Probiotici, importanti batteri amici…

Recenti studi hanno dimostrato che la costante assunzione di probiotici, di alta qualità, apporta benefici anche nei casi di Sensibilità Chimica Multipla riducendone i sintomi.

Angela su suggerimento del prof che segue la sua malattia (MCS) assume probiotici da circa tre mesi. Per chi fosse interessato ad un confronto di esperienze può scrivermi in privato..

Riporto un interessante articolo:

…”​I probiotici sono microrganismi, come batteri o lieviti, che contribuiscono a migliorare la salute. Si possono trovare sotto forma di integratori oppure direttamente negli alimenti. L’idea di assumere batteri vivi o lieviti può sembrare alquanto strana, ma dopo tutto assumiamo antibiotici ed utilizziamo sostanze antibatteriche per combattere i batteri “nemici”. Inoltre, nel corpo umano è presente una elevata quantità di tali organismi.

Per esempio, l’apparato digerente ospita più di 500 diverse specie batteriche. Esse contribuiscono a mantenere i rivestimenti intestinali sani e a scindere il cibo ingerito. Si ritiene, inoltre, che questi organismi benefici siano di aiuto nel regolare una sana risposta immunitaria.

Qual’è la funzione dei probiotici?

I ricercatori ritengono che alcuni disturbi digestivi siano il risultato dello squilibrio dei batteri “amici” che si trovano nell’intestino. Questo può accadere a seguito di una infezione o dell’assunzione di antibiotici. L’insorgere di problemi intestinali può essere anche causato dal danneggiamento del rivestimento intestinale. Introdurre, quindi, nuovi organismi benefici sotto forma di probiotici può essere di grande aiuto.

I probiotici contribuiscono a migliorare il funzionamento intestinale e a preservare l’integrità della mucosa che riveste l’intestino. Questi organismi “amici” possono anche essere di aiuto nel contrastare gli organismi che causano diarrea.

I probiotici e il sistema immunitario

Esistono prove certe che attestano la capacità dei probiotici di contribuire al mantenimento di un sistema immunitario forte. Nelle società ove il livello di igiene è elevato, si è assistito ad un notevole incremento delle malattie autoimmuni e delle allergie. Questo può essere dovuto al fatto che il sistema immunitario non viene adeguatamente messo alla prova da organismi patogeni. Introducendo batteri “amici” sotto forma di probiotici è possibile mettere alla prova il sistema immunitario in modo salutare.

Anche se le prove non sono ancora definitive, i ricercatori affermano che esistono dati sufficienti in grado di comprovare l’efficacia dei probiotici in caso di diverse malattie specifiche. Nel 2008, un gruppo di esperti della Yale University ha esaminato le ultime scoperte al riguardo ed ha concluso che i probiotici sono più efficaci in caso di:

  • diarrea infantile acuta
  • prevenzione della diarrea associata all’assunzione di antibiotici
  • prevenzione della pouchite (una infiammazione intestinale che può insorgere a seguito di un intervento chirurgico intestinale)
  • regolazione del sistema immunitario
  • trattamento e prevenzione dell’eczema associato all’allergia al latte vaccino

L’intero gruppo di esperti della Yale University ha inoltre concluso che i probiotici possono essere utili in altri modi, anche se le prove raccolte finora al riguardo sono meno convincenti. Questi includono:

  • prevenire la diarrea infantile
  • trattamento della diarrea causata dal batterio Clostridium difficile, che può infettare il colon

I probiotici possono essere utili anche in modi inaspettati. Uno studio pubblicato nel 2010 afferma che i probiotici sono in grado di ridurre il rischio di problemi tipicamente infantili, come infezioni alle orecchie, mal di gola, raffreddore e malattie diarroiche. Lo studio ha preso in esame 638 bambini dai 3 ai 6 anni in asili/scuole. I bambini che hanno assunto una bevanda allo yogurt contenente un probiotico, hanno presentato il 19% di probabilità in meno di essere colpiti da un’infezione.

Avvertenze per l’utilizzo dei probiotici

Di norma, l’assunzione dei probiotici è sicura e comporta pochi effetti collaterali. Il consumo di alimenti contenenti colture vive come yogurt, formaggi e altri cibi è praticato da secoli in diverse culture del mondo.

