Esaurimento emotivo…

L’esaurimento emotivo è uno stato sovraccarico di stress. In questo caso, parliamo non solo di eccesso di lavoro, ma anche di assumere conflitti, responsabilità o stimoli emotivi o cognitivi.

L’esaurimento emotivo non arriva in un momento particolare. È un processo che avviene lentamente, finché la persona “collassa”.

Questo crollo si traduce in paralisi emotiva, depressione profonda o malattia cronica. La vita di una persona si sgretola, perché letteralmente non ce la fa più.

Sebbene l’esaurimento emotivo sia avvertito come affaticamento mentale, di solito è accompagnato da una grande stanchezza fisica.

Quando ciò accade, c’è una sensazione di peso, di incapacità di andare avanti. Cadiamo, quindi, in un’inerzia dalla quale è difficile uscire.

L’esaurimento emotivo nasce perché c’è uno squilibrio tra ciò che diamo e ciò che riceviamo. Coloro che ne sono vittima, danno tutto ciò che possono di loro stessi, sia al lavoro, a casa, nelle relazioni o in qualsiasi altro campo.

In generale, questo si verifica in situazioni dove c’è una grande richiesta, che a sua volta, a quanto pare, richiede grandi sacrifici.
Ad esempio, in un lavoro in cui vi è un alto rischio di licenziamento. O in una casa i cui membri sono pieni di problemi e richiedono attenzione. Anche quando abbiamo una relazione conflittuale o con serie difficoltà.

La cosa comune è che la persona sfinita non ha tempo per se stessa. Né riceve riconoscimento, affetto o considerazione sufficiente.

Si annulla tutto il tempo. Come se non avesse bisogni, o come se fosse più forte degli altri e potesse gestire tutto.

Prima che l’esaurimento emotivo si manifesti, ci sono alcune indicazioni che lo annunciano. Questi sono segni a cui, in generale, non viene data molta importanza. Se li notiamo, misure precauzionali, possono essere prese in tempo.

Stanchezza fisica

Insonnia

Irritabilità

Mancanza di motivazione

Distensione affettiva

Dimenticanza frequente

Difficoltà nel pensare

Il modo migliore per superare l’esaurimento emotivo è, naturalmente, il riposo.
Bisogna trovare il tempo libero per rilassarsi e stare calmi.

Le persone che chiedono troppo a se stesse, spendono anni senza, ad esempio, prendere una vacanza.
Questo non può accadere, porta solo alla stanchezza cronica.
Quindi è una buona idea prendersi qualche giorno libero per rilassarsi e recuperare.

Un’altra soluzione è lavorare per costruire un diverso atteggiamento verso gli obblighi quotidiani.

Ogni giornata dovrebbe includere gli orari da dedicare agli appuntamenti, ma anche ai momenti di riposo e svolgere attività gratificanti.
Dobbiamo mettere da parte le ossessioni della perfezione o della realizzazione.

Infine, è molto importante diventare consapevoli di noi stessi.
Per questo, niente di meglio che passare un momento ogni giorno per stare da soli.

Respirare, riconnettersi con ciò che siamo e ciò che vogliamo. È essenziale sviluppare un atteggiamento di comprensione e gentilezza verso noi stessi. Altrimenti, prima o poi, ci sarà impossibile andare avanti.

https://www.giornodopogiorno.org/2018/08/08/esaurimento-emotivo-la-conseguenza-per-aver-cercato-di-essere-forte-in-ogni-momento/

MD7

Detergenti per le pulizie dannosi come 20 sigarette al giorno…

https://larep.it/2r8cLgy

…”NON IMPORTA che sia per lavoro o tra le mura domestiche. L’esposizione alle sostanze contenute in spray detergenti e altri prodotti per le pulizie potrebbe potrebbe, anno dopo anno, provocare danni piuttosto consistenti alle vie aeree e ai polmoni. A dimostrarlo è uno studio norvegese dell’Università di Bergen che sulle pagine dell’American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine racconta come le donne – nel campione studiato molto più rappresentate degli uomini – che usano regolarmente questi detergenti sembrerebbero sperimentare nel tempo un declino accelerato della funzionalità polmonare rispetto a quelle che non svolgono alcuna attività di pulizia. Un declino, spiegano i ricercatori, paragonabile a quello di un tabagista che fuma circa 20 sigarette al giorno, ma con un effetto minore.”…

MD7

Distacco emotivo…

A furia di dover fare i conti con situazioni complicate, impariamo a mantenere una certa distanza a livello emotivo, a gestire il nostro malessere e a riflettere bene prima di prendere una decisione. Come per tutto nella vita, imparare a farlo è questione di tempo ed esperienza. Molta esperienza.

