Dolore cronico: si potrebbe controllare modulando le onde cerebrali

I ricercatori dell’Università di Manchester hanno dimostrato per la prima volta che, se il cervello viene regolato su una particolare frequenza, si può alleviare la sensazione di dolore.

Si tratta di una scoperta particolarmente importante per una larga parte di popolazione –soprattutto in età avanzata- che soffre di dolori cronici.

Per “dolore cronico” si intende un dolore che dura più di sei mesi. Spesso si manifesta come un misto fra attacchi ricorrenti di dolore acuto e una forma più persistente.

Esistono poche cure completamente sicure per combattere il problema, soprattutto per i pazienti più anziani.

L’idea di poter modulare la frequenza delle onde cerebrali nasce da un principio semplice: le cellule cerebrali sulla superficie del cervello comunicano tra di loro emettendo onde a determinate frequenze, che variano secondo lo stato del cervello.

Le onde alfa (9-12 cicli al secondo), in particolare, sono state recentemente associate all’attività di parti del cervello preposte alla “supervisione” di funzioni cerebrali di livello più basso.

I ricercatori di Manchester hanno scoperto, ad esempio, che le onde alfa provenienti dalla parte frontale del cervello sono associate all’analgesia da placebo, e che potrebbe influenzare il modo in cui la sensazione dolorosa viene processata in altre aree.

Il metodo è semplice ed economico: ai volontari che hanno partecipato allo studio sono stati forniti degli occhiali in grado di emettere stimoli visivi (fasci di luce) o uditivi per regolare la frequenza delle onde cerebrali.

L’intensità dello stimolo doloroso, causata dal calore di una luce laser puntata sulla parte posteriore del braccio, è risultata ridotta rispetto alle condizioni normali.

Il direttore del Manchester Pain Consortium Anthony Jones, parlando della scoperta, ha dichiarato: «Si tratta di una terapia nuova, semplice e sicura che può essere testata sui pazienti.

Nei nostri incontri pubblici più recenti abbiamo ricevuto reazioni entusiaste dai pazienti su questa sorta di approccio neuro-terapeutico».

Il metodo, spiegano gli autori dello studio, garantisce inoltre una certa flessibilità nel trattamento.

La presenza simultanea di stimoli sonori e visivi permette di adattare il metodo alle esigenze del paziente: «Per esempio, potrebbe essere utile per quei pazienti che hanno difficoltà a dormire a causa dei forti dolori notturni».

Per testare l’efficacia del metodo saranno necessari studi ulteriori su pazienti afflitti da dolori di diversa intensità. La semplicità e il basso costo di questa tecnologia dovrebbero però facilitare l’iter dei test clinici necessari.

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MD7

Autore: watchingreen

maurizio.dissette@gmail.com

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