Tuttavia, l’assunzione di integratori di probiotici può essere pericolosa per le persone con sistema immunitario indebolito o che soffrono di malattie gravi. Uno studio ha scoperto che i pazienti con pancreatite grave, ai quali erano stati somministrati probiotici, presentavano un rischio maggiore di decesso. Sono comunque necessari ulteriori studi riguardo l’uso dei probiotici nei bambini piccoli e negli anziani.

Qual’è la fonte migliore di probiotici: integratori o alimenti?

I probiotici sono disponibili in molte forme: polveri, compresse, capsule e alimenti come yogurt e bevande a base di latte e derivati. Gli esperti affermano che non è importante la forma con la quale vengono assunti, a patto che essa contenga una quantità sufficiente di organismi vivi che possa iniziare a proliferare nell’intestino. Gli esperti asseriscono inoltre che la dose efficace può variare da un minimo di 50 milioni ad un massimo di 1 trilione di cellule vive per dose.

Alcuni organismi probiotici specifici sembrano essere utili in caso di patologie particolari. E’ stato dimostrato, infatti, che il batterio Lactobacillus GC e il lievito Saccharomyces boulardii sono utili in caso di diarrea infettiva infantile. Ma non esiste prova certa che il Lactobacillus acidophilus, utilizzato in molte marche di yogurt, possa portare benefici in caso di diarrea.

Consigli su come scegliere un integratore di probiotici

Il miglior consiglio è quello di scegliere prodotti di aziende note ed affidabili che siano stati testati scientificamente. Gli integratori sicuri devono riportare il nome specifico degli organismi presenti nel probiotico e la quantità di organismi presente in una singola dose. Molti integratori forniscono anche informazioni circa gli studi scientifici utilizzati per le loro raccomandazioni.”…

Fonti

  • Williams N., American Journal of Health System Pharmacy, marzo 2010, vol. 67, pagine 449-458
  • Guarner F., Digestive Diseases, vol. 27, pagine 411-416
  • Floch M., Journal of Clinical Gastroenterology, luglio 2008, vol. 42, pagine S104-S108
  • Merenstein D., European Journal of Clinical Nutrition, maggio 2010
  • Besselink M., Lancet, vol. 371, pagine 651-659, 2008
  • Sanders M., Functional Food Reviews, 2009


http://www.oldeconomy.org/2011/06/probiotici_limportanza_dei_batteri_amici.html

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Grano duro PERCIASACCHI. ..

http://www.latavolaitaliana.org/it/prodotti/farina-di-grano-duro-perciasacchi/

La farina di grano duro Perciasacchi o Farro Lungo viene prodotta da un grano antico autoctono siciliano ed è particolarmente adatta per la panificazione.

Descrizione

Questa farina è prodotta mediante macinazione a cilindri della cultivar di grano duro Perciasacchi, che rientra nella categoria dei grani antichi autoctoni siciliani. Si presenta di colore giallo, grazie alla presenza di carotenoidi, con una granulometria fine, che ricorda la farina bianca di grano tenero.

Metodo di produzione

Il grano Perciasacchi si presta molto bene alla coltivazione in biologico, in quanto, essendo una cultivar che si è adattata nel corso dei secoli all’ambiente siciliano, non richiede l’ausilio di  fertilizzanti chimici. Inoltre, grazie alla sua altezza (1,5- 1,8 m), riesce ad avere la meglio sulle erbe infestanti senza l’ausilio di erbicidi chimici.

Non avendo subito alterazioni genetiche,  il sapore, gli aromi ed i contenuti nutrizionali di questo prezioso grano si sono preservati inalterati nel tempo.

La farina di Perciasacchi viene prodotta  attraverso una doppia molitura a cilindri, con lo scopo di ridurne la granulometria. I cilindri, che hanno una superficie liscia, vengono regolati in modo da non esercitare un’elevata pressione e danneggiare il prodotto finale.

 

Proprietà

La farina di grano duro Perciasacchi, da un punto di vista nutrizionale presenta caratteristiche proprie dei Grani antichi, fortemente influenzate dal territorio di coltivazione: la Sicilia.

