Riflessologia plantare…


La riflessologia plantare è una tecnica mediante la quale si ristabilisce l’equilibrio energetico del corpo, servendosi di un particolare tipo di massaggio che, attraverso la stimolazione e compressione di specifici punti di riflesso sui piedi, relazionati energicamente con organi e apparati, consente di esercitare un’azione preventiva e d’intervento su eventuali squilibri dell’organismo. 

L’esordio della riflessologia plantare viene fatto risalire alle antiche civiltà, soprattutto orientali. Tuttavia, documenti di vario tipo ci indicano che questa tecnica venisse praticata anche dalle civiltà precolombiane e dai pellerossa. La rappresentazione di un feto nel piede è presente in un graffito di 6.000 anni fa scoperto in Valcamonica.

In tempi più recenti, la riflessologia plantare sopravvive, e si sviluppa, grazie a Ivan P. Pavlov. All’inizio del Novecento, per merito di un otorinolaringoiatra statunitense, William Fitzgerald, si cominciano a codificare alcuni concetti in tema di riflessologia plantare. A sviluppare poi i concetti del maestro è soprattutto la fisioterapista Eunice Ingham, oggi considerata la vera fondatrice della moderna riflessoterapia, basata sullo sfruttamento di una mappa dettagliata delle zone riflesse localizzabili sul piede umano.

I piedi sono una struttura delicata, preziosa, fondamentale per una buona qualità della vita, che viene sottoposta a inevitabile sovraccarico quotidiano. Meritano quindi di essere oggetto di attenzione e di venir trattati con cura.

L’esistenza di reazioni riflesse a un contatto è non solo oggetto di segnalazioni attendibili da parte di medici, ma esperienza banale molto comune. Un bel bagno caldo, un buon massaggio ai piedi sono sempre seguiti da una sensazione molto piacevole e rilassante.

La riflessologia plantare aiuta in tre ambiti principali: congestione, infiammazione e tensione. L’obiettivo è quello di eliminare gradualmente, durante le sedute, queste condizioni spesso interconnesse, riuscendo a ripristinare l’equilibrio del corpo. 

Vi sono alcune controindicazioni. La riflessologia plantare evita di trattare donne in gravidanza e durante il ciclo mestruale. È consigliabile effettuare il trattamento lontano dai pasti e si evita di trattare soggetti estremamente agitati o nervosi. 

È indicata  per i dolori più comuni: dal mal di schiena, al mal di testa, al fastidio alla cavità degli zigomi (seni nasali), fino ai problemi alle ginocchia.

Il massaggio riflessologico del piede è anche un ottimo strumento per smettere di fumare o per aiutarsi durante un episodio di insonnia.

Si riescono a combattere problemi quali cistiti, indigestione, cellulite, stress, crampi, artrosi e ansia.

