (particolarmente nelle zone esposte a pioggia acida) pentole ed utensili da cucina e i farmaci che lo contengono come ad esempio il Maalox.
Nondimeno è ingerito comunemente con alimenti e medicine come gli antiacidi ed è usato nei cosmetici. Molti scienziati ritengono che, a causa della sua abbondanza sulla terra e dell’uso diffuso, non sia realmente molto tossico.

Tuttavia altri ricercatori non allineati con le case farmaceutiche ritengono che l’alluminio, insieme al consumo di prodotti animali e carne proveniente da allevamenti intensivi sia una concausa dell’Alzheimer. L’alluminio è tossico per il sistema nervoso centrale come i metalli pesanti nel caso in cui l’organismo non sia in grado di espellerlo, ad esempio in caso di gravi malattie renali. Alcune ricerche cliniche sembrano dimostrare la correlazione tra assunzione cronica di alluminio e lo sviluppo di gravi malattie neuro-degenerative, quali Alzheimer, Parkinson, SLA, sclerosi multipla, demenza. Altri effetti di una intossicazione da alluminio possono essere: perdita della memoria, indebolimento e tremore. Tuttavia la comunità scientifica del mainstream non ha riconosciuto del tutto la validità di questi studi ed esistono numerose controversie in merito sollevate soprattutto da enti connessi a case farmaceutiche.

L’alluminio non è un vero metallo pesante, per esempio ha un peso molecolare leggero (numero 13 sulla tabella periodica degli elementi) e si comporta diversamente dai metalli come piombo o mercurio. La gamma della quantità di alluminio nel corpo umano è fra i 50mg e 150mg, con una media di circa 65mg. La maggior parte di questo minerale può essere trovata nei polmoni, nei reni, nelle ossa, nel cervello, nel fegato e nella tiroide. L’assunzione giornaliera di alluminio è stata valutata fra i 10mg e 110mg, ma il corpo tende ad eliminarne la maggior parte nelle feci, nell’urina e in parte nel sudore. Con funzioni insufficienti dei reni, più alluminio viene immagazzinato, specialmente nelle ossa. Per la maggior parte delle persone, l’assorbimento di alluminio maggiore proviene dagli additivi alimentari quali il fosfato di alluminio di sodio (un emulsionante dei formaggi fusi), l’allume di potassio ( usato per imbiancare farine) e il silico-alluminato di sodio e/o il silicato di calcio di alluminio (aggiunto al sale comune da tavola per facilitarne l’ uscita dalla saliera impedendo la formazione di grumi). Usando pentole, vaschette e fogli di alluminio per l’uso quotidiano in cucina, alcune particelle di alluminio vengono assorbite dal cibo che poi mangiamo, specialmente i cibi acidi come i pomodori (sughi ecc.). Alcuni antiacidi contengono l’idrossido di alluminio ed è stato anche rilevato che alcune “aspirine per bambini” contengono alluminio. Altre fonti comuni sono: anti traspiranti, dentifrici, amalgami dentali, cosmetici, borotalco e filtri delle sigarette, alcune acque potabili, tè commerciali e lievito . Questo termine deriva dal latino alumen.

Antimonio
Simbolo: Sb
Numero Atomico: 51

Questo metallo si accumula nei capelli degli operai esposti all’antimonio e anche i loro bambini non ne sono esenti, con livelli elevati rilevati nei capelli dei bambini. L’inquinamento ambientale (tramite le particelle sospese nell’aria proveniente dai processi di fusione e dalla produzione di fertilizzanti fosforosi) conduce a questi livelli elevati dei capelli. Viene lasciato intendere che l’antimonio è soltanto un po’ tossico per l’essere umano, comunque da prove di laboratorio risulta che influisce sul cuore e che abbrevia la durata della vita. Livelli elevati di antimonio possono causare sintomi acuti nel tratto gastrointestinale e danni al fegato, ai reni e al cuore. Le fonti comuni di antimonio sono tabacco, leghe per saldatura, agenti anti combustione nei tessuti, l’estrazione mineraria, alcuni alimenti lavorati, l’acqua e l’aria. Questo in aggiunta al rivestimento vetroso degli articoli in ceramica e utensili da cucina. Circa 100 mcg vengono assorbiti giornalmente di cui la maggior parte viene eliminata nelle feci e nell’urina. Quello che non è eliminato viene immagazzinato nel fegato, nelle ghiandole surrenali, nella tiroide, nella milza, nei reni, nel sangue e nei capelli. Questo termine deriva da una combinazione delle parole greche anti (opposto) e di monos (che vive solo, solitario).

