Olio da massaggio…quale usare?

olio 1.png“Una domanda ricorrente tra operatori del benessere e appassionati di trattamenti: Olio di mandorle, di jojoba, di avocado, di sesamo, e molti altri: quale usare?”

Dipende dal trattamento, dal soggetto, dagli obiettivi, dall’eventuale disturbo o malessere che s’intende alleviare.  La scelta del tipo di olio da massaggio resta comunque anche molto soggettiva e dipende oltre che dal tipo e obiettivo del trattamento, e dal tipo di pelle, dalle preferenze personali, di operatore e cliente.

La regola generale è scegliere prodotti naturali, e poiché parliamo di oli, di oli spremuti a freddo (non con solventi!). Il che significa evitare accuratamente i prodotti di produzione industriale. Ancora meglio se hanno anche la certificazione di agricoltura biologica, ma è noto che alcuni piccoli produttori pur offrendo prodotti ottimi non forniscono la certificazione per evitare di caricare ulteriori costi sul prodotto. In questi casi fidatevi di aziende che conoscete personalmente.

Olio di mandorla dolce (Prunus amygdalus)

È uno degli oli base più utilizzati. È leggermente viscoso, viene assorbito dalla cute abbastanza lentamente, ha un odore dolce delicato, un’alta percentuale di acidi mono e polinsaturi e grazie alla presenza di antiossidante superiore ad altri oli, irrancidisce meno facilmente. Nutre la pelle secca e disidratata ed ha funzione emolliente, lenitiva delle infiammazioni, contribuisce a ridurre il prurito associato a dermatite e psoriasi. E’ indicato per ogni tipo di pelle.

Olio di Jojoba (Simmondia chinensis)

L’olio è ottenuto dai semi di un arbusto sempreverde, che cresce negli ambienti aridi di California, Arizona meridionale e Baja di California. Per mezzo della pressione, i semi hanno una resa del 50% per cui è un olio costoso Si ottiene un liquido ceroso: le caratteristiche chimiche sono proprio quelle di una cera le cui proprietà fisiche sono simili a quelle dell’olio delle balena (non è un trigliceride). E’ altamente stabile: non si ossida, non si volatilizza, non irrancidisce, anche se conservato a lungo. L’olio è idratante, nutriente ed emolliente per la cute, ha proprietà antirughe. E’ un ottimo olio vegetale base per gli oli essenziali. Si può usare puro.

Olio di Avocado (Persea americana)

L’olio di avocado si estrae dalla polpa del frutto, mediante spremitura a freddo o centrifugazione. E’ un olio di colore verde intenso, più scuro dell’olio di oliva. Piuttosto pastoso, si può definire scorrevole, ma non unge molto. E’ adatto a tutti i tipi di pelle ma è particolarmente utile per una pelle disidratata, oppure secca o arrossata, e non si desidera che resti unta, è un ottimo rigenerante della pelle. Può anche essere usato per fare un impacco per i capelli secchi prima dello shampoo. Da aggiungere ad un altro olio base in proporzione del 10%-20%.

Olio di Sesamo (Sesamum indicum)

Si ricava dalla spremitura dei semi di sesamo, e viene usato fin dall’antichità, infatti è molto usato anche nell’ambito della medicina Ayurvedica, sia come olio cosmetico sia come olio terapeutico. Ha un colore giallo oro e un sapore leggermente amaro, con una gradevole nota di nocciola; è adatto ad ogni tipo di pelle. Contiene un’alta percentuale di acidi grassi essenziali (es. linoleico), oltre ad antiossidanti come sesamolo e sesamolina. Ha un’azione delicata, riscaldante e disintossicante. Tonico e stimolante della circolazione cutanea è impiegato nel trattamento di diverse problematiche come crampi muscolari, disturbi della circolazione, dermatiti, psoriasi. In aromaterapia, è un ottima base per oli di fiori. Grazie alla buona presenza di antiossidanti, è un olio relativamente stabile e si conserva per lungo tempo (circa un anno e mezzo). E’ un ottimo olio da massaggio, può essere utilizzato puro o anche miscelato ad altri oli (tipicamente all’olio di Jojoba).