Cure-naturali.it

MD7

Massaggio ayurveda…

ayurvedaLa storia dell’Ayurveda affonda le radici nel periodo vedico, risale cioé al 5000 a.C. o forse ad un’epoca ancora precedente. Ayurveda signica letteralmente conoscenza della vita o scienza del vivere. La parola è composta dai termini ayu, vita e veda, conoscenza. L’Ayurveda fa parte della tradizione e della letteratura vedica che la cultura indiana ha conservato per millenni. Nei quattro veda, Rig, Sama, Yajur e Atharva, troviamo ampi riferimenti a medicine, rimedi, metodi curativi e descrizioni degli organi e delle diverse parti del corpo umano. I testi classici dell’Ayurveda che sono giunti fino a noi, Charaka Samhita e Sushruta Samhita, sono stati redatti nella forma attuale probabilmente intorno al settimo secolo a.C. In questi testi troviamo la storia delle origini dell’Ayurveda e la descrizione di come fu tramandato al genere umano. Nella Charaka Samhita si dice che quando sulla terra comparvero le malattie a ostacolare la vita degli esseri viventi, un gruppo di saggi provenienti da ogni angolo della terra, mossi da compassione per tutte le creature, si riunirono in un luogo propizio sulle pendici dell’Himalaya per trovare un rimedio. Con questo atteggiamento, entrarono in meditazione e trovarono l’aiuto di Indra, Il Signore degli Dei, che li avrebbe istruiti sul modo appropriato per contrastare le malattie. A Indra venne trasmessa questa conoscenza grazie a una catena ininterrotta di maestri risalente a Brahma, il creatore. Fra il gruppo di saggi, Bharadvaja si offrì per andare presso Indra ad imparare l’Ayurveda che ottenne nella forma originale in tre aspetti: Hetu, eziologia o causa della salute e della malattia – Linga, sintomatologia o segni e sintomi di salute o malattia – Aushadha, rimedi per conservare la salute e curare le malattie. Indra espose l’immortale e sacra scienza della vita nella forma del Trishutra Ayurveda, consistente in soli tre principi, ma di incommensurabile vastità. Quindi Bharadwaja espose questa scienza al gruppo di saggi che lo avevano delegato, fra di essi, Atreya Punarvasu espose la sacra scienza della vita ai suoi sei discepoli ognuno dei quali scrisse un trattato di Ayurveda. L’Ayurveda è una scienza delle qualità. Pur vivendole naturalmente ogni giorno, in Occidente poche persone vengono educate a pensare in termini di qualità e a usare le esperienze qualitative in maniera analitica. Per ricorrere all’Ayurveda dovrete interpretare le qualità in voi stessi e nel mondo che vi circonda. Nell’Ayurveda, ogni situazione viene influenzata da elementi sottili e insignificanti.
I veggenti percepivano il mondo in base ai cinque grandi elementi: etere, aria, fuoco, acqua e terra. Il cambiamento di un elemento provoca ripercussioni sugli altri.
Nel creare l’Ayurveda come sistema terapeutico definirono questi elementi in forma più semplificata come tre energie vitali, o dosha. Ogni dosha è la combinazione di due elementi, uno dei quali predomina sull’altro. I nomi in sanscito dei tre dosha sono vata, pitta e kapha.
Tutto nell’universo è composto da cinque elementi. Un antico inno dei Rig Veda così cita gli elementi: Stabilità della terra, Freschezza dell’acqua, Purezza del fuoco, Potere dell’aria, Saggezza dell’etere.

L’Ayurveda è la scienza dell’individuo. Voi siete unici, cioè soltanto voi mostrate di possedere i dosha a modo vostro. La percentuale dei dosha nella vostra costituzione e le qualità che ne derivano sono uniche per ogni individuo, alla pari delle impronte digitali. Anche la mente ha una sua costituzione, in genere strettamente legata a quella fisica.
L’Ayurveda si occupa della vita nella sua totalità e i suoi principi hanno un valore universale che va al di là delle culture e del tempo. La conoscenza dell’Ayurveda, che giunge fino a noi da tempi molto remoti, non è in contrasto con le conoscenze e i sistemi della medicina moderna, può essere invece una valida integrazione ad essa, ma soprattutto è utile per dare un senso e portare a compimento la vita di ogni individuo.
L’Ayurveda è un sistema globale di benessere. I suoi diversi aspetti e modalità d’intervento oltre che trattare le specifiche patologie tendono a sviluppare uno stile di vita equilibrato e quindi preventivo. Alcuni elementi della scienza e della medicina ayurvedica consistono in: alimentazione, riposo e buon uso delle energie; yoga e meditazione; routine quotidiana e stagionale; massaggi; uso di erbe e di spezie; depurazioni; ritiri e buona compagnia

Tipi di Massaggio Ayurvedico

– Samvahanam Abhyangam, massaggio dinamico-rilassante e riequilibrante
– Padabhyangam, massaggio ai piedi e alle gambe
– Thandabhyangam, massaggio alla schiena, compresi glutei e zona lombare
– Shiroabhyangam e Skandhabhyangam, massaggio alla testa e alle spalle
– Mukhabhyangam, massaggio al viso e al collo
– Udarabhyangam, massaggio all’addome
– Mridusamvahanam, massaggio rilassante delicato
– Marma Abhyangam, massaggio sui punti vitali. punti marma
– Anulom Abhyangam, massaggio vascolare arterioso
– Vilom Abhyangam, massaggio vascolare venoso
– Anulom – Vilom Abhyangam, massaggio vascolare arterioso – venoso
– Phenakam Abhyangam, massaggio linfatico
– Sandhi Abhyangam, massaggio articolare
– Shirodhara, trattamento con filo d’olio tiepido che cola sulla fronte per rilassare la mente
– Udvartanam, massaggio con polvere di erbe mescolate a olio
– Udgharshanam, massaggio/sfregamento a secco con polvere di erbe (indicato per persone grasse)
– Potali e Pinda Sweda
– Balabhyangam, massaggio dei bambini da 0 a 3 anni
– Garbhabhyangam, massaggio delle gestanti
– Pichu, applicazione di garze oleate sulla testa
– Gatradhara, olio che cola su tutto il corpo
– Lepanam, impacco medicato su varie parti del corpo
– Padaghat, massaggio con i piedi