Arsenico
Simbolo: As
Numero Atomico: 33

L’uso attuale di arsenico è responsabile di un aumento del 2000% del livello di arsenico trovato negli esseri umani dell’antichità. Generalmente nel corpo umano sono presenti da circa 10mg. a 20mg. di arsenico, ma livelli elevati possono creare dei problemi. L’arsenico può accumularsi con funzioni insufficienti dei reni. Fortunatamente, l’assorbimento di arsenico è ragionevolmente basso, di solito meno del 5%, e la maggior parte viene eliminata nelle feci e in parte nell’urina. L’arsenico si deposita nel fegato, nei reni, nella milza, nei capelli, nelle unghie, nella pelle, nelle ossa e nei muscoli. È presente nell’oceano e la fonte più comune è costituita dai frutti di mare e crostacei contaminati, particolarmente i molluschi che filtrano l’ acqua marina come cozze, vongole e ostriche. I cereali sono la maggior fonte di arsenico durante l’infanzia e gli aumenti nei livelli di arsenico nei capelli durante l’infanzia corrispondono all’introduzione dei cereali nella dieta dei bambini. Altre fonti comuni di arsenico sono: procedimenti per la produzione di semiconduttori o di componenti fotoelettrici, processi galvanici e d’incisione all’acquaforte, defoglianti ed alcuni fungicidi ed antiparassitari, fuochi artificiali (i colori bianchi o blu intensi della fiamma) conceria e tassidermia (triossido arsenico), industria chimica (reagenti, catalizzatori), trattamento del cotone greggio, stampaggio di tessuti (bisolfuro di arsenico per la tela calicò) leghe di rame e piombo (rivestimenti dei cavi elettrici, saldature, proiettili), fabbricazione di vetri speciali (vetro opalino, trasmettitori agli infrarossi, decolorante). Inoltre è usato per conservare il legno impedendo lo sviluppo di funghi sulle superfici rivestite (diversamente il colore del legno pressato “inverdisce”). L’arsenico è inoltre presente in piccole quantità nel terreno e di conseguenza è pure presente nelle coltivazioni. L’arsenico pure è presente in molti oli combustibili e nel carbone, e diventa una sostanza inquinante quando questi vengono bruciati. Questa parola deriva dal greco arsenikos (maschio, dall’allora convinzione che i metalli siano di sesso diverso) e dal latino arsenicum.

Bario
Simbolo: Ba
Numero Atomico: 56

Il bario è un elemento alcalino della terra e anche un metallo pesante tossico. Nel 1774, i minerali che contengono il bario sono stati identificati da Karl Scheele da cui il metallo puro fu ricavato per elettrolisi da Humphrey Davy nel 1808. La tossicità del bario tende ad essere relativamente bassa a meno che non venga ingerito in grandi quantità o vengano fatti degli aerosol. L’inalazione di bario può causare l’irritazione temporanea dei polmoni. L’ingestione accidentale o intenzionale di bario può provocare diarrea, vomito ed dolori addominali. L’esposizione umana a livelli pericolosi di bario in acqua potabile contaminata può causare problemi al cuore, al fegato, allo stomaco, ai reni e altri organi. Alcuni antiparassitari possono contenere sali assimilabili di bario (idrossido, cloruro, o carbonato). Le fonti comuni di bario sono: composti usati nei test medici con l’impiego dei raggi X, stampa, ceramica, plastica, tessuti e coloranti, in additivi dei combustibili, carta, sapone e gomma, nella produzione del vetro, di vernici e negli antiparassitari. Quando il bario viene assorbito, può rimuovere il potassio all’interno delle cellule e causare effetti di vario genere nel tono muscolare, nelle funzioni del cuore ed nel sistema nervoso. Questo termine dal greco barys che significa “pesante”.