Olio di nocciola (Corylus avellana)

E’ un olio di colore giallo ambrato simile all’olio di mandorle ma più fluido, che penetra rapidamente nella cute e non lascia sulla pelle la sensazione di grasso e unto. Ha un odore e un gusto gradevoli. Come l’olio di mandorle, è adatto a tutti i tipi di pelle. E’ ottimo per il massaggio, soprattutto muscolare grazie alla sua azione tonica. Può essere usato puro.

Olio di germe di grano (Triticum “vulgare”)

Olio piuttosto viscoso di colore arancione scuro. Viene apprezzato grazie all’elevato contenuto di vitamina E (tocoferolo, con azione antiossidante) per questo solitamente lo si aggiunge ad altri oli meno stabili. E’ ricco di vitamine liposolubili. Penetrare profondamente a livello cutaneo ed è impiegato come olio antinvecchiamento e ringiovanente. Quest’olio è anche utile nell’affaticamento muscolare, quindi dovrebbe sempre essere incluso nelle miscele per gli sportivi. E’ troppo denso per essere utilizzato da solo, si consiglia di aggiungere il 10% ad altri oli base.

Olio di Macadamia (Macadamia integrifolia)

E’ un olio di semi, lo si ricava dai frutti di un albero australiano, quello da cui provengono le buonissime e preziose “noci di macadamia”. Ha un colore giallo chiaro, è fluido ed ha un odore e sapore particolare che richiama il frutto, vagamente simile alla nocciola. Ancora poco conosciuto è molto interessante e pregiato. È ben assorbito dell’epidermide e non unge la pelle. Possiede proprietà regolatrici sul sistema linfatico e circolatorio. Tra le sue peculiarità segnaliamo che è l’unico olio che contiene un acido presente anche nel sebo (l’acido palmitoleico) per cui ha un’affinità naturale con la cute. E’ un olio emolliente e adatto a pelli secche e invecchiate. Si consiglia l’associazione al 10% con l’olio di mandorle oppure l’olio di nocciola.

Olio di girasole (Helianthus annus)

Si ottiene dalla spremitura dei semi di girasole. L’olio alimentare va bene purché sia spremuto a freddo (attenzione perchè la maggior parte di quelli in commercio sono prodotti industrialmente). E’ un olio giallo-chiaro che contiene un’alta percentuale di acido linoleico (60-65%), acido oleico (20-23%) e vitamina E. Si adatta a tutti i tipi di pelle ed è utile per varie problematiche cutanee. Non è stabile perchè è ricco di acidi grassi polinsaturi, quindi non si conserva a lungo. Si può usare puro.

Olio di Cocco (Cocus nocifera)

La gran parte dell’olio di cocco è solido a temperatura ambiente. E’ un olio praticamente inodore e viene impiegato in aromaterapia perché così non copre gli aromi degli oli essenziali, anche se per usarlo deve essere scaldato leggermente. E’ utile per pelli secche e arrossate o per impacchi ai capelli. Per la sua caratteristica di solidità non è molto usato come olio da massaggio, ma può comunque essere utilizzato al 100%.

Olio di Iperico (Hypericum perforatum)

Per fare questo olio si impiegano le sommità fiorite di Iperico colte nel periodo balsamico che coincide con il solstizio d’estate (la pianta è infatti anche chiamata Erba di San Giovanni). I fiori di iperico dal colore giallo una volta raccolti vengono fatti macerare nell’olio al sole. Si ottiene un olio rosso scuro che ha proprietà ottime per i massaggi. Le caratteristiche del prodotto dipendono in parte anche dall’olio (in genere olio di oliva) in cui vengono fatti macerare i fiori. Quest’olio ha importanti proprietà lenitive e antinfiammatorie cutanee, e viene utilizzato per ferite, abrasioni, infiammazioni cutanee, arrossamenti ma anche irritazioni e lesioni dei nervi. Bisogna usare l’accortezza di non esporsi al sole nelle ore successive al trattamento.