Gli effetti che si possono ottenere da un massaggio Ayurvedico sono molteplici: dal riequilibrio alla depurazione.
A secondo del tipo di trattamento che riceviamo, ma anche di come siamo noi in quel momento potremo trarne benefici differenti. Esistono, infatti, tecniche manuali che unite all’utilizzo di particolari oli o farine stimolano la circolazione sanguigna e linfatica, contribuendo all’eliminazione delle tossine e alla riduzione degli edemi.
Il massaggio Ayurveda ritarda il processo di invecchiamento, aumenta la longevità, rilassa la muscolatura, riequilibra e cura il sistema nervoso, migliora la vista, nutre il corpo.
Anche in caso di problemi digestivi, tensioni emotive o ansia l’Ayurveda ci viene in soccorso, perchè riequilibrando i dosha ci regala una sensazione di calma, chiarezza mentale, facilità di sonno e ci aiuta a superare la fatica e lo stress. In oltre migliora il funzionamento del sistema respiratorio ed escretorio.

Controindicazioni

Il massaggio Ayurveda è controindicato in caso di: febbre o influenza in fase acuta, problemi cardiaci gravi, indigestione, diarrea, vomito, primo e secondo giorno del ciclo mestruale, in gravidanza; in quest’ultimo caso può essere utile il massaggio per gestanti. E’ controindicato anche in caso di fratture, flebiti acute, vene varicose gravemente esposte, strappi muscolari, infiammazioni cutanee evidenti, bruciature.

B. Simonetti

MD7

Olio da massaggio…quale usare?

olio 1.png“Una domanda ricorrente tra operatori del benessere e appassionati di trattamenti: Olio di mandorle, di jojoba, di avocado, di sesamo, e molti altri: quale usare?”

Dipende dal trattamento, dal soggetto, dagli obiettivi, dall’eventuale disturbo o malessere che s’intende alleviare.  La scelta del tipo di olio da massaggio resta comunque anche molto soggettiva e dipende oltre che dal tipo e obiettivo del trattamento, e dal tipo di pelle, dalle preferenze personali, di operatore e cliente.

La regola generale è scegliere prodotti naturali, e poiché parliamo di oli, di oli spremuti a freddo (non con solventi!). Il che significa evitare accuratamente i prodotti di produzione industriale. Ancora meglio se hanno anche la certificazione di agricoltura biologica, ma è noto che alcuni piccoli produttori pur offrendo prodotti ottimi non forniscono la certificazione per evitare di caricare ulteriori costi sul prodotto. In questi casi fidatevi di aziende che conoscete personalmente.

Olio di mandorla dolce (Prunus amygdalus)

È uno degli oli base più utilizzati. È leggermente viscoso, viene assorbito dalla cute abbastanza lentamente, ha un odore dolce delicato, un’alta percentuale di acidi mono e polinsaturi e grazie alla presenza di antiossidante superiore ad altri oli, irrancidisce meno facilmente. Nutre la pelle secca e disidratata ed ha funzione emolliente, lenitiva delle infiammazioni, contribuisce a ridurre il prurito associato a dermatite e psoriasi. E’ indicato per ogni tipo di pelle.

Olio di Jojoba (Simmondia chinensis)

L’olio è ottenuto dai semi di un arbusto sempreverde, che cresce negli ambienti aridi di California, Arizona meridionale e Baja di California. Per mezzo della pressione, i semi hanno una resa del 50% per cui è un olio costoso Si ottiene un liquido ceroso: le caratteristiche chimiche sono proprio quelle di una cera le cui proprietà fisiche sono simili a quelle dell’olio delle balena (non è un trigliceride). E’ altamente stabile: non si ossida, non si volatilizza, non irrancidisce, anche se conservato a lungo. L’olio è idratante, nutriente ed emolliente per la cute, ha proprietà antirughe. E’ un ottimo olio vegetale base per gli oli essenziali. Si può usare puro.

