educazione al e con il paesaggio

Seminario “l’educazione al e con il paesaggio”

venerdì 18 marzo, dalle ore 15 alle 19 in una sala del Centro Servizi per il Volontariato Vol.To – via Giolitti, 21 10123 Torino

L’incontro è organizzato in occasione delle due giornate celebrative dell’acqua e delle foreste ed è rivolto a tutte le persone interessate alla tutela dell’ambiente.

“Foreste e Acqua” è il tema scelto per la giornata internazionale delle foreste 2016:le foreste sono fondamentali per la fornitura del pianeta di acqua dolce, che è essenziale per la vita.
Programma

AlessiadeNardi “Leggere il paesaggio per capire il mondo: il paesaggio come oggetto di insegnamento e come strumento di educazione”

Elena Cristofori Isotta “Capire e comunicare il rischio idrogeologico”

Anna Facello “Mappare e comprendere il territorio”

Elisabetta Cayre “Osservare il paesaggio per conoscere il territorio”

L’incontro attraverso le relazioni e il dibattito con il pubblico, vuole condurci ad approfondire come il paesaggio, tradizionalmente visto solo in funzione delle categorie estetiche, possa diventare uno strumento di educazione alla cittadinanza attiva e all’intercultura, attraverso lo scambio di saperi e di esperienze.
È importante infatti comprendere come la lettura del paesaggio e l’osservazione dei suoi elementi costitutivi possano renderci maggiormente consapevoli del suo valore e, in conseguenza, indurci a rispettarlo e a prendercene cura.

È gradita la conferma di partecipazione

Per informazioni e prenotazione info@triciclo-onlus.org tel 345 6344023

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COMINCIAMO DA TORINO!

Cominciamo da Torino..

UN SUGGERIMENTO AI PARTITI CHE STANNO SCRIVENDO I LORO PROGRAMMI ELETTORALI PER LA CITTÀ DI TORINO: MENTRE PARLATE DI DISABILITÀ ricordate che le disabilità sono tante e diverse. Non solo quella motoria di chi non può camminare. Ma anche di chi non può vedere, sentire e di chi non può RESPIRARE. Si, esistono anche disabilità da contatto o da inalazione con sostanze tossiche magari normalmente tollerate ma che per persone affette da sensibilità chimica multipla (MCS) o asma allergica  rappresentano un ostacolo insormontabile. Così sono costrette a vivere con una mascherina sul volto o, peggio, chiuse in casa.. quindi barriere architettoniche da abbattere ma anche barriere chimiche da eliminare! Bisogna lottare contro lo SMOG a livelli insostenibili, impedire  il FUMO di sigaretta sigaro e pipa in luoghi pubblici anche se all’aperto  (come nei parchi, davanti a scuole e asili, ospedali supermercati..), vietare a chi pulisce locali e condomini di gettare per strada e sui marciapiedi l’acqua sporca e tossica per la presenza di DETERGENTI TOSSICI E PROFUMATI che rimangono per ore sul suolo ed esalano ammoniaca o simili facendo danni anche agli animali.. insomma manca la CULTURA SULLA DISABILITÀ e DEL RISPETTO DELLA COMUNITÀ.  Chi sta bene se ne fotte degli altri e chi ha un problema riesce a vedere solo il suo…

                                                      

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                                                       Ch.Ange

