Dal pregiudizio alla convivenza…Salute mentale

saluteL’idea è quella che divide la mente umana in due soli stati possibili: lo stato sano e lo stato malato, al quale immediatamente si collegano i pregiudizi della organicità, inguaribilità, ecc. In realtà, quella che chiamiamo “esistenza normale”, comprende anche condizioni di disagio, che possono sfociare in veri e propri disturbi.

Mente e cervello non sono la stessa cosa, anche se sono legati indissolubilmente. Oltre cento miliardi di neuroni aprono e chiudono nel nostro cervello una miriade infinita di collegamenti, a seconda delle esperienze che facciamo e del significato che diamo loro.

Quando è una parte del corpo a dover essere curata è giusto che il paziente stia a letto, che i medici lo visitino, toccandolo, ascultandolo, facendo delle analisi, per trovare la natura del male. Ma la psichiatria si è separata dalla neurologia proprio per l’impossibilità di considerare i disturbi psichici esclusivamente come disturbi del cervello. Non esiste una linea di confine assoluta fra salute e malattia mentale.

LA CONDIZIONE DI BENESSERE MENTALE:

È quella in cui si vive quando esiste un buon livello di soddisfazione dei bisogni, insieme ad una soddisfacente qualità della vita: Equilibrio, serenità, tranquillità, accettazione del proprio stato individuale e sociale, ma allo stesso tempo curiosità e spirito di iniziativa, contraddistinguono tale condizione. Certamente non è uno stato che si raggiunge una volta per tutte e per tutti uguale: nelle alterne situazioni dell’esistenza, il benessere mentale è l’obiettivo verso cui l’individuo tende costantemente.

LA CONDIZIONE DI DISAGIO MENTALE:

È quella in cui si vive quando si avverte uno stato di sofferenza, connesso a difficoltà di varia natura (negli affetti, nel lavoro, ecc.) che comunque si presentano nella vita. Tensione, frustrazione, aggressività o tristezza caratterizzano questa condizione, senza tuttavia che si instauri alcun sintomo specifico.E’ bene tenere presente che, insieme alla condizione di benessere, una quota di disagio è parte integrante di ogni esistenza.

LA CONDIZIONE DI DISTURBO (O MALATTIA) MENTALE:

È quella in cui il soggetto vive quando non trova risoluzione alla sofferenza in cui lo pone la condizione di disagio, ovvero quando essa raggiunge livelli di intensità molto elevati. Si passa dal disagio al disturbo quando alla sofferenza prolungata o intensa si accompagnano alterazioni mentali o dei comportamenti. La sofferenza si “clinicizza”, cioè insorgono sintomi psichiatrici specifici: deliri, allucinazioni, ossessioni, ecc. Sebbene la condizione di disturbo mentale non rientri nella vita normale, tutti, in situazioni particolari, possiamo incorrere in tale condizione. La condizione di disturbo può essere temporanea se curata efficacemente e in maniera tempestiva.

LA CONDIZIONE DI DISTURBO MENTALE STABILIZZATO
(O MALATTIA MENTALE CRONICA):

È quella in cui il soggetto vive quando il disturbo si cronicizza: dunque, perdurano nel tempo non solo le alterazioni mentali o del comportamento, ma anche la situazione che le ha determinate. Molto spesso il disturbo si stabilizza per non essere stato curato o per essere stato curato male.

Le quattro condizioni che abbiamo tratteggiato costituiscono il sistema di riferimento entro cui vanno riveduti e collocati i concetti tradizionali di malattia e di salute mentale. Infatti, la psichiatria moderna considera nettamente falsa e dannosa un’idea ampiamente diffusa nel senso comune. L’idea è quella che divide la mente umana in due soli stati possibili: lo stato sano e lo stato malato, al quale immediatamente si collegano i pregiudizi della organicità, inguaribilità, ecc. In realtà, quella che chiamiamo “esistenza normale”, comprende anche condizioni di disagio, che possono sfociare in veri e propri disturbi.

Si tratta sempre di passaggi sfumati e graduali, spesso reversibili.

Ciascuno di noi transita continuamente tra la prima e la seconda condizione, dal benessere al disagio e viceversa; qualcuno può trovarsi nella terza condizione, essere cioè soggetto a specifici disturbi; qualcuno può, infine, stabilizzarsi su un certo disturbo, ponendosi in una condizione di difficile reversibilità.Si vede chiaramente che l’idea che alcune teorie rifiutano è frutto di un pregiudizio ulteriore, che potremo chiamare manicheo, o del bianco e nero: la tendenza a dividere il mondo in due parti, malattia e salute, folli e normali. Un modo di vedere le cose apparentemente semplice, evidentemente primitivo, sicuramente dannoso.

In conclusione, la sofferenza mentale è presente nel disagio, nel disturbo e nel disturbo stabilizzato e non la si può capire ed affrontare fin quando non ci si libera del pregiudizio manicheo.

unasam.it

MD7

 

Autore: watchingreen

maurizio.dissette@gmail.com

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