Bassi livelli di micotossine, molecole termoresistenti prodotte dai miceti, la cui azione sull’organismo umano può avere carattere tossico e provocare danni a livello di diversi organi e tessuti (fegato, sistema gastro-enterico, rene, sistema immunitario, ecc.)

Glutine di qualità diversa, rispetto ai grani moderni per le proprietà viscoelastiche. Un glutine meno elastico e meno tenace che riduce la resa in termini di attitudine panificatoria, ma che allo stesso tempo risulta meno tossico per l’organismo umano, così da poterne ipotizzare l’inserimento nel regime alimentare degli individui che soffrono di Gluten sensitivity, ma non nella dieta degli individui affetti da celiachia.

Indice glicemico inferiore rispetto ai prodotti derivati dal frumento tenero, divenendo quindi ottimi alleati qualora si vogliano introdurre con la dieta carichi glicemici costanti nel tempo.

Utilizzo in cucina / Abbinamento

Questa farina, grazie alla granulometria fine, si presta molto bene per la panificazione.

Conservazione

La farina di grano duro Perciasacchi va  conservata in luogo fresco e asciutto, lontano da luce e fonti di calore.  In condizioni ideali, questa farina  si può conservare per più di 1 anno.

Storia

Il grano Perciasacchi (letteralmente buca sacchi) deve il suo nome alla forma appuntita della cariosside che bucava i sacchi di juta in cui era contenuto durante il trasporto.  Le caratteristiche di questo grano sono molto simili al grano Khorasan (meglio conosciuto come Kamut), con la differenza che si tratta di un grano autoctono siciliano che non deve essere trasportato all’interno delle stive delle navi con alte probabilità di sviluppo di micotossine. È un grano molto resistente alla siccità, adatto alle coltivazioni in paesi caldi e secchi, per questo motivo prese piede nelle regioni del sud Italia come la Sicilia.

L’utilizzo della farina di grano duro per la panificazione è una tradizione delle regioni del sud Italia, che permette di ottenere un pane a pasta gialla molto saporito e profumato.

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Miso, proprietà e come si usa?…

…”​In Asia il miso rappresenta un piatto cult della tradizione culinaria, onnipresente sulle tavole al pari e forse anche più della nostra pastasciutta. Chi ama la cucina giapponese e ne frequenta abitualmente i ristoranti, avrà certamente notato come i menu propongano sempre la zuppa di miso soprattutto come apertura di pasto.”
…”Il miso è un condimento molto, molto antico, di origine tutta naturale e derivante dalla fermentazione (lunga fino a due anni ed operata dal fungo Aspergillus oryzae) dei semi di soia gialla e di sale marino, a cui si possono aggiungere cereali come orzo e riso. “

http://www.viversano.net/alimentazione/mangiare-sano/miso/

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Sostituire il WI con il più sicuro cablaggio via cavo o con la tecnologia Power line comunication PLC…

Nel fitto sottobosco della giungla normativa s’annida una disposizione silenziata e misconosciuta, attesa però da tempo dal fronte precauzionista allarmato dai pericolosi effetti non termici dell’elettrosmog. E’ contenuta nel decreto d’inizio anno firmato dal ministro dell’Ambiente Galletti per il Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione. E praticamente sfuggita a tutti: al punto 2, nella parte dedicata all’inquinamento elettromagnetico indoor (2.3.5.4.) sui ’criteri ambientali minimi per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione’ di edifici pubblici, la decretazione rivoluzionaria recita infatti: “Al fine di ridurre il più possibile l’esposizione indoor a campi magnetici ad alta frequenza (RF) dotare i locali di sistemi di trasferimento dati alternativi al wi-fi, es. la connessione via cavo o la tecnologia Powerline Comunication (PLC).”…
http://www.ultimavoce.it/sostituire-rischioso-wi-fi-col-piu-sicuro-cablaggio-legge-nessuno-lo-sa/
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Approvata legge sull’endometriosi. Consiglio Regionale del Piemonte..

Uno strumento per aiutare le donne a far fronte all’endometriosi, una malattia femminile tanto diffusa quanto difficile da diagnosticare che colpisce le donne in età riproduttiva. Nella seduta di martedì 27 giugno, infatti, l’Assemblea regionale ha approvato all’unanimità la legge “Disposizioni per la prevenzione delle complicanze, la diagnosi, il trattamento e il riconoscimento della rilevanza sociale della endometriosi”, frutto della sintesi di tre proposte di legge presentate rispettivamente dai gruppi Pd, FI e FdI.