Abiti puliti? perchè no…

L’industria tessile è tra le più inquinate al mondo, subito dopo quella che impiega fonti fossili per produrre energia. Nella sua produzione si fa uso di oltre duemila sostanze chimiche, alcune tossiche per l’ambiente e la salute. Inquinano gli organismi biologici, entrano nella catena alimentare, finiscono sulla nostra pelle e aumentano il rischio di allergie e tumori. Molto spesso per premiarci, gratificarci, acquistiamo un bel abito nuovo; siamo sicuri che non stiamo confondendo l’estetica con l’etica? Poniamo attenzione al suo prezzo di vendita, ma mai al suo vero costo sociale, umano e ambientale. I gironi del tessile sono molto complessi e stratificati, una filiera con tanti attori a diversi livelli, il cui controllo sfugge ai grandi marchi per disattenzione o poca sensibilità. Questo risulta da una denuncia di Abiti Puliti , sezione italiana di Clean Clothes Compaign . Per fortuna nei gironi infernali della moda vi sono anche realtà che hanno optato per un approccio più rispettoso dell’ambiente, gestendo il rischio chimico. Tre sono gli obiettivi : eliminazione sostanze chimiche pericolose dalla produzione, filiera più tracciabile, divieto di pratiche crudeli sugli animali.

Lo scorso 16 febbraio è emerso nel convegno Dirittiallamoda, organizzato a Roma, che molte aziende tessili, grandi marchi, stanno cambiando la loro produzione. Anche ben oltre ciò che è già imposto dalla legge (in Europa regolamento REACH e certificazioni volontarie Oeko-Tex). Tutto ciò grazie alla campagna di Greenpeace, una vera rivoluzione per tutto il settore. Entro il 2020, in un percorso a tappe e verifiche periodiche, verranno eliminate dalla produzione tutte le sostanze tossiche.

Nello specifico sono undici le classi di sostanze pericolose per l’ambiente e la salute, tra cui ftalati, alchilfenoli etossilati, PFC, ammine associate a coloranti azoici, metalli pesanti. Molte di queste sostanze sono state trovate, durante i test tessili, nei pigiamini per bambini, biancheria intima, jeans. Noi tutti chiediamo, uniti a Greenpeace ed ai movimenti di settore, non solo la loro riduzione nella produzione, ma l’eliminazione. Non bisogna arginarsi all’idea di diminuire le sostanze per rientrare in una soglia di accettabilità, anche perché nel mondo moderno siamo già a contatto con molteplici sostanze e rischiamo l’effetto cocktail.

Dal 2011 ad oggi 35 gruppi internazionali hanno aderito e sottoscritto l’impegno Detox, essi rappresentano il 15% della produzione globale. Tra le aziende troviamo firme che soddisfano un po’ tutti i gusti e tutte le tasche. Vogliamo abiti PULITI.

Non mancano le criticità, Filippo Servalli responsabile dei programmi di sostenibilità di Radici Group, azienda italiana leader nella produzione di nylon, pone la questione dei metalli pesanti, nickel e antimonio senza i quali è impossibile produrre fibre “man made”. Eliminarle dalla produzione significherebbe non produrre più fibre sintetiche. Ogni hanno si producono 24 milioni di tonnellate di cotone e 60 milioni di tonnellate di poliestere. Se si sostituissero le fibre chimiche con quelle naturali non ci sarebbero più terre coltivabili. Serve un equilibrio. La Radici Group ha intensificato la produzione di poliestere da riciclo del PET.

In risposta Greenpeace assicura che alla base delle sue campagne c’è la fattibilità: ad esempio gli alchilfenoli, usati per sgrassare, possono essere sostituiti con metodi a base alcolica, non tossici.

E’ legittimo chiedersi se convertirsi alla linea verde aumenterà i costi ed il prezzo finale. Certamente sono tecnologie onerose, ma in un processo ben ingegnerizzato e con investimenti in ricerca ed innovazione, i costi non sono diversi da quelli tradizionali.

Proprio in questa direzione si pone Canepa, azienda italiana tessile, che ha sottoscritto per prima il protocollo Detox. Nel suo centro di ricerca a Biella, in collaborazione con i laboratori  Cnr-Ismac, ha brevettato Kitotex, l’uso del chitosano nel tessile.

Chi ha invece già eliminato tutte le 11 classi di sostanze tossiche è l’azienda Besani, produttore di tessuti a maglia in filo di scozia, che è riuscita a coinvolgere tutti i loro fornitori in questo sforzo, non perseguendo unicamente la logica del profitto economico. Mario Riva, responsabile sostenibilità Besani, afferma che la loro filiera è pulita, i tessuti sono migliorati ed i colori sono diventati più brillanti.

