H G.Bosco Torino, A-Rare Forum sulle malattie rare…

​Nasce A-Rare il forum delle Associazioni delle malattie rare del Piemonte e Valle d’Aosta.

A-Rare è stato presentato oggi 28 febbraio 2017 presso l’Ospedale G.Bosco di torino, nel contesto organizzato dal Cmid e dal Forum A-Rare in occasione della X giornata internazionale delle malattie rare.

Fino ad ora al progetto A-Rare hanno aderito 28 associazioni con un unico obiettivo: unire le voci dei singoli per creare un coro, per far sentire le esigenze dei pazienti a coloro che hanno il dovere di ascoltare.

Una medicina centrata sul paziente, dove esso è il massimo esperto della sua esperienza di malattia. La sua conoscenza affianca il sapere clinico per arricchirlo. 

Contatti A-Rare:

segreteria@a-rare.it, http://www.a-rare.it

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Il cibo della salute (prevenire e curare le malattie attraverso l’alimentazione)Franco Berrino…

Questa sera ho partecipato ad un incontro che si è tenuto presso l’Unione Industriale di Torino. Attore principale il prof. Berrino, medico nutrizionista epidemiologo italiano, che sapientemente ci ha illustrato il progetto al quale lavora da anni. …Il cibo della salute…

Dedicatevi del tempo per guardarne una sintesi, ne vale la pena…

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Shinrin-you (bagni nella foresta)…

Gli “Shinrin-yoku” (letteralmente “bagni nella foresta”) sono una pratica comune in Giappone e consistono in brevi visite nei boschi che permettono di respirare sostanze volatili capaci di migliorare l’intera funzione immunitaria. Una camminata o escursione in un bosco corrisponde ad una pratica naturale di aromaterapia. Evidenze scientifiche hanno dimostrato come questa possa ridurre in maniera significativa ansia, depressione e rabbia.

Grazie alla presenza di fragranze e profumi, in particolare modo quelli emanati dalle conifere (fitoncidi), comunemente noti come “oli essenziali legnosi”, il rischio di problemi psicosociali legati allo stress risulta essere inferiore negli individui che compiono regolarmente tali immersioni nei boschi come parte integrante del loro stile di vita. (1, 2)

Le resine prodotte dalle piante nelle foreste sono principalmente composte da terpeni, molecole lipidiche che ricoprono un ruolo chiave nei rimedi erboristici tradizionali (oltre che ad una varietà di scopi, da aromi per la cucina a profumi di detergenti).

La natura ci offre un’incredibile varietà di terpeni di immensa importanza per tutti noi. Sono infatti più di 10.000 i terpeni individuati fino ad ora, diversi tra loro in struttura, aroma e funzione.

Alcuni esempi sono l’umulone, costituente del luppolo, responsabile del sapore amarognolo della birra; il mentolo, parte integrante di molti dentifrici; la citronella comunemente usata in detersivi liquidi; il geraniolo, presente negli spray anti-zanzare e la lavanda, per tisane serali…

Alcuni terpeni dimostrano proprietà anti-depressive e calmanti, con effetti ansiolitici.

Chiaramente, ad esclusione di specifiche allergie, questi terpeni sono sostanze ampiamente sicure e vengono perciò utilizzate in un’ampia gamma di attività umane. Ciò nonostante, le potenzialità dei terpeni non vengono ancora prese con la giusta considerazione dalla maggior parte di psichiatri e psicologi. (3)

Queste sostanze mostrano inoltre una grande biodisponibilità. Questo significa che gli effetti positivi dei terpeni possono essere riscontrati anche a concentrazioni impercettibili nel siero, e che possono quindi essere assorbiti facilmente tanto attraverso la respirazione quando l’ingestione e l’assorbimento cutaneo. (4, 5)……”

https://naturegoingsmart.com/psichiatri-gite-boschi-antidepressivi/

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Melatonina a tavola…proprietà

 La melatonina è una molecola che è stata ritenuta a lungo una sostanza presente solamente negli organismi animali. Diversi studi hanno dimostrato che non è affatto così. Dalla prima ricerca pubblicata nel 1995, la melatonina è stata quantificata in seguito in fiori, frutti e semi di numerose piante commestibili.

Nei mammiferi, la melatonina viene sintetizzata a partire dal triptofano. Oltre che nella ghiandola pineale, è sintetizzata nella retina, nel tratto gastrointestinale e in altri tessuti. La secrezione di metionina della ghiandola pineale è regolata da stimoli visivi provenienti dalla retina, per cui la produzione di melatonina varia considerevolmente durante le 24 ore del giorno. Durante la notte si ha una maggiore produzione e secrezione di melatonina che si riflette sui suoi livelli ematici. Sulla base di queste conoscenze, la melatonina è ritenuta responsabile della regolazione del ritmo circadiano, modula il ciclo sonno-veglia, regola il metabolismo osseo e le funzioni del sistema riproduttivo. La figura mostra la quantità di melatonina prodotta dalla ghiandola pineal durante il giorno.