Olio di enotera (Oenothera biennis)

E’ un olio ottenuto dai semi di una pianta originaria del Nord America. Di colore giallo chiaro ha odore e gusto gradevoli. E’ un olio rinomato per il suo alto contenuto di acido gamma-linoleico. Contiene anche vitamine e minerali, ha azione antinfiammatoria e lenitiva. Si usa miscelato ad altri oli (al 10%), come quello di macadamia e di mandorle dolci. E’ un olio molto delicato, sensibile al calore, alla luce e all’ossigeno.

C.Monteverdi, naturopataonline.org

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Contrattura muscolare…

contrattura 1“La contrattura muscolare è una lesione dei muscoli caratterizzata dall’aumento involontario e permanente del tono muscolare (che può durare al massimo 3-8 giorni)”

Fra le varie lesioni muscolari, la contrattura muscolare è quella di più semplice risoluzione e di minore gravità; è infatti una lesione di grado 0 (contrazione del muscolo) meno grave dello stiramento muscolare (lesione di grado 1), della distrazione muscolare (lesione di grado 2) e, ovviamente, delle rotture, lesioni in cui la rottura delle fibre interessa tutto il muscolo.

Le contratture muscolari possono ovviamente colpire chiunque, ma sono un evento particolarmente comune fra coloro che praticano attività sportiva (si parla in questo caso di contrattura muscolare da sport); molto spesso queste lesioni si osservano fra coloro che praticano discipline sportive che prevedono uno sforzo muscolare di tipo esplosivo (è per esempio il caso del baseball, del calcio, del calcetto, della corsa, del rugby, del salto, del sollevamento pesi ecc.); il dolore al muscolo interessato può essere più o meno intenso e influisce negativamente sull’efficienza di quest’ultimo.

I muscoli più frequentemente interessati da contratture muscolari sono i muscoli gemelli, ovvero il gemello mediale e quello laterale, il muscolo soleo, il bicipite femorale e gli altri flessori della gamba, il quadricipite femorale, il sartorio, i muscoli adduttori, il muscolo gracile, il trapezio, i muscoli della zona lombare e dorsale della schiena ecc.; raramente si osservano contratture ai muscoli pettorali.

È opportuno precisare che, attualmente, non sono state ancora definite con assoluta precisione le cause di contrattura muscolare; per certo, soprattutto in ambito sportivo, ma comunque anche in altre situazioni, uno sforzo non adeguato al proprio grado di preparazione può creare diversi problemi, fra cui una contrattura del muscolo.

contratture 3.jpgLe cause di contrattura muscolare, secondo i vari autori, sono molteplici e ognuna di esse dipende da vari fattori (attività praticata, parte del corpo interessata, ambiente in cui il corpo sta lavorando ecc.).

Per quanto riguarda le contratture “non sportive”, sono diverse le occasioni che possono portare alla lesione in questione; molte attività lavorative più o meno frequenti (spostare dei pesi per diverso tempo, falciare un prato, spalare la neve ecc.), per esempio, possono essere causa di contratture muscolari a carico del collo, delle spalle, della schiena ecc.

In diversi casi le contratture muscolari sono legate a una patologia sottostante; il tetano, per esempio, è una grave malattia infettiva che può determinare contratture generalizzate; la peritonite può provocare contratture a carico dei muscoli addominali; altri motivi alla base di una contrattura muscolare sono rappresentati da patologie del sistema nervoso centrale e dalle intossicazioni.

Per quanto concerne invece le contratture muscolari da sport, tra le cause ipotizzate dai diversi autori troviamo:

  • riscaldamento insufficiente;
  • condizioni di fatica, in particolar modo associata a contrazioni eccentriche;
  • problemi anatomici e funzionali come asimmetrie degli arti, difetti posturali, debolezza di alcuni gruppi muscolari, squilibri indotti dall’allenamento (per esempio il potenziamento fatto male) ecc.;
  • eccessiva tensione emotiva che sfocia in un’attivazione troppo elevata.

