Sostituire il WI con il più sicuro cablaggio via cavo o con la tecnologia Power line comunication PLC…

Nel fitto sottobosco della giungla normativa s’annida una disposizione silenziata e misconosciuta, attesa però da tempo dal fronte precauzionista allarmato dai pericolosi effetti non termici dell’elettrosmog. E’ contenuta nel decreto d’inizio anno firmato dal ministro dell’Ambiente Galletti per il Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione. E praticamente sfuggita a tutti: al punto 2, nella parte dedicata all’inquinamento elettromagnetico indoor (2.3.5.4.) sui ’criteri ambientali minimi per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione’ di edifici pubblici, la decretazione rivoluzionaria recita infatti: “Al fine di ridurre il più possibile l’esposizione indoor a campi magnetici ad alta frequenza (RF) dotare i locali di sistemi di trasferimento dati alternativi al wi-fi, es. la connessione via cavo o la tecnologia Powerline Comunication (PLC).”…
http://www.ultimavoce.it/sostituire-rischioso-wi-fi-col-piu-sicuro-cablaggio-legge-nessuno-lo-sa/
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Approvata legge sull’endometriosi. Consiglio Regionale del Piemonte..

Uno strumento per aiutare le donne a far fronte all’endometriosi, una malattia femminile tanto diffusa quanto difficile da diagnosticare che colpisce le donne in età riproduttiva. Nella seduta di martedì 27 giugno, infatti, l’Assemblea regionale ha approvato all’unanimità la legge “Disposizioni per la prevenzione delle complicanze, la diagnosi, il trattamento e il riconoscimento della rilevanza sociale della endometriosi”, frutto della sintesi di tre proposte di legge presentate rispettivamente dai gruppi Pd, FI e FdI.

Il provvedimento era stato incardinato nel corso della seduta del 20 giugno con l’illustrazione dei relatori di maggioranza Valentina Caputo (Pd) e di minoranza Franco Graglia (FI) e Maurizio Marrone (FdI) 

“Anche il Piemonte, dopo un percorso condiviso iniziato quasi due anni fa – ha sottolineato la consigliera Caputo (Pd) esprimendo soddisfazione per il lavoro svolto in Commissione – ha finalmente una legge che tutela le donne affette da endometriosi, patologia cronica e spesso progressiva che causa danni alla salute della donna e che spesso è anche motivo di infertilità”.

Anche i relatori di minoranza hanno espresso soddisfazione per l’esito felice dell’iter del provvedimento.

“Si tratta di una malattia ancora troppo poco conosciuta – ha dichiarato il consigliere Graglia (FI) – anche se recentemente, a livello nazionale, è stata inserita nell’elenco delle patologie croniche e invalidanti con l’aggiornamento dell’elenco delle prestazioni erogabili nell’ambito dei livelli essenziali di assistenza. Abbiamo reso onore e dignità alle donne, e questo mi rende particolarmente orgoglioso”.

“La mia proposta – ha osservato il consigliere Marrone (FdI) – già mirava al riconoscimento dell’endometriosi e all’istituzione di un registro regionale. La proposta che stiamo per approvare va oltre creando un vero e proprio osservatorio che darà piena cittadinanza alle tante pazienti colpite da tale patologia e finalmente creerà anche una sensibilizzazione per curare meglio le tante donne che ne hanno bisogno”.

La legge – in particolare – prevede che la Giunta regionale approvi le linee guida per il percorso diagnostico-terapeutico multidisciplinare e per il controllo periodico delle pazienti affette da endometriosi, proposte da un Osservatorio regionale sulla malattia, e individui le strategie per realizzare i programmi predisposti dall’Osservatorio stesso concernenti l’aggiornamento del personale medico preposto alla diagnosi e alla cura dell’endometriosi. Compito della Giunta è anche l’individuazione di centri regionali di riferimento. Il provvedimento prevede anche una maggiore partecipazione delle associazioni che si occupano di tale malattia attraverso il loro coinvolgimento nelle campagne di informazione riguardanti i percorsi terapeutici e di prevenzione.

Il dibattito generale

Nel corso del dibattito generale sono intervenuti i consiglieri del M5s Davide BonoGiorgio BertolaMauro CampoFrancesca FredianiFederico Valetti e Stefania Batzella, cha hanno ribadito l’importanza di tutelare le donne affette da endometriosi ed evidenziato, con sfumature diverse, alcune debolezze della legge soprattutto per quanto riguarda l’assenza di finanziamenti per la prevista formazione degli operatori sanitari e per l’esenzione parziale o totale per i casi di endometriosi al I e al II stadio, quelli iniziali che – a differenza di quelli al III e IV stadio, parzialmente a carico del Sistema sanitario – non sono inseriti nei livelli essenziali di assistenza.