Olio di Avocado (Persea americana)

L’olio di avocado si estrae dalla polpa del frutto, mediante spremitura a freddo o centrifugazione. E’ un olio di colore verde intenso, più scuro dell’olio di oliva. Piuttosto pastoso, si può definire scorrevole, ma non unge molto. E’ adatto a tutti i tipi di pelle ma è particolarmente utile per una pelle disidratata, oppure secca o arrossata, e non si desidera che resti unta, è un ottimo rigenerante della pelle. Può anche essere usato per fare un impacco per i capelli secchi prima dello shampoo. Da aggiungere ad un altro olio base in proporzione del 10%-20%.

Olio di Sesamo (Sesamum indicum)

Si ricava dalla spremitura dei semi di sesamo, e viene usato fin dall’antichità, infatti è molto usato anche nell’ambito della medicina Ayurvedica, sia come olio cosmetico sia come olio terapeutico. Ha un colore giallo oro e un sapore leggermente amaro, con una gradevole nota di nocciola; è adatto ad ogni tipo di pelle. Contiene un’alta percentuale di acidi grassi essenziali (es. linoleico), oltre ad antiossidanti come sesamolo e sesamolina. Ha un’azione delicata, riscaldante e disintossicante. Tonico e stimolante della circolazione cutanea è impiegato nel trattamento di diverse problematiche come crampi muscolari, disturbi della circolazione, dermatiti, psoriasi. In aromaterapia, è un ottima base per oli di fiori. Grazie alla buona presenza di antiossidanti, è un olio relativamente stabile e si conserva per lungo tempo (circa un anno e mezzo). E’ un ottimo olio da massaggio, può essere utilizzato puro o anche miscelato ad altri oli (tipicamente all’olio di Jojoba).

Olio di nocciola (Corylus avellana)

E’ un olio di colore giallo ambrato simile all’olio di mandorle ma più fluido, che penetra rapidamente nella cute e non lascia sulla pelle la sensazione di grasso e unto. Ha un odore e un gusto gradevoli. Come l’olio di mandorle, è adatto a tutti i tipi di pelle. E’ ottimo per il massaggio, soprattutto muscolare grazie alla sua azione tonica. Può essere usato puro.

Olio di germe di grano (Triticum “vulgare”)

Olio piuttosto viscoso di colore arancione scuro. Viene apprezzato grazie all’elevato contenuto di vitamina E (tocoferolo, con azione antiossidante) per questo solitamente lo si aggiunge ad altri oli meno stabili. E’ ricco di vitamine liposolubili. Penetrare profondamente a livello cutaneo ed è impiegato come olio antinvecchiamento e ringiovanente. Quest’olio è anche utile nell’affaticamento muscolare, quindi dovrebbe sempre essere incluso nelle miscele per gli sportivi. E’ troppo denso per essere utilizzato da solo, si consiglia di aggiungere il 10% ad altri oli base.

Olio di Macadamia (Macadamia integrifolia)

E’ un olio di semi, lo si ricava dai frutti di un albero australiano, quello da cui provengono le buonissime e preziose “noci di macadamia”. Ha un colore giallo chiaro, è fluido ed ha un odore e sapore particolare che richiama il frutto, vagamente simile alla nocciola. Ancora poco conosciuto è molto interessante e pregiato. È ben assorbito dell’epidermide e non unge la pelle. Possiede proprietà regolatrici sul sistema linfatico e circolatorio. Tra le sue peculiarità segnaliamo che è l’unico olio che contiene un acido presente anche nel sebo (l’acido palmitoleico) per cui ha un’affinità naturale con la cute. E’ un olio emolliente e adatto a pelli secche e invecchiate. Si consiglia l’associazione al 10% con l’olio di mandorle oppure l’olio di nocciola.

Olio di girasole (Helianthus annus)

Si ottiene dalla spremitura dei semi di girasole. L’olio alimentare va bene purché sia spremuto a freddo (attenzione perchè la maggior parte di quelli in commercio sono prodotti industrialmente). E’ un olio giallo-chiaro che contiene un’alta percentuale di acido linoleico (60-65%), acido oleico (20-23%) e vitamina E. Si adatta a tutti i tipi di pelle ed è utile per varie problematiche cutanee. Non è stabile perchè è ricco di acidi grassi polinsaturi, quindi non si conserva a lungo. Si può usare puro.