Berillio
Simbolo: Be
Numero Atomico: 4

Il berillio è un metallo forte, leggero, termo resistente, con un punto di fusione molto elevato. Il berillio, essendo tossico per gli esseri umani, può ridurre i depositi di magnesio e rallentare le funzioni degli organi, forse interferendo con gli enzimi. Negli ultimi anni, l’uso di berillio è aumentato e lo si trova nelle insegne al neon e in alcuni dispositivi elettrici. Il berillio spesso fa parte di una lega usata nella produzione di ruote di biciclette, canne da di pesca e articoli casalinghi di metallo. La contaminazione con berillio, soprattutto provenienti dal suo uso nell’industria, aumenta sempre più. Scarichi industriali e gas di scarico possono contenere livelli nocivi di berillio. L’inalazione di berillio può causare tosse, respiro corto, muco, infiammazione dei polmoni che può condurre a cicatrizzazioni e varie inabilità. Questo termine deriva dal minerale berillo, la base del berillio che significa “dolce”.

Bismuto
Simbolo: Bi
Numero Atomico: 83

Il bismuto è essenzialmente non tossico in quantità ordinarie, ma l’esposizione prolungata o l’uso eccessivo può produrre effetti di intossicazione. Il corpo umano contiene approssimativamente 3mg. di bismuto. Molte persone ne assorbono da 20 a 30mg. al giorno, principalmente con l’acqua, una quantità minima nel cibo ed un po’ dalla contaminazione dispersa nell’aria. Come avviene con altri metalli, la maggior parte del bismuto è eliminato nelle feci e nell’urina. Alcune medicine comuni, particolarmente rimedi per l’acidità di stomaco, come Pepto-Bismol ( salicilato di bismuto), contengono bismuto. Il termine “bismuto” viene dal tedesco waissmuth che significa “massa bianca.”

Bromo
Simbolo: Br
Numero Atomico: 35

Il bromo, come il cloro e il fluoro è un gas tossico. I sali di bromo (bromuri) sono stati impiegati per trattare indigestione acida o per sedare. Il bromo può rimuovere il cloro in alcune funzioni del corpo. Troppo bromo può causare tossicità negli esseri umani. Sintomi di leggera intossicazione possono includere affaticamento, debolezza, irritabilità, sonno disturbato, processi mentali lenti e scarsa memoria. Una severa intossicazione può causare confusione e sonnolenza, delirio, stupore, depressione, allucinazioni e, come estremo, psicosi. Questo termine deriva dal greco brômos che significa fetore.

Cadmio
Simbolo: Cd
Numero Atomico: 48

Il cadmio è un metallo tossico con una storia lunga di effetti dannosi. Le fonti comuni di contaminazione sono: fumo di sigaretta, alimenti raffinati, condutture dell’acqua, caffè e tè, carbone e crostacei. Un pacchetto di sigarette contiene approssimativamente 20mg. di cadmio, circa 1mg per sigaretta. Un stimato 30% di quello che entra nei polmoni viene assorbito, il restante 70% si diffonde nell’ambiente e viene inalato da altri o inquina l’atmosfera. Dato che un po’ di cadmio viene immagazzinato ogni giorno, fumare a lungo termine può aumentare il rischio di intossicazione da cadmio. Il cadmio inoltre è usato in leghe, in materiali elettrici ed è presente in ceramiche, materiali dentali e batterie. L’acqua a bassi livelli di durezza o acida è corrosiva e causa l’ erosione delle condutture che rilasciano cadmio ed altri minerali. D’altro canto, l’acqua dura, contenendo i sali del magnesio e del calcio, praticamente ricopre i tubi e protegge dall’infiltrazione di altri minerali. L’inquinamento atmosferico ambientale di cadmio proviene dall’estrazione mineraria, dal raffinamento dello zinco e dalla combustione del carbone. I livelli di cadmio nel terreno sono incrementati dal cadmio presente nell’acqua, dalla contaminazione delle acque di scolo, dal cadmio nell’aria e dai fertilizzanti ad alta percentuale di fosfati. A causa della contaminazione da cadmio del terreno, i tuberi come le patate possono assorbire più cadmio e nei cereali è possibile riscontrare una concentrazione di cadmio. I frutti di mare, specialmente i crostacei, come granchi, aragoste e molluschi, ostriche ed cozze, hanno livelli elevati di cadmio, sebbene molti hanno anche elevati livelli di zinco che bilancia il cadmio. La ricerca ha mostrato che il cadmio sembra diminuire alcune funzioni del sistema immunitario, principalmente riducendo la resistenza a batteri ed a virus. Il cadmio viene dal greco kadmeia (il termine antico per calamina, un minerale) e dal latino cadmia.