La melatonina svolge altre funzioni importanti. E’ in grado di superare la barriera ematoencefalica e la barriera placentare. Alla molecola è stato attribuito un ruolo antiossidante e la capacità di stimolare l’attività di enzimi antiossidanti. La sintesi di melatonina da parte nei monociti e nelle piastrine ha suscitato interesse dei ricercatori ed è stato suggerito che la melatonina potrebbe essere coinvolta nella modulazione delle risposta infiammatoria.

Sulla base dei numerosi ruoli fisiologici svolti nei mammiferi e in altri animali, la presenza della melatonina in diverse piante commestibili ha suscitato un notevole interesse anche in relazione al fatto che è stato dimostrata la sua biodisponibilità. L’assunzione di alimenti che contengono melatonina si riflette infatti in un aumento dei suoi livelli nel sangue.

Quale ruolo potrebbe svolgere la melatonina nei vegetali? Oltre al ruolo antiossidante, si è ipotizzato un effetto regolatore della maturazione. I livelli di melatonina infatti sono piu’ elevati nei frutti maturi come dimostrato nei pomodori. Inoltre uno studio recente ha dimostrato per la prima volta fluttuazioni dei livelli di melatonina durante il giorno in piante di Vitis vinifera cresciute in condizioni ambientali diverse. L’esposizione alla luce provocava una diminuzione di melatonina mentre livelli più elevati si osservavano nelle piante cresciute al buio.

Quali livelli di melatonina troviamo nei vegetali? Da un esame della letteratura emerge che diversi fattori influenzano la sintesi della molecola. I contenuti di melatonina sono espressi in nanogrammi (ng) o picogrammi (pg) per grammo o ml di campione. Qualche dato:

Ciliegie 2-18 ng/g

Pomodori maturi 2,8 ng/g

Uva 5-96 pg/g

Vini spagnoli 50-80 pg/ml

Vini Italiani 0,4-0,5 ng/ml

Olio extravergine 71-119 pg/ml

Negli ultimi anni i livelli di melatonina sono stati quantificati in numerosi alimenti, in frutti d’uva di diverse cultivar (Nebbiolo, Sangiovese, Barbera, Cabernet Sauvignon, Marzemino, Merlot) e in semi vegetali dove sono stati evidenziati livelli tra 2 e 200 ng/g. Altri autori hanno quantificato il contenuto in melatonina in diversi vini. In vini spagnoli e italiani i valori erano compresi rispettivamente tra 50–80 pg/ml e 0,4-0,5 ng/ml con maggiori quantità nei vini rossi rispetto a vini bianchi o distillati come whisky, gin, vodka. Le diverse cultivar dei frutti, fattori ambientali, condizioni di coltivazione e trattamenti post-raccolta potrebbero spiegare le differenze nei livelli di melatonina presenti in diversi tipi di alimenti e di vini. Recenti studi hanno evidenziato la presenza di melatonina anche in diverse birre con concentrazioni comprese tra 52- 169 pg/ml. Di notevole interesse anche la presenza di melatonina nell’olio extravergine.

In conclusione, la molecola della melatonina svolge numerosi ruoli fisiopatologici nell’organismo umano. Come emerge dalla letteratura, i dati raccolti fino ad oggi dimostrano che numerosi alimenti vegetali e loro derivati, sono fonti alimentari di melatonina. L’assunzione di alimenti che contengono melatonina si riflette in un aumento dei livelli nel sangue e tali modificazioni potrebbero avere una rilevanza fisiologica che merita di essere ulteriormente investigata.

PROPRIETÀ :

    http://www.vincenzopiazza.it/melatonina.asp

    https://nutrimenti1.wordpress.com/2011/09/02/la-melatonina-a-tavola/


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    Antinfiammatori e antidolorifici? Meglio prevenzione e fisioterapia…

    BUONE NOTIZIE: Antinfiammatori e antidolorifici? “Quasi completamene inutili” contro il mal di schiena. A dirlo è un team del George Institute for Global Health di Sydney, a seguito di analisi su un campione di 6000 persone che usavano tali farmaci. Stando a questo studio, i benefici apportati sono appena superiori ai placebo; inoltre, i  gravi effetti collaterali quali ulcere gastriche e sanguinamento sono molto diffusi.

    Sempre secondo gli stessi studiosi australiani, anche il paracetamolo – ancora oggi raccomandato come farmaco di prima scelta per il dolore vertebrale – ha scarso effetto analgesico e quasi quadruplica l’incidenza di funzioni epatiche anormali. Blandi pure i benefici degli oppiacei.

    I medici sono concordi nel ritenere molto più efficaci e non nocivi la prevenzione e la fisioterapia.

    http://www.ilpapaverorossoweb.it/article/antinfiammatori-e-antidolorifici-meglio-prevenzione-e-fisioterapia

    MD7