Olio di Cocco (Cocus nocifera)

La gran parte dell’olio di cocco è solido a temperatura ambiente. E’ un olio praticamente inodore e viene impiegato in aromaterapia perché così non copre gli aromi degli oli essenziali, anche se per usarlo deve essere scaldato leggermente. E’ utile per pelli secche e arrossate o per impacchi ai capelli. Per la sua caratteristica di solidità non è molto usato come olio da massaggio, ma può comunque essere utilizzato al 100%.

Olio di Iperico (Hypericum perforatum)

Per fare questo olio si impiegano le sommità fiorite di Iperico colte nel periodo balsamico che coincide con il solstizio d’estate (la pianta è infatti anche chiamata Erba di San Giovanni). I fiori di iperico dal colore giallo una volta raccolti vengono fatti macerare nell’olio al sole. Si ottiene un olio rosso scuro che ha proprietà ottime per i massaggi. Le caratteristiche del prodotto dipendono in parte anche dall’olio (in genere olio di oliva) in cui vengono fatti macerare i fiori. Quest’olio ha importanti proprietà lenitive e antinfiammatorie cutanee, e viene utilizzato per ferite, abrasioni, infiammazioni cutanee, arrossamenti ma anche irritazioni e lesioni dei nervi. Bisogna usare l’accortezza di non esporsi al sole nelle ore successive al trattamento.

Olio di enotera (Oenothera biennis)

E’ un olio ottenuto dai semi di una pianta originaria del Nord America. Di colore giallo chiaro ha odore e gusto gradevoli. E’ un olio rinomato per il suo alto contenuto di acido gamma-linoleico. Contiene anche vitamine e minerali, ha azione antinfiammatoria e lenitiva. Si usa miscelato ad altri oli (al 10%), come quello di macadamia e di mandorle dolci. E’ un olio molto delicato, sensibile al calore, alla luce e all’ossigeno.

C.Monteverdi, naturopataonline.org

MD7

Contrattura muscolare…

contrattura 1“La contrattura muscolare è una lesione dei muscoli caratterizzata dall’aumento involontario e permanente del tono muscolare (che può durare al massimo 3-8 giorni)”

Fra le varie lesioni muscolari, la contrattura muscolare è quella di più semplice risoluzione e di minore gravità; è infatti una lesione di grado 0 (contrazione del muscolo) meno grave dello stiramento muscolare (lesione di grado 1), della distrazione muscolare (lesione di grado 2) e, ovviamente, delle rotture, lesioni in cui la rottura delle fibre interessa tutto il muscolo.

Le contratture muscolari possono ovviamente colpire chiunque, ma sono un evento particolarmente comune fra coloro che praticano attività sportiva (si parla in questo caso di contrattura muscolare da sport); molto spesso queste lesioni si osservano fra coloro che praticano discipline sportive che prevedono uno sforzo muscolare di tipo esplosivo (è per esempio il caso del baseball, del calcio, del calcetto, della corsa, del rugby, del salto, del sollevamento pesi ecc.); il dolore al muscolo interessato può essere più o meno intenso e influisce negativamente sull’efficienza di quest’ultimo.

I muscoli più frequentemente interessati da contratture muscolari sono i muscoli gemelli, ovvero il gemello mediale e quello laterale, il muscolo soleo, il bicipite femorale e gli altri flessori della gamba, il quadricipite femorale, il sartorio, i muscoli adduttori, il muscolo gracile, il trapezio, i muscoli della zona lombare e dorsale della schiena ecc.; raramente si osservano contratture ai muscoli pettorali.

È opportuno precisare che, attualmente, non sono state ancora definite con assoluta precisione le cause di contrattura muscolare; per certo, soprattutto in ambito sportivo, ma comunque anche in altre situazioni, uno sforzo non adeguato al proprio grado di preparazione può creare diversi problemi, fra cui una contrattura del muscolo.

contratture 3.jpgLe cause di contrattura muscolare, secondo i vari autori, sono molteplici e ognuna di esse dipende da vari fattori (attività praticata, parte del corpo interessata, ambiente in cui il corpo sta lavorando ecc.).

Per quanto riguarda le contratture “non sportive”, sono diverse le occasioni che possono portare alla lesione in questione; molte attività lavorative più o meno frequenti (spostare dei pesi per diverso tempo, falciare un prato, spalare la neve ecc.), per esempio, possono essere causa di contratture muscolari a carico del collo, delle spalle, della schiena ecc.