Metalli Pesanti

I metalli pesanti possono essere definiti come gli elementi che hanno peso atomico fra 63.546 e 200.590 (Kennish, 1992) e gravità specifica superiore a 4.0 (Connell ed altri, 1984). Gli organismi viventi richiedono tracce di alcuni di questi elementi, compreso cobalto, rame, ferro, manganese, molibdeno, vanadio, stronzio e zinco. Tuttavia, livelli eccessivi di metalli essenziali possono essere nocivi all’organismo. Dalla rivoluzione industriale, la produzione di metalli pesanti come piombo, rame e zinco è aumentata drammaticamente. Fra 1850 e 1990, la produzione di questi tre metalli è aumentata di quasi 10 volte, con un aumento corrispondente delle loro emissioni. La tossicità dei metalli pesanti è stata documentata attraverso la storia: I medici romani e greci hanno diagnosticato i sintomi acuti di avvelenamento da piombo molto prima che la tossicologia diventasse una scienza. Il modo in cui i metalli pesanti causano problemi al corpo è spostando o sostituendosi ai minerali che sono vitali per le funzioni essenziali del corpo. Per esempio, il piombo si sostituisce al calcio ed il cadmio può sostituirsi allo zinco. Quando questo accade, il cadmio o il piombo vengono immagazzinati nelle ossa o in altri tessuti. Rimuoverli diventa difficile mentre le funzioni chiave dei minerali che sono stati sostituiti non possono essere effettuate. Anche se questi metalli non sono a diretto contatto o usati dagli esseri umani, l’inquinamento ambientale da essi causato sta conducendo a serie conseguenze. È molto possibile che questi metalli stiano causando più problemi di salute di quanto sia stato realizzato dalla comunità medica. Fino a poco tempo fa, la preoccupazione della comunità medica per l’eccessiva intossicazione da metalli è stata principalmente indirizzata all’esposizione industriale, dove misure a volte drammatiche sono state effettuate per spronare l’eliminazione di quei metalli. Le ramificazioni complete, sia dirette che indirette, dell’intossicazione degli esseri umani causata dai metalli pesanti giustificano una ricerca completa che possa quantificare i loro effetti.

Piombo
Simbolo: Pb
Numero Atomico: 82

Più o meno fra 400.000 e 600.000 tonnellate di piombo all’anno entrano nell’atmosfera del nostro pianeta, nel nostro cibo e nei tessuti del nostro corpo. Diversamente della maggior parte dei prodotti chimici i cui effetti sulla salute per esposizione a basso livello sono ancora incerti, l’esposizione al piombo, anche ai livelli molto bassi, è molto tossica. Il piombo è il minerale tossico più comune come pure l’agente inquinante più abbondante del nostro ambiente e del nostro corpo. Fortunatamente, il piombo non è l’elemento più tossico; il cadmio ed il mercurio lo sono di più. Dato che il piombo ha un sapore dolciastro e i bambini spesso succhiano o mangiano scaglie di vernice che si staccano da superfici verniciate a smalto, conduce a molti casi di avvelenamento da piombo. La fonte più diffusa di contaminazione dell’ambiente proviene dall’aggiunta di piombo tetraetile come antidetonante, additivo per benzine ad elevato numero di ottani. La ricerca ha mostrato che il piombo è una neurotossina che altera le funzioni normali dei nervi e del cervello. Entra nel cervello e nelle donne incinte o che allattano, contamina il feto e il latte materno. Il piombo si fissa comunemente nelle ossa e lo si può osservare come “linee di piombo” nelle radiografie ai raggi X. Inoltre viene immagazzinato nelle ghiandole surrenali, nella tiroide, nell’aorta, nel fegato ed in altri tessuti molli. E’ stato stimato che solo negli Stati Uniti circa 1.300.000 tonnellate di piombo sono usate annualmente nella saldatura, nelle batterie, nella produzione di ceramica, nei pigmenti, nella benzina, nelle vernici ed in molte altre cose di uso comune. Altre fonti di contaminazione del piombo sono le industrie di estrazione mineraria e fusione, condutture, dispositivi, insetticidi e saldatura al piombo. Per le sue proprietà uniche, per i secoli è stato usato ampiamente come pigmento e agente essicante in primer, vernici e smalti, inchiostri, oli, resine ed altri rivestimenti di superfici. Nell’acqua potabile, la fonte principale di piombo proviene dalla corrosione dei materiali ricoperti di piombo dell’impianto idraulico nei sistemi di rifornimento idrico e di distribuzione. Il piombo interferisce molto probabilmente con le funzioni effettuate dai minerali essenziali quali il calcio, il rame e lo zinco. Nel corpo umano, il piombo interrompe parecchi sistemi degli enzimi delle cellule rosse del sangue, compreso la deidratasi e la ferrochelatase. Può anche ridurre la sintesi dell’emoglobina e può reagire con le membrane delle cellule. Questo può causare aumentata permeabilità delle cellule e causare il danneggiamento o persino la morte di quelle cellule. Nel cervello, il piombo può generare funzioni anormali rendendo inattivi importanti enzimi che dipendono da zinco, rame e ferro. Il suo simbolo deriva dal latino plumbum (piombo).