Potremmo quindi dire che il distacco emotivo è un codice non scritto che ci permette di vedere e sentire le cose in modo diverso, perché ci concediamo del tempo per far sì che emozioni come la rabbia, perdano la loro forza. In questo modo, riusciamo a dare spazio ad altri sentimenti, che ci permettono di comprendere con più chiarezza ciò che pensiamo davvero e come vogliamo agire.

Rispondere in questo modo alle situazioni complicate è necessario per riuscire a gestire al meglio le nostre emozioni, e far sì che le nostre azioni siano coerenti con le nostre emozioni.

Di che cosa abbiamo bisogno per praticare il distacco emotivo?

Ma come possiamo mantenere un certo distacco emotivo di fronte ad alcune situazioni? Non esiste una formula magica che ci dia la risposta, perché dipende sempre da molti fattori personali, dalle circostanze, e dalle relazioni che ci sono in gioco.

Ci sono persone che sono entrate così dentro di noi che prendere le distanze dalle emozioni che ci generano è, senz’altro, uno dei compiti più complicati da portare a termine. A volte, però, è necessario, per mettere insieme i pezzi e vedere il puzzle completo di ciò che sta succedendo.

Osservate, riflettete e allontanatevi se è necessario, ma non prendete decisioni importanti quando siete sopraffatti da delle emozioni temporanee, anche se avete una gran voglia di dire a quella persona ciò che pensate, di urlare o di andarvene per sempre. Datevi del tempo per calmare le vostre emozioni, uscite a fare una passeggiata, mettetevi a colorare o lasciate passare qualche giorno prima di vedere o parlare con una persona che vi ha fatto arrabbiare o vi ha rattristiti.

Con il passare del tempo, alcune cose acquisiranno un’importanza sempre minore per voi e i dettagli che un tempo vi angosciavano passeranno ad essere delle piccolezze. Avrete imparato a relativizzare le cose e ad accettare come proprie di determinate circostanze.

Diciamo che, grazie al tempo, prendiamo le distanze e diminuiamo il nostro coinvolgimento emotivo, che è il responsabile della nascita di delusioni, aspettative, tradimenti, ecc. Riuscire a non essere più controllati dalle emozioni è possibile e, come per tutte le abilità, si impara con l’esercizio.

La bussola interna: i benefici di mettere in pratica il distacco emotivo

Una volta che saremo riusciti a creare una distanza emotiva tra noi e ciò che ci è accaduto, potremo ascoltare quella bussola interna in grado di farci sentire che cosa è bene e che cosa è male. Molto spesso queste intuizioni sono azzeccate, perché si basano sui nostri sentimenti, che sono molto più duraturi e profondi delle nostre emozioni momentanee.

A quel punto, le decisioni che prenderemo nei confronti degli altri e di ciò che ci è successo saranno molto più coerenti con ciò che pensiamo e sentiamo, e quindi più giuste. Grazie al distacco, riusciremo a sapere che cosa merita la nostra attenzione e che cosa invece vogliamo ignorare. Riusciremo a sentirci meglio e a non soffrire così tanto per ciò che non possiamo controllare.

Tirando le somme, è molto importante che, di fronte a una situazione complicata o con una carica emotiva eccessiva, manteniamo un certo distacco emotivo. In questo modo riusciremo a far sì che le nostre emozioni passeggere non ci accechino e non ci facciano prendere decisioni di cui in seguito ci pentiremo.

La mente è meravigliosa.

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lamiatempestaperfetta.it
MD7