In diversi casi le contratture muscolari sono legate a una patologia sottostante; il tetano, per esempio, è una grave malattia infettiva che può determinare contratture generalizzate; la peritonite può provocare contratture a carico dei muscoli addominali; altri motivi alla base di una contrattura muscolare sono rappresentati da patologie del sistema nervoso centrale e dalle intossicazioni.

Per quanto concerne invece le contratture muscolari da sport, tra le cause ipotizzate dai diversi autori troviamo:

  • riscaldamento insufficiente;
  • condizioni di fatica, in particolar modo associata a contrazioni eccentriche;
  • problemi anatomici e funzionali come asimmetrie degli arti, difetti posturali, debolezza di alcuni gruppi muscolari, squilibri indotti dall’allenamento (per esempio il potenziamento fatto male) ecc.;
  • eccessiva tensione emotiva che sfocia in un’attivazione troppo elevata.

Se le contratture avvengono con eccessiva frequenza o se la sintomatologia non scompare dopo 10 giorni di trattamento conservativo, è necessario rivolgersi a un fisioterapista o a un esperto massaggiatore per valutare la presenza di un’eventuale sindrome miofasciale. Anche una lesione articolare (come una semplice distorsione) può causare una contrattura muscolare antalgica; in questo caso la risoluzione del problema deve coinvolgere sia la struttura articolare che quella muscolare.

I sintomi sono rappresentati dalla sensazione che il muscolo si opponga all’allungamento rimanendo contratto; il dolore è anche evocato alla palpazione che permette a sua volta, di notare l’ipertonia delle fibre muscolari.

La comparsa dei sintomi avviene spesso con una latenza di 8-24 ore.

albanesi.it

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Massaggio decontratturante…

massaggio 1

“Il massaggio decontratturante mira, così come suggerisce il nome, a combattere le contratture muscolari”

 

La tecnica del massaggio decontratturante è molto efficace ed utilizzata. Esistono diversi corsi di massaggio che si dedicano alla specializzazione in questo tipo di trattamento, in quanto è davvero molto utile ed ha un’azione particolarmente profonda.

Questo trattamento è un massaggio che ha uno scopo ben preciso. Questo significa che ogni terapista agisce al fine di raggiungere un solo particolare obiettivo: il rilascio della tensione cronica della muscolatura che si trova in una specifica area del corpo. Ad ogni modo può anche concentrarsi sul rilassamento muscolare a livello generale, e quindi per tutto il corpo. Tuttavia, lo scopo del massaggio decontratturante è principalmente questo (anche se ovviamente apporta ulteriori benefici).

I muscoli sono costituiti da diverse serie di fasci di fibre, che non sono coinvolte tutte contemporaneamente durante il movimento. Tuttavia può capitare che in determinate condizioni, ad esempio con un lavoro forzato sul muscolo o in caso di problemi ossei, vi sia una sollecitazione anomala delle fibre tale da far apparire il muscolo contratto. Quando la tensione è eccessiva e continua a manifestarsi anche a riposo, in modo simile al crampo, si parlerà di contrattura muscolare.massaggio 2 Si tratta di uno stiramento muscolare che si è trasformato in un successivo indurimento del muscolo stesso. La contrattura è anche la conseguenza di un’azione difensiva che si presenta nel momento in cui un tessuto muscolare viene sollecitato eccessivamente. Perciò il muscolo si contrae e si crea la contrattura, che potrà essere risolta con un massaggio decontratturante. Il massaggiatore andrà a lavorare sulle zone critiche in modo da sciogliere le contratture e stimolare la circolazione sanguigna. Per fare in modo che tutto vada per il verso giusto, il fattore principale di questo trattamento è la pressione. Il terapista farà attenzione nel modificarne l’intensità, in base al problema che si trova al di sotto delle proprie mani.

“La sessione di massaggio ha solitamente una durata di un’ora, in base alla problematica da risolvere e alla modalità di lavoro del professionista. È possibile che dopo la seduta, il paziente si senta dolorante per qualche giorno”

Tuttavia, anche se non è semplice da distinguere, il dolore post massaggio, sarà diverso dal dolore pre-massaggio: quello percepito dopo il massaggio, sarà simile a quello che proviamo dopo un intenso allenamento.