Mercurio
Simbolo: Hg
Numero Atomico: 80

Il mercurio chiamato a volte anche “argento vivo” è un metallo liquido lucente che è un agente inquinante ambientale diffuso. Recentemente è sorto l’interesse per i possibili effetti dannosi sulla salute del mercurio che trasuda dai materiali da otturazione dentali dell’amalgama così come per il consumo aumentato dei pesci contaminati con mercurio, oltre al mercurio presente nei vaccini. Il metilmercurio, la forma comune e tossica, si presenta come metilazione in biota o sedimenti acquatici (sia d’acqua dolce che salata). Questa forma di mercurio si accumula in animali ed in pesci acquatici e sale lungo la catena alimentare raggiungendo alte concentrazione in grandi pesci e uccelli predatori. Altre forme di mercurio quali mercurio etilico ed il cloruro mercurico sono inoltre molto tossiche. Escludendo il consumo di pesce, l’assunzione di mercurio attraverso il cibo è trascurabile, a meno che l’alimento non sia direttamente contaminato. Un consumo quotidiano di pesce può causare l’ingestione da 1 a 10 microgrammi di mercurio al giorno di cui circa il 75% come metilmercurio. C’è una ricerca interessante che relaziona l’aumento della quantità di mercurio dei capelli con determinati stati di salute. Rispetto ai suoi antenati, l’uomo di oggi ha livelli molto più elevati di mercurio nel corpo a causa del maggior uso dei periodi recenti. È stato usato per più di 2.000 anni. Al giorno d’oggi, il corpo della persona media contiene circa 10-15mg. di mercurio. I vapori inalati di mercurio entrano nel sangue, perché il mercurio è solubile ed attraversa i polmoni. Circa il 50 per cento del mercurio viene immagazzinato nei reni, il resto è trattenuto nel sangue, nelle ossa, nel fegato, nella milza, nel cervello e nei tessuti grassi. Questo metallo pesante potenzialmente tossico può penetrare la barriera emato cerebrale e i tessuti nervosi, provocando lo sviluppo di sintomi nel sistema nervoso centrale. Come tutti i metalli, il mercurio può anche entrare nel feto tramite il cordone ombelicale e il latte materno. Fortunatamente, parte del mercurio viene naturalmente eliminato attraverso l’urina e le feci. Le fonti più comuni di mercurio sono gli amalgami dentali, i vaccini, i detonatori esplosivi, in pura forma liquida per termometri, barometri e attrezzature da laboratorio, batterie ed elettrodi, fungicidi, antiparassitari e l’industria dei cosmetici. Altre fonti di mercurio sono specchi, esplosivi, vernici di lattice, emollienti dei tessuti, feltro, cere e polish, fanghi di scorie, lassativi che contengono il calomelano (composto di mercurio e cloro), monili di cinabro, tinture dei tatuaggi e molte altre. Il suo simbolo deriva dalla parola hydrargyrum che significa “argento liquido”.

Nichel
Simbolo: Ni
Numero Atomico: 28

Il nichel si accumula nel tempo allo stesso modo delle sostanze inalate fumando. Le fonti comuni di esposizione sono apparecchi casalinghi, pulsanti e interruttori elettrici, ceramiche, cacao, permanenti a freddo, pentole, prodotti usati nei trattamenti estetici, monete, materiali dentali, alimenti (cioccolato, olii idrogenati, dadi, prodotti agricoli coltivati vicino a zone industriali), lacche per capelli, scorie industriali, bigiotteria, apparecchi ortodontici, protesi, trattamenti galvanici come appunto la nichelatura, simile alla cromatura, attrezzi di metallo, accumulatori al nichel-cadmio, sciampi, inceneritori, utensili da cucina d’acciaio inossidabile, acqua di rubinetto, tabacco e fumo di sigarette, rubinetti e tubi dell’acqua e chiusure lampo. Questo termine deriva dal tedesco kupfernickel, parola che significa “rame falso”.