Se le contratture avvengono con eccessiva frequenza o se la sintomatologia non scompare dopo 10 giorni di trattamento conservativo, è necessario rivolgersi a un fisioterapista o a un esperto massaggiatore per valutare la presenza di un’eventuale sindrome miofasciale. Anche una lesione articolare (come una semplice distorsione) può causare una contrattura muscolare antalgica; in questo caso la risoluzione del problema deve coinvolgere sia la struttura articolare che quella muscolare.

I sintomi sono rappresentati dalla sensazione che il muscolo si opponga all’allungamento rimanendo contratto; il dolore è anche evocato alla palpazione che permette a sua volta, di notare l’ipertonia delle fibre muscolari.

La comparsa dei sintomi avviene spesso con una latenza di 8-24 ore.

albanesi.it

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Massaggio decontratturante…

massaggio 1

“Il massaggio decontratturante mira, così come suggerisce il nome, a combattere le contratture muscolari”

 

La tecnica del massaggio decontratturante è molto efficace ed utilizzata. Esistono diversi corsi di massaggio che si dedicano alla specializzazione in questo tipo di trattamento, in quanto è davvero molto utile ed ha un’azione particolarmente profonda.

Questo trattamento è un massaggio che ha uno scopo ben preciso. Questo significa che ogni terapista agisce al fine di raggiungere un solo particolare obiettivo: il rilascio della tensione cronica della muscolatura che si trova in una specifica area del corpo. Ad ogni modo può anche concentrarsi sul rilassamento muscolare a livello generale, e quindi per tutto il corpo. Tuttavia, lo scopo del massaggio decontratturante è principalmente questo (anche se ovviamente apporta ulteriori benefici).

I muscoli sono costituiti da diverse serie di fasci di fibre, che non sono coinvolte tutte contemporaneamente durante il movimento. Tuttavia può capitare che in determinate condizioni, ad esempio con un lavoro forzato sul muscolo o in caso di problemi ossei, vi sia una sollecitazione anomala delle fibre tale da far apparire il muscolo contratto. Quando la tensione è eccessiva e continua a manifestarsi anche a riposo, in modo simile al crampo, si parlerà di contrattura muscolare.massaggio 2 Si tratta di uno stiramento muscolare che si è trasformato in un successivo indurimento del muscolo stesso. La contrattura è anche la conseguenza di un’azione difensiva che si presenta nel momento in cui un tessuto muscolare viene sollecitato eccessivamente. Perciò il muscolo si contrae e si crea la contrattura, che potrà essere risolta con un massaggio decontratturante. Il massaggiatore andrà a lavorare sulle zone critiche in modo da sciogliere le contratture e stimolare la circolazione sanguigna. Per fare in modo che tutto vada per il verso giusto, il fattore principale di questo trattamento è la pressione. Il terapista farà attenzione nel modificarne l’intensità, in base al problema che si trova al di sotto delle proprie mani.

“La sessione di massaggio ha solitamente una durata di un’ora, in base alla problematica da risolvere e alla modalità di lavoro del professionista. È possibile che dopo la seduta, il paziente si senta dolorante per qualche giorno”

Tuttavia, anche se non è semplice da distinguere, il dolore post massaggio, sarà diverso dal dolore pre-massaggio: quello percepito dopo il massaggio, sarà simile a quello che proviamo dopo un intenso allenamento.

Le manovre e la pressione eseguite durante questo massaggio, faranno in modo che i tessuti vadano ad espellere i prodotti di scarto e l’acido lattico presenti nella zona contratta.

Solitamente, dopo il massaggio, il terapista consiglia al paziente di bere molta acqua, in quanto essa aiuta a trasportare gli scarto fuori dal nostro organismo. Inoltre potrà dare qualche ulteriore indicazione per alleviare il dolore successivo e, solitamente, si limiterà a consigliare l’applicazione di ghiaccio.

Ad ogni modo, anche se può sembrare che la condizione fisica sia peggiorata dopo un massaggio decontratturante, in realtà sarà avvenuto il contrario, e il dolore sparirà completamente dopo qualche giorno.