Le manovre e la pressione eseguite durante questo massaggio, faranno in modo che i tessuti vadano ad espellere i prodotti di scarto e l’acido lattico presenti nella zona contratta.

Solitamente, dopo il massaggio, il terapista consiglia al paziente di bere molta acqua, in quanto essa aiuta a trasportare gli scarto fuori dal nostro organismo. Inoltre potrà dare qualche ulteriore indicazione per alleviare il dolore successivo e, solitamente, si limiterà a consigliare l’applicazione di ghiaccio.

Ad ogni modo, anche se può sembrare che la condizione fisica sia peggiorata dopo un massaggio decontratturante, in realtà sarà avvenuto il contrario, e il dolore sparirà completamente dopo qualche giorno.

La cosa importante da sapere è che un massaggio decontratturante non può eliminare tutte le contratture presenti nel corpo in un’ora. Infatti, soprattutto per quanto riguarda i problemi cronici, il suggerimento è quello di sottoporsi a dei cicli di massaggio, abbinati ad esercizi generici, di postura ed utilizzo di tecniche di rilassamento.

greenstyle.it, zoneriflesse.it

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Massaggio… Un antica arte

massaggio 1“Rappresenta la più antica forma di trattamento medico”    Il ricorso al massaggio, per eliminare la fatica, alleviare il dolore, rilassare e consentire una più facile applicazione di oli e unguenti sulla pelle, si perde nella notte dei tempi.

Massaggio è una parola che ha origini curiose: c’è chi sostiene la sua derivazione dal greco “massein”ossia maneggiare, impastare, modellare; altri invece sostengono la sua derivazione dall’ebraico masech, esercitare pressione, oppure dall’arabo “mashes” che significare premere, frizionare.

In generale si tende a considerare come inizio della sua evoluzione il tempo degli antichi greci e romani, ma le prime descrizioni riguardanti trattamenti che possano ricondursi a quello che noi intendiamo oggi come massaggio sono da farsi risalire anche a 7000 anni fa, più precisamente al popolo cinese e a quello indù. Si parla di massaggio infatti già nel testo cinese Cong-Fou, e nel 4° libro dei testi sacri indiani dell’Ayur-Veda.

Molte altre antiche culture come i Maya, Hawaiana, Inca, avajo e Cherokee, utilizzavano il massaggio come tecnica di guarigione dalle malattie e come mezzo di prevenzione.

Gli egiziani all’epoca di Cleopatra amavano farsi massaggiare immersi in acque profumate e il massaggio veniva considerato arte sacra al pari dei riti religiosi e divinatori.

Più recentemente, nell’antica Grecia, Omero poeta greco dell’VIII sec. a.C. nell’Odissea parla del massaggio come di un trattamento terapeutico per il recupero della salute dei guerrieri e, all’inizio del V secolo a.C. il padre della medicina come la conosciamo oggi, Ippocrate, descrisse in molti suoi scritti i benefici del massaggio, o”anatripsis” e la sua arte, in particolare ricordiamo una sua affermazione: “il medico deve avere molteplici esperienze, ma deve conoscere sicuramente l’arte del massaggio”. Inoltre inquadrò il massaggio, insieme all’alimentazione corretta, l’aria fresca, bagni e idroterapia, musica, amici e riposo, come panacea per tutti i mali.

Sempre in Grecia si fece la prima distinzione tra massaggio sportivo e massaggio terapeutico: il primo era legato principalmente ai giochi, mentre il secondo era legato alla medicina e ai rituali di guarigione nei templi.

Arrivando ai romani ricordiamo l’utilizzo del massaggio utilizzato per le cure, la bellezza e il rilassamento degli ospiti nelle terme.

Asclepiade, medico di origine greche trasferitosi a Roma per praticare e insegnare medicina, scrisse nel suo libro “L’Evoluzione della Medicina Moderna” come grazie a un massaggio risvegliò un uomo apparentemente morto.

Un altro medico romano, Celsio, all’inizio dell’età cristiana era convinto che si dovesse massaggiare il proprio corpo più volte al giorno, possibilmente all’aria aperta sfruttando anche il Sole.

Si narra che Giulio Cesare era solito farsi massaggiare tutti i giorni per trovare sollievo dai dolori dell’emicrania e delle nevralgie dovute all’epilessia, mentre Plinio il Vecchio, noto naturalista, parla in una sua lettera all’imperatore, di come fosse stata salvata la sua vita da un medico grazie all’utilizzo di un massaggio. Infine anche Avicenna descrisse l’importanza delle tecniche manuali contro i dolori nei suoi scritti.