Il provvedimento era stato incardinato nel corso della seduta del 20 giugno con l’illustrazione dei relatori di maggioranza Valentina Caputo (Pd) e di minoranza Franco Graglia (FI) e Maurizio Marrone (FdI) 

“Anche il Piemonte, dopo un percorso condiviso iniziato quasi due anni fa – ha sottolineato la consigliera Caputo (Pd) esprimendo soddisfazione per il lavoro svolto in Commissione – ha finalmente una legge che tutela le donne affette da endometriosi, patologia cronica e spesso progressiva che causa danni alla salute della donna e che spesso è anche motivo di infertilità”.

Anche i relatori di minoranza hanno espresso soddisfazione per l’esito felice dell’iter del provvedimento.

“Si tratta di una malattia ancora troppo poco conosciuta – ha dichiarato il consigliere Graglia (FI) – anche se recentemente, a livello nazionale, è stata inserita nell’elenco delle patologie croniche e invalidanti con l’aggiornamento dell’elenco delle prestazioni erogabili nell’ambito dei livelli essenziali di assistenza. Abbiamo reso onore e dignità alle donne, e questo mi rende particolarmente orgoglioso”.

“La mia proposta – ha osservato il consigliere Marrone (FdI) – già mirava al riconoscimento dell’endometriosi e all’istituzione di un registro regionale. La proposta che stiamo per approvare va oltre creando un vero e proprio osservatorio che darà piena cittadinanza alle tante pazienti colpite da tale patologia e finalmente creerà anche una sensibilizzazione per curare meglio le tante donne che ne hanno bisogno”.

La legge – in particolare – prevede che la Giunta regionale approvi le linee guida per il percorso diagnostico-terapeutico multidisciplinare e per il controllo periodico delle pazienti affette da endometriosi, proposte da un Osservatorio regionale sulla malattia, e individui le strategie per realizzare i programmi predisposti dall’Osservatorio stesso concernenti l’aggiornamento del personale medico preposto alla diagnosi e alla cura dell’endometriosi. Compito della Giunta è anche l’individuazione di centri regionali di riferimento. Il provvedimento prevede anche una maggiore partecipazione delle associazioni che si occupano di tale malattia attraverso il loro coinvolgimento nelle campagne di informazione riguardanti i percorsi terapeutici e di prevenzione.

Il dibattito generale

Nel corso del dibattito generale sono intervenuti i consiglieri del M5s Davide BonoGiorgio BertolaMauro CampoFrancesca FredianiFederico Valetti e Stefania Batzella, cha hanno ribadito l’importanza di tutelare le donne affette da endometriosi ed evidenziato, con sfumature diverse, alcune debolezze della legge soprattutto per quanto riguarda l’assenza di finanziamenti per la prevista formazione degli operatori sanitari e per l’esenzione parziale o totale per i casi di endometriosi al I e al II stadio, quelli iniziali che – a differenza di quelli al III e IV stadio, parzialmente a carico del Sistema sanitario – non sono inseriti nei livelli essenziali di assistenza.

Il consigliere Paolo Allemano (Pd) ha dichiarato che “la legge non va vista tanto come un intervento puntuale su una patologia specifica quanto come un modo per valorizzare il ruolo della rete sanitaria regionale così da agire in modo coordinato e non lasciare sole, di fronte a una malattia fortemente invalidante, le donne che ne soffrono. La qualità delle cure non ha come unico indicatore l’impegno di spesa”.

L’assessore alla Sanità Antonio Saitta ha sottolineato che nella Sanità piemontese esistono diverse reti, tipo quella oncologica, che non trovano finanziamenti diretti nel bilancio. Istituire una rete, infatti, vuol dire creare un modello tecnico-scientifico per far fronte a una patologia e solo quando, sulla base della valutazione dei tecnici, si darà vita a un piano di attuazione si valuteranno anche gli interventi da finanziare.