Tallio
Simbolo: Tl
Numero Atomico: 81

Il tallio è stato scoperto nell’800 da sir William Crookes ed è stato usato in trattamenti medici per le malattie veneree, la gotta e la tubercolosi. Tuttavia la sua tossicità ha fatto sì che venisse usato raramente, anche se l’acetato di tallio continuò ad essere impiegato per infezioni di funghi della pelle. Gli esseri umani non possono tollerare molto tallio nel corpo. Questo minerale ed i suoi sali entrano nel corpo dai pori della pelle, le vie respiratorie e il transito gastrointestinale. Può essere tossico in parecchi modi: uno di questi sostituendosi al potassio in determinate funzioni all’interno delle cellule rosse del sangue. Il tallio ha effetti tossici significativi sia a causa di una forte esposizione acuta che a livello più basso e cronica. L’ingestione acuta può provocare nausea, vomito, dolore addominale, affaticamento, diarrea con sangue e febbre. Se la persona sopravvive all’esposizione acuta, le complicazioni possono interessare reni, cuore e sistema nervoso. I reni espellono la maggior parte del tallio ingerito, il resto viene immagazzinato nei reni stessi, nel cuore, nei muscoli e nel cervello. L’avvelenamento cronico del tallio può causare la neurite multipla accompagnata da incapacità di camminare, affaticamento, perdita di peso e diminuzione delle difese immunitarie. Dato che non ha colore o sapore, l’acetato di tallio è stato usato intenzionalmente come veleno in parecchie note occasioni. Le sue fonti sono contaminazione industriale, elettronica (il tallio è usato in batterie e semiconduttori) lenti ottiche, pellicole fotografiche, gioielleria, tinture e pigmenti e fuochi artificiali. Fino al 1975 è stata usata in antiparassitari e topicidi. Il suo nome deriva dal greco thallos che significa “verde germoglio.”

Stagno
Simbolo: Sn
Numero Atomico: 50

Lo stagno inorganico si deposita prima nei reni e nel fegato e gradualmente si distribuisce nel tessuto osseo ma soltanto temporaneamente. Lo stagno organico affluisce al cervello, al fegato, ai reni e al sistema linfatico. Fonti di stagno sono scatole di latta stagnate, alimenti lavorati, dentifrici in pasta e saponi profumati, leghe con altri metalli (ottone, bronzo e peltro), punti di giunzione saldati in scatole di latta e sistemi per la distribuzione dell’acqua potabile, produzione di PVC (come stabilizzante termico), tinture e pigmenti, rivestimenti elettroconduttori su vetro (per esempio le resistenze degli sbrinatori dei lunotti posteriori delle auto), porcellana, superficie vetrosa della ceramica, pesticidi (trifenile), miniere, fusione. A seconda della forma chimica e dell’organo in cui è depositato il tempo in cui rimane nell’organismo va dai 5 ai 100 giorni. L’escrezione dello stagno avviene principalmente attraverso l’urina. La parola stagno deriva dal latino stannum (stagno).

Uranio
Simbolo: U
Numero Atomico: 92

L’uranio è probabilmente tossico, ma ci sono relativamente poche informazioni sull’esposizione diretta all’uranio. Il radon, d’altra parte, che deriva dal decadimento radioattivo dell’uranio, è una questione di inquinamento ambientale sia dell’aria che dell’acqua. Alcune fonti d’acqua potabile, sia di città che di pozzo, contengono uranio. Parte del suolo e polveri sono anch’essi contaminati. L’uranio è un elemento radioattivo e, come la maggior parte dei altri elementi radioattivi, si disintegra finalmente in piombo. Ci sono circa 90mg. di uranio nel nostro corpo. L’ingestione umana di uranio tramite gli alimenti e l’acqua ha un basso assorbimento ed un’eliminazione giusta. L’intossicazione da uranio, dovesse succedere, interessa solitamente i reni. L’origine di questo termine deriva dal nome del pianeta Urano, dopo la sua scoperta.

medicinenon.it

MD7

Dal pregiudizio alla convivenza…Salute mentale

saluteL’idea è quella che divide la mente umana in due soli stati possibili: lo stato sano e lo stato malato, al quale immediatamente si collegano i pregiudizi della organicità, inguaribilità, ecc. In realtà, quella che chiamiamo “esistenza normale”, comprende anche condizioni di disagio, che possono sfociare in veri e propri disturbi.