La cosa importante da sapere è che un massaggio decontratturante non può eliminare tutte le contratture presenti nel corpo in un’ora. Infatti, soprattutto per quanto riguarda i problemi cronici, il suggerimento è quello di sottoporsi a dei cicli di massaggio, abbinati ad esercizi generici, di postura ed utilizzo di tecniche di rilassamento.

greenstyle.it, zoneriflesse.it

MD7

 

Massaggio… Un antica arte

massaggio 1“Rappresenta la più antica forma di trattamento medico”    Il ricorso al massaggio, per eliminare la fatica, alleviare il dolore, rilassare e consentire una più facile applicazione di oli e unguenti sulla pelle, si perde nella notte dei tempi.

Massaggio è una parola che ha origini curiose: c’è chi sostiene la sua derivazione dal greco “massein”ossia maneggiare, impastare, modellare; altri invece sostengono la sua derivazione dall’ebraico masech, esercitare pressione, oppure dall’arabo “mashes” che significare premere, frizionare.

In generale si tende a considerare come inizio della sua evoluzione il tempo degli antichi greci e romani, ma le prime descrizioni riguardanti trattamenti che possano ricondursi a quello che noi intendiamo oggi come massaggio sono da farsi risalire anche a 7000 anni fa, più precisamente al popolo cinese e a quello indù. Si parla di massaggio infatti già nel testo cinese Cong-Fou, e nel 4° libro dei testi sacri indiani dell’Ayur-Veda.

Molte altre antiche culture come i Maya, Hawaiana, Inca, avajo e Cherokee, utilizzavano il massaggio come tecnica di guarigione dalle malattie e come mezzo di prevenzione.

Gli egiziani all’epoca di Cleopatra amavano farsi massaggiare immersi in acque profumate e il massaggio veniva considerato arte sacra al pari dei riti religiosi e divinatori.

Più recentemente, nell’antica Grecia, Omero poeta greco dell’VIII sec. a.C. nell’Odissea parla del massaggio come di un trattamento terapeutico per il recupero della salute dei guerrieri e, all’inizio del V secolo a.C. il padre della medicina come la conosciamo oggi, Ippocrate, descrisse in molti suoi scritti i benefici del massaggio, o”anatripsis” e la sua arte, in particolare ricordiamo una sua affermazione: “il medico deve avere molteplici esperienze, ma deve conoscere sicuramente l’arte del massaggio”. Inoltre inquadrò il massaggio, insieme all’alimentazione corretta, l’aria fresca, bagni e idroterapia, musica, amici e riposo, come panacea per tutti i mali.

Sempre in Grecia si fece la prima distinzione tra massaggio sportivo e massaggio terapeutico: il primo era legato principalmente ai giochi, mentre il secondo era legato alla medicina e ai rituali di guarigione nei templi.

Arrivando ai romani ricordiamo l’utilizzo del massaggio utilizzato per le cure, la bellezza e il rilassamento degli ospiti nelle terme.

Asclepiade, medico di origine greche trasferitosi a Roma per praticare e insegnare medicina, scrisse nel suo libro “L’Evoluzione della Medicina Moderna” come grazie a un massaggio risvegliò un uomo apparentemente morto.

Un altro medico romano, Celsio, all’inizio dell’età cristiana era convinto che si dovesse massaggiare il proprio corpo più volte al giorno, possibilmente all’aria aperta sfruttando anche il Sole.

Si narra che Giulio Cesare era solito farsi massaggiare tutti i giorni per trovare sollievo dai dolori dell’emicrania e delle nevralgie dovute all’epilessia, mentre Plinio il Vecchio, noto naturalista, parla in una sua lettera all’imperatore, di come fosse stata salvata la sua vita da un medico grazie all’utilizzo di un massaggio. Infine anche Avicenna descrisse l’importanza delle tecniche manuali contro i dolori nei suoi scritti.