Prima della votazione finale della legge l’Aula ha approvato all’unanimità dei votanti un ordine del giorno, presentato dai relatori della legge per impegnare la Giunta regionale “esaurita una prima fase di attuazione e di valutazione del provvedimento normativo, a individuare adeguate risorse da destinare alla formazione nonché all’aggiornamento del personale sanitario e alle campagne d’informazione indirizzate alle pazienti e di educazione sanitaria rivolte alla popolazione”.

http://www.cr.piemonte.it/web/comunicati-stampa/comunicati-stampa-2017/441-giugno-2017/7134-approvata-la-legge-sull-endometriosi

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Rooibos-tè rosso africano…

Il rooibos, noto anche con il nome di redbush o tè rosso africano, è un infuso ricavato dalle foglie dell’omonima pianta, appartenente alla famiglia delle leguminose. Il termine rooibos significa “arbusto rosso” e deriva dall’afrikans, una delle lingue ufficiali del Sudafrica. Questa specie vegetale cresce soltanto nella regione del Cederberg. I primi a preparare la bevanda e godere dei suoi benefici sono stati i nativi del luogo.

Le prime importazioni del rooibos in Europa avvennero grazie all’intervento di un colono sudafricano di origine russa che diede inizio alla sua produzione su larga scala. Da quel momento in poi il rooibos iniziò a diffondersi in tutta l’Africa e nel resto del mondo. È tuttora considerata come la bevanda nazionale del Sudafrica.

Ma cosa rende il tè rosso africano così speciale? Il rooibos è in apparenza molto simile ad un tè qualsiasi. La bevanda si ottiene mettendo in infusione in acqua bollente le foglie di rooibos, che sono state precedentemente essiccate e triturate. La preparazione tradizionale prevede la raccolta di foglie e ramoscelli, che vengono sminuzzati con pestelli di legno, e la loro successiva fermentazione. Dall’infusione si ottiene un liquido dal colore rosso ambrato e dal sapore naturalmente dolce. Per gustare a pieno il rooibos bisognerebbe berlo senza zucchero.

A differenza del tè nero e del tè verde, il rooibos è naturalmente privo di caffeina. Inoltre il suo contenuto di tannini è molto basso e ciò permette alla bevanda di mantenere il proprio sapore dolce anche se non la consumate immediatamente o se la dimenticate in infusione. Il rooibos si caratterizza per la presenza di sostanze naturali importanti per l’organismo, come vitamina Cmagnesio, fosforo, ferro, zinco e calcio.

Studi scientifici condotti dall’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione hanno comprovato che il contenuto di sostanze antiossidanti del rooibos è pari a quello del tè nero e del tè verde. Ad un’ora dall’ingestione del rooibos si ha nel nostro organismo una crescita significativa delle sostanze atte ad agire contro la formazione dei radicali liberi. Ciò rende il rooibos un elisir di lunga vita completamente naturale, adatto anche a chi è sensibile agli effetti collaterali della caffeina.

Sono state inoltre recentemente scoperte le sue proprietà antivirali, che aiutano il sistema immunitario ad agire rapidamente per combattere le infezioni. Ciò lo rende adatto anche ai bambini, che possono beneficiare dell’assunzione della bevanda in caso di nausea e disturbi allo stomaco e all’intestino per via delle sue proprietà antispasmodiche e digestive. Il suo contenuto di calcioassicura la corretta formazione di denti ed ossa nei più piccoli. Lo zinco agisce invece rafforzando unghie e capelli.

Il rooibos non contiene acido ossalico, può essere quindi consumato anche da chi soffre di calcoli. Sono stati dimostrati i suoi effetti positivi contro l’ipertensione ed il suo contenuto calorico è pari a zero, qualità che lo rende adatto a anche a chi si trova a seguire un regime alimentare controllato. Il rooibos può essere bevuto freddo. In estate costituirà quindi un’ottima bevanda dissetante.

In commercio è possibile trovare rooibos puro o aromatizzato, sfuso o in bustine. Se lo acquistate sfuso, vi basterà mettere in infusione un cucchiaino di foglie per ogni tazza che desiderate preparare. Potete realizzare un rooibos aromatizzato fai-da-teaggiungendo al vostro infuso un pezzetto di cannella o delle scorze di agrumi. Ora che ne conoscete la storia e tutte le molteplici proprietà, non vi resta che assaggiarlo.

https://www.greenme.it/mangiare/altri-alimenti/5748-rooibos-te-rosso

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