Ovviamente la campagna Detox non è solo tessuti, ma anche accessori.

Coco Chanel diceva “la moda passa, lo stile resta”. Ora che la sostenibilità è diventata di moda, sarebbe bello e giusto che diventasse uno stile.

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http://www.altroconsumo.it, Greenpeace “la sfilata detox”, certificazioni Oeko-Tex

Quiba, the solubile…

gynostemma-lago11-e1402764899338quiba_tea_solubileLa Quiba o Gynostemma pentaphyllum è nota fin dall’antichità, alcuni scritti risalgono alla Dinastia dei Ming. Viene considerata dalla medicina cinese un erba miracolosa, “erba dell’immortalità”.

La sua assunzione migliora la forza fisica e rallenta l’invecchiamento. E’ una pianta ancora poco conosciuta e le tante proprietà terapeutiche, spingono gli appassionati di fitoterapia a coltivarla, per poterla consumare fresca e per lasciare integro tutto il suo fitocomplesso. La si può coltivare nel proprio giardino o sul terrazzo, con estrema semplicità e con ottimi risultati. Appartiene alla famiglia delle cucurbitacee (cetriolo, zucca, meloni), ma senza frutto caratteristico. In Cina prolifera in un area particolare, una riserva naturale costituita da un ambiente sub-tropicale, il monte Fanjing, riconosciuto dall’Unesco come “riserva della biosfera”.

Il Dr. Takemoto, in un suo libro sulla Gynostemma ne descrive le caratteristiche fisiche: “è una pianta infestante, simile in apparenza alla vite acetosa (della famiglia d’uva), al luppolo giapponese (della famiglia del gelso), e Pye erba Joe (famiglia della melanzana). Ha germogli sotterranei (portinnesti) e i suoi steli crescono come rampicanti………..La pianta è divisa in due generi maschile e femminile. La foglia è di forma ovale con bordi a dente di sega…… In estate la pianta fiorisce con fiori giallo pallido. La pianta femminile porta frutti di bosco, che diventano neri a maturazione e contengono i semi”.
Le parti utilizzate sono le foglie fresche adulte, mangiate con le insalate (sono sufficienti 2 foglie circa per persona al dì), oppure mangiando semplicemente una foglia la mattina e un foglia a mezzogiorno. Il sapore di clorofilla è abbastanza gradevole. Si possono utilizzare anche le foglie essiccate per fare tisane o unire al tè (meglio verde). Si consiglia di non superare le 3-4 foglie al dì.
La Quiba viene descritta in vari testi come uno degli adattogeni più validi. Come evidenziato dagli studi farmacologici condotti sugli estratti grezzi di Gynostemma. La capacità di stimolare le difese immunitarie è dovuta alle numerose saponine triterpeniche, ai diversi flavonoidi e gypenosidi che annovera nel suo fitocomplesso.
La somiglianza dei suoi principi attivi a quelli del ginseng, del quale è addirittura più potente, fa sì che anche la Gynostemma sia indicata come pianta adattogena che può aumentare la resistenza del corpo allo stress, all’ansia e alla stanchezza, intervenendo nella regolazione dei sistemi corporei tra i quali pressione sanguigna e il sistema immunitario.
Ha un effetto positivo nel metabolismo dei lipidi, facilitando la riduzione dei livelli di grasso nel sangue ed quindi dei depositi nei vasi sanguigni. Questo fa sì che sia una pianta idonea a contrastare la formazione delle placche che causano l’arteriosclerosi.
Oltre ad agire sui lipidi, le saponine presenti negli estratti di questa pianta hanno dimostrato la capacità di ridurre i livelli di colesterolo “cattivo” in favore di quello “buono”
Possibili effetti collaterali e controindicazioni della Gynostemma:
Sebbene la Gynostemma sia considerata tra i più sicuri integratori a base di erbe, ci sono alcuni possibili effetti collaterali di cui si dovrebbe essere a conoscenza. La Gynostemma non deve essere assunta da donne in gravidanza e persone che prendono anticoagulanti o con patologie legate alla coagulazione.