Il consigliere Paolo Allemano (Pd) ha dichiarato che “la legge non va vista tanto come un intervento puntuale su una patologia specifica quanto come un modo per valorizzare il ruolo della rete sanitaria regionale così da agire in modo coordinato e non lasciare sole, di fronte a una malattia fortemente invalidante, le donne che ne soffrono. La qualità delle cure non ha come unico indicatore l’impegno di spesa”.

L’assessore alla Sanità Antonio Saitta ha sottolineato che nella Sanità piemontese esistono diverse reti, tipo quella oncologica, che non trovano finanziamenti diretti nel bilancio. Istituire una rete, infatti, vuol dire creare un modello tecnico-scientifico per far fronte a una patologia e solo quando, sulla base della valutazione dei tecnici, si darà vita a un piano di attuazione si valuteranno anche gli interventi da finanziare.

Prima della votazione finale della legge l’Aula ha approvato all’unanimità dei votanti un ordine del giorno, presentato dai relatori della legge per impegnare la Giunta regionale “esaurita una prima fase di attuazione e di valutazione del provvedimento normativo, a individuare adeguate risorse da destinare alla formazione nonché all’aggiornamento del personale sanitario e alle campagne d’informazione indirizzate alle pazienti e di educazione sanitaria rivolte alla popolazione”.

http://www.cr.piemonte.it/web/comunicati-stampa/comunicati-stampa-2017/441-giugno-2017/7134-approvata-la-legge-sull-endometriosi

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Dentifricio in polvere…

Molto spesso chi soffre di malattie considerate “ambientali”, ad esempio la Sensibilità Chimica Multipla, non può usare dentifrici di provenienza chimica di sintesi, cioè quelli che largamente  si trovano in commercio. Spesso si è costretti, ingegnandosi, a trovare valide alternative  home made.

Per fortuna in questi ultimi anni, alcuni produttori hanno posto l’attenzione, forse anche per moda, al “naturale” o alla “sostenibilità”, creando linee di prodotti in netto contrasto con il passato ma anche in contrasto con ciò che la pubblicità propina per omogeneizzare il pensiero comune.

Fra tante bufale, e ne ho viste tante, qualcosa di buono si trova..

Ieri passeggiando con Angela per un mercatino domenicale a Torino, abbiamo scoperto un dentifricio in polvere. Scoperto… perché è composto unicamente dalla silice e dall’elemento officinale. A differenza di molti altri prodotti (anche in polvere) dove di naturale vi è solo il nome. Spesso capita che leggi gli ingredienti e scopri che sono più i derivati dai petrolati che quelli dalla natura.

 

Per conoscenza su cos’é la silice: “ svolge un compito importante nella formazione delle strutture dei tessuti; è utile quindi in caso di problemi cutanei, ai capelli e alle unghie.La silice è una sostanza rinforzante del tessuto connettivo e delle ossa. Inoltre, mantiene la pelle tonica ed è un elemento indispensabile per la formazione di unghie e capelli”

La mia compagna, Angela, ha la Sensibilità Chimica Multipla da circa 3 anni, pertanto su alcune cose racconto a ragion veduta…….E non posto sicuramente scritti per pubblicizzare case produttrici o linee di prodotti, ma unicamente per informare chi ne è malato che esistono alternative valide. 

Angela ha provato questo dentifricio in polvere e si è trovata benissimo, non ha avuto reazioni…

Dimenticavo…non è un dentifricio unicamente per chi è malato!!!! Tutti possiamo usarlo…io lo uso.

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Rooibos-tè rosso africano…

Il rooibos, noto anche con il nome di redbush o tè rosso africano, è un infuso ricavato dalle foglie dell’omonima pianta, appartenente alla famiglia delle leguminose. Il termine rooibos significa “arbusto rosso” e deriva dall’afrikans, una delle lingue ufficiali del Sudafrica. Questa specie vegetale cresce soltanto nella regione del Cederberg. I primi a preparare la bevanda e godere dei suoi benefici sono stati i nativi del luogo.

Le prime importazioni del rooibos in Europa avvennero grazie all’intervento di un colono sudafricano di origine russa che diede inizio alla sua produzione su larga scala. Da quel momento in poi il rooibos iniziò a diffondersi in tutta l’Africa e nel resto del mondo. È tuttora considerata come la bevanda nazionale del Sudafrica.