Mente e cervello non sono la stessa cosa, anche se sono legati indissolubilmente. Oltre cento miliardi di neuroni aprono e chiudono nel nostro cervello una miriade infinita di collegamenti, a seconda delle esperienze che facciamo e del significato che diamo loro.

Quando è una parte del corpo a dover essere curata è giusto che il paziente stia a letto, che i medici lo visitino, toccandolo, ascultandolo, facendo delle analisi, per trovare la natura del male. Ma la psichiatria si è separata dalla neurologia proprio per l’impossibilità di considerare i disturbi psichici esclusivamente come disturbi del cervello. Non esiste una linea di confine assoluta fra salute e malattia mentale.

LA CONDIZIONE DI BENESSERE MENTALE:

È quella in cui si vive quando esiste un buon livello di soddisfazione dei bisogni, insieme ad una soddisfacente qualità della vita: Equilibrio, serenità, tranquillità, accettazione del proprio stato individuale e sociale, ma allo stesso tempo curiosità e spirito di iniziativa, contraddistinguono tale condizione. Certamente non è uno stato che si raggiunge una volta per tutte e per tutti uguale: nelle alterne situazioni dell’esistenza, il benessere mentale è l’obiettivo verso cui l’individuo tende costantemente.

LA CONDIZIONE DI DISAGIO MENTALE:

È quella in cui si vive quando si avverte uno stato di sofferenza, connesso a difficoltà di varia natura (negli affetti, nel lavoro, ecc.) che comunque si presentano nella vita. Tensione, frustrazione, aggressività o tristezza caratterizzano questa condizione, senza tuttavia che si instauri alcun sintomo specifico.E’ bene tenere presente che, insieme alla condizione di benessere, una quota di disagio è parte integrante di ogni esistenza.

LA CONDIZIONE DI DISTURBO (O MALATTIA) MENTALE:

È quella in cui il soggetto vive quando non trova risoluzione alla sofferenza in cui lo pone la condizione di disagio, ovvero quando essa raggiunge livelli di intensità molto elevati. Si passa dal disagio al disturbo quando alla sofferenza prolungata o intensa si accompagnano alterazioni mentali o dei comportamenti. La sofferenza si “clinicizza”, cioè insorgono sintomi psichiatrici specifici: deliri, allucinazioni, ossessioni, ecc. Sebbene la condizione di disturbo mentale non rientri nella vita normale, tutti, in situazioni particolari, possiamo incorrere in tale condizione. La condizione di disturbo può essere temporanea se curata efficacemente e in maniera tempestiva.

LA CONDIZIONE DI DISTURBO MENTALE STABILIZZATO
(O MALATTIA MENTALE CRONICA):

È quella in cui il soggetto vive quando il disturbo si cronicizza: dunque, perdurano nel tempo non solo le alterazioni mentali o del comportamento, ma anche la situazione che le ha determinate. Molto spesso il disturbo si stabilizza per non essere stato curato o per essere stato curato male.

Le quattro condizioni che abbiamo tratteggiato costituiscono il sistema di riferimento entro cui vanno riveduti e collocati i concetti tradizionali di malattia e di salute mentale. Infatti, la psichiatria moderna considera nettamente falsa e dannosa un’idea ampiamente diffusa nel senso comune. L’idea è quella che divide la mente umana in due soli stati possibili: lo stato sano e lo stato malato, al quale immediatamente si collegano i pregiudizi della organicità, inguaribilità, ecc. In realtà, quella che chiamiamo “esistenza normale”, comprende anche condizioni di disagio, che possono sfociare in veri e propri disturbi.

Si tratta sempre di passaggi sfumati e graduali, spesso reversibili.

Ciascuno di noi transita continuamente tra la prima e la seconda condizione, dal benessere al disagio e viceversa; qualcuno può trovarsi nella terza condizione, essere cioè soggetto a specifici disturbi; qualcuno può, infine, stabilizzarsi su un certo disturbo, ponendosi in una condizione di difficile reversibilità.Si vede chiaramente che l’idea che alcune teorie rifiutano è frutto di un pregiudizio ulteriore, che potremo chiamare manicheo, o del bianco e nero: la tendenza a dividere il mondo in due parti, malattia e salute, folli e normali. Un modo di vedere le cose apparentemente semplice, evidentemente primitivo, sicuramente dannoso.