Watchingreen.com non vuole dare consigli terapeutici sulle patologie di qualsiasi tipo che rimangono di esclusiva competenza dei medici specialisti.

 

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Giornata internazionale della medicina omeopatica

lunedì 11 aprile 2016 è la giornata della prevenzione medica e dei corretti stili di vita, promossa da A.M.I.O.T. -Associazione Medica Italiana Di Omotossicologia – su tutto il territorio nazionale nell’ambito della giornata “Stiamo bene…naturalmente”.

I medici e i veterinari iscritti all’Albo ed esperti in Medicine Complementari, apriranno i propri studi al pubblico per sensibilizzare i pazienti su mali di stagione, allergie, intossicazioni dell’organismo, dolori cronici, altri malesseri e sulle terapie d’avanguardia per prendersi cura di sé, dei famigliari e degli amici animali e prevenire i disagi e le malattie, per noi stessi, per i nostri figli e famigliari e anche per i nostri amici animali.

Sarà possibile non solo effettuare una visita gratuita per un controllo medico, ma anche approfondire le conoscenze sull’offerta di terapie d’avanguardia basate sulla medicina cosiddetta alternativa.

Si può chiamare il numero verde gratuito 800.385014 oppure compilare il form sul sito http://www.giornataomeopatia.it e cercare il medico o veterinario più vicino.

 

MCS – Sensibilità Chimica Multipla: che cos’è

MCS. In pratica la cugina sfigata (fino ad ora) della celiachia. Anche i celiaci per anni e anni sono stati costretti a soffrire in silenzio, allontanati semplicemente dai ristoranti e dalla convivialità, attaccati costantemente dall’industria alimentare, inesistenti per la medicina. Poi, d’un tratto sono balzati all’onore della cronaca e tutti a parlare di celiachia. Addirittura si è sviluppata una rete commerciale dei prodotti senza glutine. Il riconoscimento ministeriale della malattia ha radicalmente modificato la vita dei celiaci. Esistono e ora godono di altissima considerazione. Però.. non è l’unica allergia alimentare esistente… a molti altri è negata l’esistenza come è stato per la celiachia fino ad ora. Ma che sarà successo? Qualche politico ammalato di celiachia ha prodotto il cambiamento culturale? Qualcuno con un figlio celiaco è riuscito a sensibilizzare i colleghi parlamentari sulla malattia? Forse.. allora dovremo aspettare che altre malattie rare colpiscano la classe dirigente di questo Paese. Che la MCS ammorbi l’esistenza di qualche esponente governativo…. questo dovremmo aspettare affinché si riconosca l’esistenza e la gravità di questa malattia? Aspetteremo.
Senza parlare del fatto che i malati di mcs spesso sviluppano una forte intolleranza al glutine…

MCS

La Sensibilità Chimica Multipla (MCS) è una malattia che pochi conoscono e che la maggior parte dei medici riconosce con difficoltà. La malattia si caratterizza infatti per una serie di sintomi differenti, che possono colpire ogni organo, e le sue manifestazioni sono estremamente differenti da persona a persona e infatti il nome stesso dato alla patologie è piuttosto generico. I sintomi più frequenti, ed altamente lesivi della qualità della vita del paziente, fino all’invalidità, sono quelli di tipo allergico come difficoltà respiratoria, nausea, emicrania, dermatiti da contatto, vertigini, ipersensibilità agli odori .

Con il tempo, soprattutto se l’esposizione alla sostanza continua, la malattia produce nell’organismo effetti irreversibili e può portare addirittura allo sviluppo del cancro, di malattie autoimmuni e all’ictus.