Ma cosa rende il tè rosso africano così speciale? Il rooibos è in apparenza molto simile ad un tè qualsiasi. La bevanda si ottiene mettendo in infusione in acqua bollente le foglie di rooibos, che sono state precedentemente essiccate e triturate. La preparazione tradizionale prevede la raccolta di foglie e ramoscelli, che vengono sminuzzati con pestelli di legno, e la loro successiva fermentazione. Dall’infusione si ottiene un liquido dal colore rosso ambrato e dal sapore naturalmente dolce. Per gustare a pieno il rooibos bisognerebbe berlo senza zucchero.

A differenza del tè nero e del tè verde, il rooibos è naturalmente privo di caffeina. Inoltre il suo contenuto di tannini è molto basso e ciò permette alla bevanda di mantenere il proprio sapore dolce anche se non la consumate immediatamente o se la dimenticate in infusione. Il rooibos si caratterizza per la presenza di sostanze naturali importanti per l’organismo, come vitamina Cmagnesio, fosforo, ferro, zinco e calcio.

Studi scientifici condotti dall’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione hanno comprovato che il contenuto di sostanze antiossidanti del rooibos è pari a quello del tè nero e del tè verde. Ad un’ora dall’ingestione del rooibos si ha nel nostro organismo una crescita significativa delle sostanze atte ad agire contro la formazione dei radicali liberi. Ciò rende il rooibos un elisir di lunga vita completamente naturale, adatto anche a chi è sensibile agli effetti collaterali della caffeina.

Sono state inoltre recentemente scoperte le sue proprietà antivirali, che aiutano il sistema immunitario ad agire rapidamente per combattere le infezioni. Ciò lo rende adatto anche ai bambini, che possono beneficiare dell’assunzione della bevanda in caso di nausea e disturbi allo stomaco e all’intestino per via delle sue proprietà antispasmodiche e digestive. Il suo contenuto di calcioassicura la corretta formazione di denti ed ossa nei più piccoli. Lo zinco agisce invece rafforzando unghie e capelli.

Il rooibos non contiene acido ossalico, può essere quindi consumato anche da chi soffre di calcoli. Sono stati dimostrati i suoi effetti positivi contro l’ipertensione ed il suo contenuto calorico è pari a zero, qualità che lo rende adatto a anche a chi si trova a seguire un regime alimentare controllato. Il rooibos può essere bevuto freddo. In estate costituirà quindi un’ottima bevanda dissetante.

In commercio è possibile trovare rooibos puro o aromatizzato, sfuso o in bustine. Se lo acquistate sfuso, vi basterà mettere in infusione un cucchiaino di foglie per ogni tazza che desiderate preparare. Potete realizzare un rooibos aromatizzato fai-da-teaggiungendo al vostro infuso un pezzetto di cannella o delle scorze di agrumi. Ora che ne conoscete la storia e tutte le molteplici proprietà, non vi resta che assaggiarlo.

https://www.greenme.it/mangiare/altri-alimenti/5748-rooibos-te-rosso

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Sensibilità chimica…

​https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1848441075373120&id=1686973604853202
Un documentario che affronta il tema della sensibilità chimica ed elettromagnetica. Il film segue la storia di tre gruppi di vittime. La prima, Susie, è una donna che ha lasciato San Francisco per l’Arizona dove vive da sola con il suo cane, Blackie. La seconda serie comprende Sam, Nathan e la madre, Karen, che passano il loro tempo in una piccola casa di cemento nelle zone rurali Arizona, sono tutti sensibili e cercano di diventare indipendenti dall’assistenza che gli viene offerta dalla madre di Karen, una donna anziana. La vittima finale è Joe, la cui sensibilità sta diventando un peso insopportabile per la sua famiglia e, anche per questo motivo si trasferirà in una speciale comunità di sicurezza per sensibili Texas. 

Dopo il nostro documentario tutto italiano “Sensibile” di Alessandro Quadretti, prodotto da Officinemedia, che presto verrà proiettato nelle sale italiane, un altro coraggioso regista affronta questa tematica ancora così poco esplorata. 

Alessandro, come Drew Xanthopoulos con il suo “The Sensitives”, si avventurano in un ambito difficile da rappresentare cinematograficamente e ci fanno dono della potenza dell’immagine per descrivere il dolore e l’isolamento nel quale si dibatte un numero sempre più crescente di persone.

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