Uno dei più importanti medici del tempo, Galeno, vissuto durante il regno dell’imperatore Marco Aurelio, dedicò molto del suo tempo alla stesura di diversi testi riguardo le tecniche di massaggio.

Purtroppo durante per periodo buio del medioevo ogni forma di contatto col corpo viene abbandonata, perché peccaminosa; così anche l’arte del massaggio rimase dimenticata per diverso tempo fino al rinascimento, dove risorse e raggiunge il suo massimo splendore nel XVII secolo per mano del medico svedese Henrik Ling, che codificò la maggior parte delle tecniche utilizzate.

Questo valeva per l’Occidente, mentre in Oriente e Medio Oriente la cultura degli Hammam fu introdotta da Maometto nel mondo mussulmano: investito di significato religioso, il massaggio divenne parte del rito di purificazione.

All’inizio l’ingresso in questi luoghi fu vietato alle donne, ma quando divenne evidente il valore in termini di salute, fu aperto anche a quest’ultime: si arrivò anche al diritto di divorziare se l’uomo impediva la partecipazione della propria moglie a questo luogo sociale. Sherazade, la bellissima narratrice di “Le mille e una notte” raccontava come una città poteva definirsi così solo se possedeva un Hammam.

Ai primi dell’800 l’insegnante di ginnastica svedese Peer Ling fu la prima sistematizzazione tecniche di massaggio con tecniche di mobilizzazione ed esercizi fisici. Non per niente è per questo che il massaggio di base viene ancora oggi indicato anche come massaggio svedese.

Arrivando alla fine del XIX secolo il massaggio in tutte le sue forme e applicazioni cominciò ad essere utilizzata sempre a livello medico fino alla fondazione nel 1894, per mano di 8 persone, della Society of Trained Masseur, la cui pratica era l’antesignana dell’attuale massoterapia.

In Italia Farneti nel 1920 fondò la prima scuola con molti corsi di massaggio, in particolare per far fronte all’esigenza di curare i mutilati della Seconda Guerra Mondiale e anche per dare lavoro ai non vedenti.

La storia del massaggio si perde nella notte dei tempi e il suo utilizzo per lenire il dolore, la sofferenza o per eliminare la fatica e rilassare è probabilmente precedente a qualsiasi altra tecnica di cura, la prima forma di terapia mai utilizzata dall’uomo.

L’istinto ha portato naturalmente qualsiasi uomo primitivo a utilizzare il massaggio come metodo terapeutico proprio per la sua azione analgesica e lenitiva del dolore: si trovano prove del suo utilizzo in praticamente tutti gli angoli del mondo, ma è probabilmente in Cina che si trovano i più antichi documenti e trattati sulle tecniche manipolative.

L’Ayurveda,massaggio 3 scienza indiana, utilizza tra i suoi mezzi, tra cui l’alimentazione e lo yoga, il massaggio per mantenere e ritrovare il proprio benessere ed equilibrio psico fisico, come anche la medicina tradizionale cinese vede il massaggio tra i suoi migliori mezzi per combattere dolori e malattie e per fare prevenzione.

Anche la Thailandia integra nelle proprie pratiche mediche le tecniche manuali, mentre in Nepal da millenni vengono massaggiati i neonati, come primo contatto d’amore, per aiutarli nello sviluppo psicomotorio, oltre a favorirne il riposo.

Il percorso e l’evoluzione del massaggio è durata migliaia di anni fino a quanto i progressi della medicina moderna e della tecnologia non sono riuscite ad accantonare quelle che fino al XX secolo era la prima forma di cura.

Fino a qualche anno fa i popoli considerati civilizzati si sono trattati praticamente solo con l’uso di farmaci, ma negli ultimi tempi è stato riscoperto il valore terapeutico e benefico del contatto umano.

Il motivo di questa rinascita è da ricondursi alle condizioni estreme di stress che viviamo ogni giorno e alle situazioni, gli impegni e le responsabilità che ci impone la nostra società attuale.