Olio di cocco…

Il cocco è considerato dalle popolazioni tropicali, il “frutto della vita”, in quanto risorsa di preziose virtù. Dal latte all’acqua, all’olio, ogni sua componente è fonte di energia e nutrimento. In particolare l’olio di cocco è molto apprezzato non solo in campo cosmetico (è un buon rimedio contro psoriasi, desquamazione della pelle, calvizie, ecc..) e medico (contro infezioni dell’orecchio, del cavo orale ecc..) ma anche nell’alimentazione. Nonostante siano in gran parte saturi a catena medio-corta (acido laurico, caprinico, caprilico, caprico), numerosi studi hanno dimostrato che i grassi dell’olio di cocco non aumentano i livelli del colesterolo LDL, anzi riequilibrano i livelli degli zuccheri e dei grassi nel sangue. Per questo è un alimento molto utile e valido nella dieta, che addirittura può aiutare ad accelerare i processi di dimagrimento, pur avendo un alto potere calorico. Vediamo perché.
Grazie all’acido laurico ti libera dalle tossine
L’olio di cocco è costituito soprattutto da acidi grassi saturi, tra cui l’acido laurico, che possiede dei componenti essenziali per la salute: basti pensare che è contenuto anche nel latte materno. L’acido laurico è antimicrobico e antifungino e aiuta l’organismo a ripulirsi dalle tossine e dai microrganismi che provocano fermentazione e gonfiore nel tratto intestinale. inoltre gli acidi grassi a catena media, come quelli contenuti nell’olio di cocco, oltre ad essere facilmente digeribili, vengono convertiti dal fegato immediatamente in energia e non vengono trasformati in accumuli di adipe.
Aiuta la tiroide pigra
L’olio di cocco ha un effetto termo genico e aumenta il metabolismo, con benefici per chi intraprende un percorso alimentare di dimagrimento e per chi ha funzionamento rallentato della tiroide.
Aggiunto al riso lo rende più “leggero”
Uno studio sulla capacità dell’olio di cocco di trasformare la struttura delle molecole di alcuni alimenti è stato presentato recentemente ad un congresso dell’American Chemical Society e pubblicato sul Washington Post. È emerso che cuocendo il riso con l’aggiunta di olio di cocco (in quantità del 3% rispetto al peso del riso), si verifica una riduzione delle calorie del riso stesso del 10% fino al 50% in base alla qualità del riso. Si è dimostrato che l’olio di cocco interagisce con l’amido contenuto nel cereale che, in fase di raffreddamento, lega le sue molecole a quelle di idrogeno, dando vita ad un amido più sano è più leggero.
Ampia versatilità in cucina
l’olio di cocco si usa sia a crudo che in cottura. Sebbene profumi di cocco, non lascia residui di sapore, quindi si adatta a qualsiasi tipo di alimento. Essendo un olio molto stabile che non si deteriora alle alte temperature, è consigliato per le cotture al posto dell’olio extravergine di oliva che si degrada maggiormente alle alte temperature.

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Pasta di curcuma…

http://vivere-armoniosamente.it/pasta-di-curcuma-ricetta/
Ingredienti per 1 vasetto di pasta di curcuma

150 gr di curcuma in polvere

300 ml di acqua

1 cucchiaino da te di pepe nero macinato

3 cucchiai di olio di cocco


La pasta di curcuma è un preparato facilissimo da realizzare che possiamo usare in tanti modi diversi per assicurarci ogni giorno la giusta dose di questa spezia dalle mille virtù. Ormai sappiamo bene che la curcuma non è una semplice spezia che ci viene in aiuto per dare un sapore più particolare ai nostri piatti ma è anche un alimento che vanta delle proprietà terapeutiche riconosciute in tutto il mondo.

La curcuma infatti è uno degli antinfiammatori naturali più efficaci, utile anche per disintossicare il fegato e aumentare la produzione di bile, per migliorare le condizioni e l’aspetto della pelle e per combattere i dolori muscolari. Ma non è tutto. Grazie alla curcumina, il principio attivo che conferisce alla spezia il caratteristico colore giallo, si possono alleviare le infiammazioni e i conseguenti dolori articolari causati dall’artrite e dall’artrosi.

In tutti questi casi possiamo far ricorso alla pasta di curcuma, una preparazione che andrebbe consumata ogni giorno anche da chi non soffre di particolari patologie ma vuole semplicemente fare il pieno di antiossidanti, rinforzare il sistema immunitario e prevenire una serie di disturbi importanti. Questo preparato è eccellente anche per chi soffre di problemi digestivi, dolori mestruali e colesterolo alto. Vediamo dunque la ricetta della pasta di curcuma e come usarla quotidianamente!

Per fare la pasta di curcuma in casa useremo la curcuma in polvere che andrà unita al pepe nero, un ingrediente fondamentale per favorire l’assorbimento della curcumina. A questi ingredienti aggiungeremo dell’olio di cocco e della semplice acqua.