In conclusione, la sofferenza mentale è presente nel disagio, nel disturbo e nel disturbo stabilizzato e non la si può capire ed affrontare fin quando non ci si libera del pregiudizio manicheo.

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Pellicola per alimenti fatta con bucce d’arancia e di gamberetti…

gamberettiPresentato al Food BioEnergy di Cremona un progetto molto innovativo nell’ambito della conservazione dei prodotti. Ossia le pellicole che utilizziamo per conservare gli alimenti fatta di bucce d’arancia e gusci dei gamberetti. In che modo? Grazie alle rispettive sostanze che essi contengono: la pectina e il chitosano.

A spiegarci come è possibile realizzare ciò è Salvatore Raccuia, ricercatore e responsabile dei progetti di ricerca nel settore agroalimentare del CNR di Catania. In pratica, tramite un tipo particolare di lavorazione che può essere processato solo mediante impianti molto particolari a ciclo completo. Che potrebbero essere definiti bioraffinerie. Dalla buccia dell’arancia si possono estrarre gli oli essenziali e la pectina. Quest’ultima è una molecola da cui è possibile ricavare prodotti quali particolari tipi di carta e film edibili – ossia mangiabili – e utilizzabili quindi per il rivestimento e alla conservazione appunto degli alimenti.

Ancora, prosegue Raccuia, il suo centro in quel di Catania sta lavorando sulla realizzazione di un altro tipo innovativo di prodotto, ottenuto rivestendo il cuore dei carciofi destinati alla IV gamma, ossia il fresco già pronto per essere consumato. Il tutto per garantire la conservazione fino a quasi un mese sui quattro gradi centigradi di temperatura. Si sta lavorando molto anche sulla buccia della mela. La pectina si ottiene quasi completamente dalla buccia delle arance. In Sicilia esiste un impianto a Barcellona Pozzo di Gotto (in provincia di Messina) che da solo produce il 5% del totale a livello mondiale.

Le pellicole per conservare gli alimenti in frigo possano essere ricavate anche dal chitosano, sostanza che si ottiene dalla lavorazione del guscio dei gamberetti prodotti in allevamento. Come per la pectina, anche qui parliamo di scoperte recentissime, che risalgono ad inizio 2000. Ma destinate a rivoluzionare questo campo. Certo, bisogna anche aggiungere che i costi più elevati per realizzarli rispetto alla classica pellicola in uso da molti anni e ottenuta da fonti fossili, fanno sì che l’uso di questi tipi particolari di pellicole sia ad oggi relegato solo per le produzioni biologiche. Dato che in questo settore il consumatore finale è disposto a spendere qualcosa in più.

Ma quanto costa produrre queste sostanze? Basti pensare che ad oggi un chilogrammo di chitosano ottenuto dal guscio dei gamberetti costa in media tra gli 800-900 euro al chilogrammo. Mentre per il chitosano ottenuto dai funghi, e dunque più facilmente reperibile rispetto ai crostacei, siamo ben al di sotto, sui 170-190 euro al chilo. Quanto alla pectina, estraibile solo dalla buccia di arancia, parliamo invece di 800-900 euro a tonnellata.

Ma come è nata l’idea di sfruttare il chitosano? Proviene dai Paesi Baschi, dove i ricercatori, sotto la guida di Itsaso Leceta, hanno scoperto che si può creare con esso una versione biodegradabile della pellicola che usiamo tradizionalmente. Questa sostanza, come detto, si ottiene dal guscio dei gamberetti, gamberoni e altri crostacei. Contiene un polimero di zucchero derivante appunto dall’esoscheletro. Questo tipo di pellicola, oltre ad essere biodegradabile e dunque a rispettare l’ambiente, riesce altresì a ritardare il deterioramento microbico dei cibi in essa contenuti e a mantenerne inalterato il colore e la consistenza.

Gli studi stanno comunque procedendo per affinare questo tipo di pellicola. Occorre anche dire che i gusci di gambero potrebbero essere utilizzati per creare tutti i tipi di imballaggio, oggi ottenuti da plastiche e microplastiche. Che ad oggi inquinano per il 90% i nostri mari.

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