Dopo anni anche le ricerche scientifiche hanno dimostrato come il massaggio sia una terapia efficace in molto discipline, sia nella riabilitazione, sia nella prevenzione che in ambito sportivo ed estetico.

iobenessere.it

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OLFATTO

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L’olfatto o odorato è uno dei sensi specifici e rende possibile, tramite i chemocettori, la percezione della concentrazione, della qualità e dell’identità di molecole volatili e di gas presenti nell’aria. Tali molecole sono chiamate odoranti. L’olfatto è connesso in maniera funzionale con il gusto, come si può dimostrare quando un raffreddore congestiona le vie aeree, compromettendo la funzione olfattiva e facendo in modo che i cibi abbiano pressoché tutti lo stesso sapore. È inoltre connesso con il sistema chemiosensoriale generale o trigeminale. I tre sensi dell’olfatto, gusto e chemiosensoriale generale formano il sistema chemiosensorio. L’olfatto è il più studiato dei tre sistemi chemiosensoriali.

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CONNESSIONE CERVELLO-INTESTINO

Osteopatia Viscerale:
(Il video a fondo pagina è tradotto in italiano)

The brain-gut connection: Our “second brain”
Your gut creates 95 percent of the serotonin in your body.
That’s why the brain and the gut have a lot in common, including the ways in which nerve cells talk with each other.
Neurotransmitters are important chemicals that allow nerve cells to communicate. Serotonin is one of the most important neurotransmitters for that brain in your gut.
Serotonin is important for the functions of your brain and your mood, but it is crucial to the function of your digestive system. Changes in your levels of serotonin and your sensitivity to serotonin signaling can change how your bowel works.
A popular group of antidepressants, including Prozac, is called selective serotonin reuptake inhibitors (SSRIs). These drugs allow more serotonin to be available for your nerve cells to use.
Everyone has a separate, mostly independent nervous system in their gut called the enteric nervous system. One hundred million nerve cells distributed throughout your digestive system direct movement through your intestines.
This “second brain” can work independently of the one in your head, but there is an awful lot of talk back and forth between the two. Just think of butterflies in your stomach when you’re nervous, or how anxiety can easily trigger your IBS cramps.
What Does Serotonin Do?
Serotonin affects many aspects of your gut function, including:
It changes the motility of your bowels (how fast food moves through your system).
It affects how much fluid, such as mucus, is secreted in your intestines.
It affects how sensitive your intestines are to sensations like pain and fullness.
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Benefici e proprietà del limone…

limone 4Credenza popolare o benessere?

“Il limone è un amico per la salute: aiuta a depurare il fegato, stimola la buona funzionalità intestinale e dona un aspetto radioso alla pelle. Inoltre la quantità di calcio, magnesio, vitamine (tra cui spicca la vitamina C) di cui il limone è ricco, stimolano il sistema immunitario e facilitano la digestione”.
 

Il Limone è una pianta che tutti conosciamo e molti di noi, giustamente, apprezzano molto. L’albero di limone appartiene alla famiglia delle Rutacee e può arrivare ad essere alto fino a 6 metri. Ciò che viene utilizzato e apprezzato di questo albero sono i frutti, dalla forma ovale e il tipico colore giallo.

Le proprietà e i benefici del limone lo rendono adatto a una infinità di utilizzi: culinari, terapeutici e… per la pulizia della casa. Questo frutto in realtà è originario dell’Asia ma fu importato dagli arabi nel bacino mediterraneo già quasi mille anni fa. Oggi l’Italia occupa il primo posto nella produzione mondiale di questo agrume.

limone 1

“I greci lo importavano dall’Asia e lo utilizzavano per profumare gli abiti e preservarli dalle tarme. Gli imperatori romani invece, che ben conoscevano i benefici del limone, lo utilizzavano per le sue proprietà antivenefiche. Si narra che Nerone, vivendo nella paura di essere avvelenato, ne facesse un largo utilizzo”.

 

 

Il limone, grazie alle sue svariate proprietà, viene largamente utilizzato a scopi terapeutici. I benefici del limone sono dati principalmente dall’acido citrico, limonene, pinene, vitamina C. Il limone però contiene altre sostanze benefiche come vitamina A, B, PP, fosforo, calcio, rame, manganese e zuccheri.