Per prima cosa mettiamo un pentolino sul fuoco a fiamma bassa. Aggiungiamo la curcuma in polvere e gradualmente anche l’acqua. Cominciamo a girare usando una spatola, una forchetta o un mestolo di legno. Un consiglio è quello di non versare subito tutta l’acqua ma di dosarla un po’ alla volta in modo da poterci regolare sulla consistenza. Dopo qualche minuto l’acqua con la curcuma comincerà a bollire, continuiamo a girare e schiacciamo i grumi che si formeranno. Per una ricetta della pasta di curcumaperfetta, dovremo ottenere una crema liscia e abbastanza densa.

A questo punto aggiungiamo l’olio di cocco e il pepe. Teniamo sempre la fiamma a fuoco bassissimo e mescoliamo il tutto fino a quando la pasta alla curcuma non diventa densa e spumosa. Spegniamo la fiamma e trasferiamo il composto in un vasetto. Adesso che la nostra pasta di curcuma e pronta vediamo qualche idea per usarla in modo da beneficiare di tutte le sue fantastiche proprietà!

Come Usare la Pasta di Curcuma fatta in Casa

La pasta di curcuma viene usata in tutto il mondo per preparare il golden milk, una bevanda antinfiammatoria che rappresenta un vero e proprio segreto di lunga vita. Conosciuto anche come “latte d’oro”, il golden milk è molto usato nella medicina ayurvedica per i suoi effetti benefici sull’organismo. Per prepararlo è sufficiente aggiungere un cucchiaino di pasta di curcuma al latte (anche vegetale), metterlo sul fuoco e riscaldarlo.

Naturalmente possiamo aggiungerla anche a tutti i tipi di latte vegetale, magari fatto in casa, come il latte di quinoa, di nocciole e di canapa in modo da assumere delle bevande proteiche e disintossicanti allo stesso tempo.

Possiamo però usare la pasta di curcuma anche in altri tipi di bevande come tè, frullati e succhi. Anche in questo caso ne bastano 1-2 cucchiaini (che è anche la dose giornaliera) per arricchirli con sostanze antinfiammatorie e disintossicanti. Un cucchiaino di pasta di curcuma è perfetto anche nello yogurt, nelle zuppe, nei sughi o nelle salse che prepariamo in casa.
Se ci piace particolarmente il sapore della curcuma, nulla ci vieta di mangiare la pasta direttamente con il cucchiaino!

Pasta di Curcuma: Idee per Conservarla o Congelarla

Moltiplicando le dosi della ricetta possiamo ottenere un’abbondante quantità di pasta di curcuma in modo da conservarne una parte in frigo, pronta per l’uso, e congelare l’altra metà. Un modo comodo e pratico per congelare la pasta di curcuma è quella di distribuirla nelle formine di silicone che usiamo per il ghiaccio. In questo modo avremo dei cubetti di curcuma sempre a portata di mano! Uno al giorno ci assicurerà la giusta dose di curcuma.

Un’idea originale è anche quella di realizzare delle piccole pillole di curcuma. La ricetta della pasta di curcuma è sempre la stessa, una volta pronta mettiamola in un sacchetto per alimenti e tagliamo un angolino per creare una sac a poche casalinga. Prendiamo una piccola teglia e rivestiamola con la carta da forno. Con la sacca formiamo delle piccole palline di curcuma da adagiare direttamente nella teglia.

Mettiamo il tutto in congelatore per circa 3 ore in modo che le pillole di curcuma si solidifichino. Una volta congelate stacchiamole una ad una e mettiamole in un vasetto. Teniamolo in congelatore e usiamo le pillole ogni volta che ne abbiamo bisogno. Anche in questo caso possiamo mangiarle direttamente o aggiungerle ai nostri piatti e bevande preferite. Ne bastano 2-3 al giorno.

Pasta di Curcuma: Conclusioni

Come abbiamo visto in questa ricetta, la pasta di curcuma è un espediente davvero comodo ed efficace per assumere ogni giorno la giusta dose di curcuma. Un cucchiaino al giorno di questa pasta è sufficiente per assicurarsi tutti i benefici di questa fantastica spezia. Ricordiamo che la dose giornaliera di curcumaraccomandata va dai 3 ai 4 gr al giorno se non si hanno particolari patologie. In caso contrario, cioè quando si presentano determinati sintomi, è bene parlare prima con il proprio medico curante in quanto anche la curcuma, come altre erbe o spezie, presenta delle controindicazioni importanti.

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