Uno dei più importanti medici del tempo, Galeno, vissuto durante il regno dell’imperatore Marco Aurelio, dedicò molto del suo tempo alla stesura di diversi testi riguardo le tecniche di massaggio.

Purtroppo durante per periodo buio del medioevo ogni forma di contatto col corpo viene abbandonata, perché peccaminosa; così anche l’arte del massaggio rimase dimenticata per diverso tempo fino al rinascimento, dove risorse e raggiunge il suo massimo splendore nel XVII secolo per mano del medico svedese Henrik Ling, che codificò la maggior parte delle tecniche utilizzate.

Questo valeva per l’Occidente, mentre in Oriente e Medio Oriente la cultura degli Hammam fu introdotta da Maometto nel mondo mussulmano: investito di significato religioso, il massaggio divenne parte del rito di purificazione.

All’inizio l’ingresso in questi luoghi fu vietato alle donne, ma quando divenne evidente il valore in termini di salute, fu aperto anche a quest’ultime: si arrivò anche al diritto di divorziare se l’uomo impediva la partecipazione della propria moglie a questo luogo sociale. Sherazade, la bellissima narratrice di “Le mille e una notte” raccontava come una città poteva definirsi così solo se possedeva un Hammam.

Ai primi dell’800 l’insegnante di ginnastica svedese Peer Ling fu la prima sistematizzazione tecniche di massaggio con tecniche di mobilizzazione ed esercizi fisici. Non per niente è per questo che il massaggio di base viene ancora oggi indicato anche come massaggio svedese.

Arrivando alla fine del XIX secolo il massaggio in tutte le sue forme e applicazioni cominciò ad essere utilizzata sempre a livello medico fino alla fondazione nel 1894, per mano di 8 persone, della Society of Trained Masseur, la cui pratica era l’antesignana dell’attuale massoterapia.

In Italia Farneti nel 1920 fondò la prima scuola con molti corsi di massaggio, in particolare per far fronte all’esigenza di curare i mutilati della Seconda Guerra Mondiale e anche per dare lavoro ai non vedenti.

La storia del massaggio si perde nella notte dei tempi e il suo utilizzo per lenire il dolore, la sofferenza o per eliminare la fatica e rilassare è probabilmente precedente a qualsiasi altra tecnica di cura, la prima forma di terapia mai utilizzata dall’uomo.

L’istinto ha portato naturalmente qualsiasi uomo primitivo a utilizzare il massaggio come metodo terapeutico proprio per la sua azione analgesica e lenitiva del dolore: si trovano prove del suo utilizzo in praticamente tutti gli angoli del mondo, ma è probabilmente in Cina che si trovano i più antichi documenti e trattati sulle tecniche manipolative.

L’Ayurveda,massaggio 3 scienza indiana, utilizza tra i suoi mezzi, tra cui l’alimentazione e lo yoga, il massaggio per mantenere e ritrovare il proprio benessere ed equilibrio psico fisico, come anche la medicina tradizionale cinese vede il massaggio tra i suoi migliori mezzi per combattere dolori e malattie e per fare prevenzione.

Anche la Thailandia integra nelle proprie pratiche mediche le tecniche manuali, mentre in Nepal da millenni vengono massaggiati i neonati, come primo contatto d’amore, per aiutarli nello sviluppo psicomotorio, oltre a favorirne il riposo.

Il percorso e l’evoluzione del massaggio è durata migliaia di anni fino a quanto i progressi della medicina moderna e della tecnologia non sono riuscite ad accantonare quelle che fino al XX secolo era la prima forma di cura.

Fino a qualche anno fa i popoli considerati civilizzati si sono trattati praticamente solo con l’uso di farmaci, ma negli ultimi tempi è stato riscoperto il valore terapeutico e benefico del contatto umano.

Il motivo di questa rinascita è da ricondursi alle condizioni estreme di stress che viviamo ogni giorno e alle situazioni, gli impegni e le responsabilità che ci impone la nostra società attuale.

Dopo anni anche le ricerche scientifiche hanno dimostrato come il massaggio sia una terapia efficace in molto discipline, sia nella riabilitazione, sia nella prevenzione che in ambito sportivo ed estetico.

iobenessere.it

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