Oltre alla varietà dei sintomi e della loro gravità a rendere più difficile la diagnosi – e anche a rendere assai difficile una vita normale – è il fatto che a causarli possono essere sostanze molto differenti tra loro e di uso estremamente comune come la candeggina, detergenti, profumi, saponi, pesticidi e prodotti da giardino, ma anche gas di scarico, micropolveri e campi elettromagnetici accentuati.

Attualmente l’ipotesi tenuta in maggior considerazione, scartata ormai quella che si tratti di un problema di tipo psichiatrico, è che la malattia sia causata da una ridotta capacità di metabolizzazione delle sostanze xenobiotiche a causa di una carenza genetica o della rottura dei meccanismi enzimatici di metabolizzazione a seguito della esposizione tossica.

Attualmente la patologia non è inserita tra quelle riconosciute come esenti dal nostro sistema sanitario nazionale tuttavia alcune regioni – per l’esattezza Toscana, Emilia Romagna, Abruzzo e Sicilia – grazie all’autonomia in materia, hanno dato alla malattia questo riconoscimento.

In Italia la MCS è riconosciuta anche da un Accordo del 27/09/2001 tra il Ministro della salute, le regioni e le province autonome dal titolo “Linee guida per la tutela e la promozione della salute negli ambienti confinati“, Documento 601S27SE.000 emanato dalla Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano (Gazzetta Ufficiale Supplemento Ordinario n. 276 del 27/11/2001).

Vista la grande difficoltà nel diagnosticare la malattia e la recente considerazione che le è stata data è molto difficile fare una stima della sua reale presenza nella popolazione. Gli esperti italiani, tra cui va certamente annoverato il Prof. Giuseppe Genovesi medico specialista in endocrinologia, psichiatria e immunologia e ricercatore presso il Policlinico Umberto I di Roma, uno tra i primi a studiare la patologia , è che in Italia le persone affette da sensibilità chimica multipla siano circa 1 milione ma che solo quindicimila, circa l’uno virgola cinque per cento del totale, sappiano di esserne affetti.

Altri specialisti che in Italia si sono particolarmente distinti negli studi su questa malattia sono il Prof. Alessio e il Prof. R. Lucchini degli Spedali Riuniti di Brescia, il Prof. Tirelli, direttore del Centro Oncologico di Aviano, il dott. Cipolla dell’Ospedale S.Orsola Malpighi di Bologna, il Prof. Carrer dell’Università di Milano, il dott. Arcangeli e il dott. Rossi dell’Ospedale Careggi di Firenze.

La MCS è riconosciuta dall’Agenzia Americana per la Protezione Ambientale (EPA- Environmental Protection Agency), dalle leggi per la disabilità (ADA – American Disability Act) e dal Dipartimento dello Sviluppo Urbano e dell’Abitazione. Oltre un centinaio di agenzie ed enti governativi federali statunitensi riconoscono l’MCS.

Il Governo dell’Australia del Sud ha emanato delle linee guida per gli ospedali nel 2010 e ha inserito la MCS nelle linee guida sulla disabilità “Disability Access Checklist Guide for Government Owned & Leased premises”.

E’ riconosciuta, in Canada, in Germania nel 2000 è stata inclusa nella Classificazione Internazionale delle Malattie dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), ICI-10, sotto il codice T 78.4, “allergia non specificata. Già altri paesi hanno inserito la MCS nella loro Classificazione Internazionale delle Malattie ICD-10: l’Austria (2001), il Giappone (2009), la Svizzera (2010) ,la Danimarca (2012) e la Finlandia (2014).

Il 24 settembre 2014 la Spagna ha ufficialmente riconosciuto la MCS, includendola nella sua Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD), lo strumento utilizzato dal Sistema Sanitario per classificare e codificare le malattie.

Di recente, il 15 gennaio 2015, è stata firmata a Roma una Risoluzione per il riconoscimento della Sensibilità Chimica Multipla

In data 7.3.2016 è stata presentata, a norma dell’articolo 136 del regolamento, presso il Parlamento Europeo una Dichiarazione scritta sulla sensibilità chimica multipla

Ch.Ange