L’alto contenuto di vitamina C (100 gr di frutto fresco ne contengono quasi 50 mg) conferisce al limone ottime proprietà antiossidanti, svolgendo un’importante azione contro i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare e di malattie degenerative.

Grazie all’alto contenuto di vitamina C inoltre il limone gode proprietà antiscorbutiche ed è un eccezionale rimedio nelle manifestazioni emorragiche dovute ad avitaminosi (carenza di vitamine).

Il limone ha proprietà depurative e disintossicanti e l’assunzione del succo di limone a digiuno, al mattino appena svegli, ha effetti riequilibranti per l’intestino. L’acidità del limone inoltre facilita la formazione di carbonato di potassio, utile contro l’acidità gastrica. La buccia di un limone bollita per 10 minuti in acqua è un buon rimedio anche contro la nausea, meteorismo e mal di stomaco.

I benefici del limone non finiscono qui: l’utilizzo del limone aiuta contro l’arteriosclerosi, ipercolesterolemia e abbassa il livello degli acidi urici.

Il limone vanta proprietà antibatteriche e antimicrobiche, utile per disinfettare e curare le affezioni della pelle.

In sintesi la combinazione di acqua e limone apporta i seguenti benefici:

  • Stimola la digestione: cena pesante e al mattino ti senti come un sasso sullo stomaco? Acqua e limone aiutano a stimolare la produzione di bile e quindi accelerano la digestione.
  • Alito fresco tutto il giorno: al mattino l’alito non è il massimo? Con un bel bicchiere di acqua tiepida e limone a digiuno il problema è facilmente archiviabile. Ah, bere questo infuso “miracoloso” non sostituisce l’uso dello spazzolino!
  • Pelle più bella: l’acqua purifica, il limone pure e la conseguenza? Una pelle luminosa e fresca, tutto il giorno!
  • Idratazione e diuresi: l’acqua a digiuno stimola la diuresi, accompagnata dal limone l’effetto si amplifica! Il limone infatti, grazie alle sue proprietà depurative, aiuta a liberarsi dalle tossine e quindi favorisce il flusso renale e previene la formazione dei calcoli.
  • Allontana le infiammazioni: l’acido contenuto nel limone (acido citrico) contribuisce a ridurre i livelli di acidità nel sangue e quindi favorisce la diminuzione di acidosi responsabile, tra le altre cose, della infiammazioni articolari.
  • Una sferzata di energia: ti senti abbattuto e, al mattino, un po’ depresso? Il limone può aiutarti! La combinazione acqua calda e limone al mattino aiuta a ridurre ansia e favorisce il buonumore.

Una domanda che può venir spontanea è: bere acqua e limone a digiuno può far venire acidità di stomaco? Solitamente si pensa che il limone possa causare acidità gastrica e irritazione allo stomaco. In realtà il succo limone nel nostro organismo porta alla formazione di carbonati alcalini, avendo quindi un effetto benefico contro l’acidità gastrica.
Il limone quindi non presenta particolari controindicazioni e può essere assunto anche dai bambini o donne in gravidanza.
Evitare di aggiungere il succo di limone in acqua bollente: la vitamina C è termolabile, si rischierebbe quindi di compromettere le proprietà del limone.

Bere acqua e limone a digiuno fa bene. Vi consigliamo di assumerlo ogni mattina prima di fare colazione per sfruttare al massimo tutti i suoi benefici e di mangiare 15 minuti dopo l’assunzione di questa miscela semplice quanto importante.

 

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“Prenditi il tuo tempo e degusta l’acqua calda con il limone come fosse un tè. Per evitare che col tempo l’acido del limone danneggi lo smalto dei denti, si consiglia di bere acqua e limone con la cannuccia”.

 

 Watchingreen.com non vuole dare consigli terapeutici sulle patologie di qualsiasi tipo che rimangono di esclusiva competenza dei medici specialisti.

viversano.net

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